Lampedusa - 2 aprile, nessuno parte e nessuno arriva

Sabato 02 Aprile 2011 17:21 Elisabetta Ranieri Local - Attualità
Stampa PDF

Immigrati a Lampedusa(Continua il racconto esclusivo di quanto accade sull'isola siciliana) La situazione è ferma da giovedì. Non si parte e non si arriva. C’è troppo vento ed il mare non consente alle barche di attraccare al porto marittimo dove si trovano circa duemila migranti in attesa di andare via. Sono tanti, divisi in file e sdraiati a terra. Qualcuno si porta dietro il suo sacchetto di plastica con dentro le poche cose che gli appartengono.

LAMPEDUSA, sabato 2 aprile - Appena vedono giornalisti o fotografi gli si lanciano incontro chiedendo foto o sigarette. Mi si avvicina un ragazzo e mi dice : “please, look, look”. Ha in mano un telefonino e vuole farmi vedere qualcosa. Un video del suo viaggio dalla Tunisia all’Italia che lui stesso ha girato e che lo ritrae insieme ai suoi compagni allegro e scherzoso sebbene sia in una barca così piena da non distinguere una testa dall’altra... E’ di Tunisi anche lui, come molti del resto. Mi dice che oggi andrà in Italia. Già perché Lampedusa per loro non è l’Italia è una sorta di trappola. Un’isola da cui non possono uscire, non è terra ferma e questo è un problema per chi come lui vuole andare in Francia. “In Francia perché?” gli chiedo. “perché ho li la famiglia” mi risponde. Sono al molo da molte ore e sono stanchi. C’è il sole e non fa freddo, ma il vento è fastidioso e loro si sdraiano ammassati l’uno accanto all’altro e si riparano in attesa della partenza. Dopo un po’ si alza qualche coro. “Libertà, libertà” oppure “Sicily, sicily”. Vogliono andare via c’è poco da fare e sono disposti ad aspettare anche tutta la giornata sul molo, basta poi riuscire a lasciare Lampedusa.

SEGNI - In cima alla collinetta della vergogna ci sono ancora i segni di quello che c’è stato. Le “tendopoli” fatte da loro alla meno peggio sopravvivono al vento ed al resto. Hanno fame e dopo poco gridano che vogliono mangiare. Ne incontro uno che si accascia su un muretto aiutato da un amico. Sta male, trema. Viene coperto e messo a sdraiare. Mi spiegano che sono già stati nel centro di prima accoglienza della croce rossa e che gli hanno dato già qualcosa. Alle sue spalle c’è un ragazzo tunisino che mi chiede “Where is Berlusconi?”. Già, dov’è Berlusconi? Aveva promesso che in meno di sessanta ore l’isola sarebbe stata ripulita da tutti questi migranti. Certo non si può addebitare a lui la colpa di un vento e di un mare che non consentono l’attracco alle navi però il dato di fatto è che Lampedusa è ancora piena di migranti

COLPE - Il disagio maggiore lo si percepisce in queste situazioni quando cammini in mezzo ad un fiume di gente sdraiata per terra. L’odore è forte e ti penetra fin dentro le narici e poi incroci i loro occhi e abbassi inevitabilmente i tuoi. Non hai fatto niente di male, sei li per lavorare, per cercare di raccontare quello che sta succedendo eppure provi un senso di disagio nell’affrontare i loro sguardi. Questa è Lampedusa, la fotografia di un’isola meravigliosa, dai colori caldi e dal cuore grande, un’isola in cui è facile sentirsi inadeguati.

Ultimo aggiornamento Sabato 02 Aprile 2011 17:52

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

150 anni d'Italia

Senza fine. Non è Gino Paoli. E' il Drago di Arcore

FusiOrari TV

Il Sondaggio

Reputa la manovra del governo Monti:




La Vignetta

Login



PhotoGallery

  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria
  • Galleria

Editoriali

Analisi - L'Italia è in svendita?
Martedì 24 Gennaio 2012 Rosanna Terminio
Immagine
Il 2011 si é concluso con la notizia dell'acquisto di una partecipazione nel gruppo Ferretti, produttore di yatch di lusso, da parte dell'azienda cinese Shandongh Heavy Industry Group (SHIG). Nello stesso periodo dell'anno precedente una azienda cinese ha comprato l'azienda Cantieri Navali di Lavagna in bancarotta Leggi tutto...
F-35 o Eurofighter Typhoon, per l’Italia è scelta strategica
Mercoledì 04 Gennaio 2012
Immagine
Sulle pagine di quotidiani e riviste, sui blog e nei social network impazza il dibattito sul ventilato acquisto da parte dell’Italia di centotrentuno velivoli militari F-35 per una somma pari a quindici miliardi di euro. Questo proprio mentre il governo vara una manovra da ventitré miliardi definita sovente «lacrime e sangue». In risposta a tale presunta assurdità, i cittadini chiedono più spesa sociale e i pacifisti reclamano ulteriori tagli per la difesa. È errato però porre il problema in termini così semplicistici. FusiOrari vuole guardare oltre una prospettiva ideologica, analizzando pragmaticamente il perché, il come e le eventuali alternative all'acquisto degli F-35. Leggi tutto...
FusiOrari in Cina, alla scoperta del Gigante “ignoto”
Martedì 06 Dicembre 2011
Immagine
SHANGHAI - Se per strada fermaste dei passanti e chiedeste loro dove si trova la Cambogia e quali siano i tratti caratteriali dei cambogiani, pochi sarebbero in grado di rispondere. Una cosa simile si verificherebbe per il Bangladesh, l’Indonesia, e così via. Se però domandate anche a una sola persona se ha cognizione o un’opinione sulla Cina e sui cinesi, quasi certamente si lancerà in analisi geopolitiche, sociali e culturali ripercorrendo la gran parte degli stereotipi occidentali sulla discendenza di Mao. Leggi tutto...

Il Meteo