È aria di primavera. I colori divengono più intensi, i profumi danzano su note più forti, la natura descrive armonie ben definite. È tempo di cambiamenti, di slanci, di progetti. E di bilanci. Più di 240 milioni di presenze registrate nel 2010 nei quasi 34.000 alberghi italiani. Questo è quanto emerge dalle rilevazioni dell’Osservatorio turistico alberghiero che la Federalberghi (Federazione delle Associazioni Italiane Alberghi e Turismo) effettua puntualmente ogni mese su un campione di 1.167 alberghi appartenenti a tutte le categorie e distribuiti sull’intero territorio nazionale: la domanda italiana relativa ai pernottamenti presenta una diminuzione del 7,8% rispetto al 2009. A ciò si aggiungono i dati Istat che mostrano un calo del 12,4% del numero di viaggi effettuati dagli italiani.
Vacanze e crisi: si gioca d’anticipo - Forte è la pressione della crisi economica che costringe la maggior parte degli italiani a non viaggiare o ad organizzare con largo anticipo le vacanze estive per trovare soluzioni a basso costo, spendendo cifre ragionevoli e sostenibili. Sempre più gli italiani che scelgono di rimanere a “casa” e sfruttare il periodo di ferie per rigenerarsi in qualche splendida località balneare dello Stivale: ben l’81,7% dei viaggi effettuati nel 2010 ha come destinazione una località italiana, mentre il restante 18,3% un paese straniero. E, come sempre accade, la domanda si concentra nel quadrimestre estivo (giugno-settembre), periodo in cui il 58% dei residenti ha effettuato almeno una vacanza lasciando il primato al mese “caldo” di agosto (21,6%).
117 bandiere blu: l’argento per l’Italia - Perché scegliere il Belpaese? A livello europeo, l’Italia si posiziona al secondo posto (dopo la Spagna) per qualità del mare, efficienza dei servizi e sicurezza . I dati parlano chiaro: 117 sono le lo
calità italiane premiate con la Bandiera Blu – riconoscimento a livello internazionale che attesta il rispetto dei criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio da parte delle località turistiche balneari - dall’organizzazione non-governativa e no-profit FEE (Fondazione per l’educazione ambientale). In testa la Liguria con 17 bandiere, seguita da Toscana e Marche (16) e Abruzzo (13). Segue la top ten delle migliori spiagge d’Italia: Castiglione della Pescaia (Grosseto), le Cinque Terre (La Spezia), Bosa (Nuoro), l’isola del Giglio (Grosseto), Otranto (Lecce), Portovenere (La Spezia), Arbus (Cagliari), Noto (Siracusa), Tropea (Vibo Valentia), Pollica frazioni Acciaroli e Pioppi (Salerno). Ma gli italiani quali spiagge preferiscono? Vince il Mezzogiorno: Calabria e Puglia a pari merito (8,7%), seguite dalla Sicilia (7,2%). Ma non si rimane indifferenti alla riviera romagnola (13,8%), patria del divertimento e a quella più chic della versilia (9,1). E che dire della Sardegna (7%)? Decisamente non economica ma pur sempre una garanzia.
L’alloggio e l’imbarazzo della scelta - L’Italia offre diverse tipologie di strutture in grado di sposare le differenti richieste della clientela: i numeri sono evidenti. Guardando agli alberghi, il Trentino Alto Adige detiene il primato con ben 5.944 alberghi, seguito dall’Emilia Romagna che registra 4.791 esercizi. Al terzo posto si trova il Veneto con 3.079 realtà, al quarto la Toscana che conta 3.002 hotel e al quinto la Lombardia con 2.898 esercizi. Il Lazio, con 1.801 alberghi, invece si posiziona al sesto posto, mentre la Liguria, con 1.634 realtà, è settima. A chiudere la top ten, la Campania, ottava con 1.536 hotel, il Piemonte, nono con 1.514 strutture e la Sicilia, decima con 1.068 alberghi. Per chi è deciso a risparmiare, la soluzione ottimale si trova nei B&B: 20.000 in tutto il paese e più del 66% tra nord e centro Italia. E per i più eclettici 11.000 palazzi d’epoca e castelli adibiti ad uso ricettivo per vivere una vera vacanza da favola.
E... se non è Italia? - Un buon numero di italiani, d’altra parte, sceglie di scoprire nuove località e di regalasi almeno una settimana in posti in cui sentirsi stranieri, forse, rende il soggiorno davvero una vacanza. Un modo per staccare con il proprio mondo e rifugiarsi in deliziosi paradisi. Per lasciare a “casa” preoccupazioni e incertezze, e vivere qualche giorno di spensieratezza. E in che direzione soffia il vento? Dove decidono di attraccare le “navi” degli italiani? L’80% dei viaggi effettuati all’estero ha come destinazione una meta europea, lasciando spazio alle mete extra-europee nel restante 20% dei casi. Nel 2010 la Spagna ottiene il primo posto per meta estera più visitata (15,1%), strappando il primato alla Francia, ora seconda in classifica (14,1%). Tra le mete turistiche estere preferite si segnalano anche il Regno Unito (7,8%), la Grecia (6,8%), la Croazia (6,7%) e la Germania (6%). Fuori dall’Europa, l’Egitto (5,2) e i paesi del Magreb (Tunisia-Marocco-Algeria 3,9%) sono le destinazioni più ambite per trascorrere, soprattutto, vacanze di lunga durata. Guardando oltreoceano, la Cina (3,7%) e gli Stati Uniti (2,2%) si confermano le destinazioni più importanti per i viaggi di lavoro.
Una destinazione, una sicurezza: le dritte dell’ UNWTO per un turismo sostenibile - L’importanza del turismo come motore della crescita e dello sviluppo dell’economia globale è indubbia, come, anche la competitività all’interno del settore. Un campo in crescita che guarda a nuovi modelli di business in grado di rendere il turismo una sfera capace di contribuire ad uno sviluppo sostenibile e responsabile. Questi, i temi affrontati il 6 e 7 marzo 2011 durante il Global Tourism Forum Andorra 2011 (GTF), organizzato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO). Il mercato globale vive di rapidi cambiamenti e la capacità di competere dipende, quindi, dagli investimenti sostenuti per creare un prodotto sicuro, invitante e di qualità.
Non rimane altro che decidere dove approdare!
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