Gabriele Albertini, ex sindaco di Milano ed europarlamentare, ha parlato ai microfoni di Fusiorari sulla situazione politica italiana, sullo scenario milanese pre-elezioni e su alcuni temi scottanti di attualità. Poi, l’affondo contro la Moratti “Io amministratore di condominio, lei una statista con scarso consenso”
Alla domanda sulla possibilità di creazione di un terzo polo Fli-Udc-Api, Albertini non ha dubbi: “questo neocentrismo raccoglie un consenso eterogeneo, proveniente anche da aree culturali e politiche diverse”. Sull'attuale legge elettorale: “il popolo italiano ha poco potere, al contrario dell’élite.” Sì a un governo di transizione che affronti con coerenza ed efficacia temi esiziali della vita pubblica. Albertini vede l'attuale crisi nazionale incastonata tra le contingenze internazionali connesse alla crisi economica e una frattura tutta italiana tra territori di produzione e territori assistiti. “Quale voto darei alla cura del governo Berlusconi? Una sufficienza risicata. E' apprezzabile il tentativo di riequilibrare produttori e parassiti attraverso il federalismo fiscale, ma è un progetto che onestamente presenta parecchie difficoltà.”
Su Fini: “Un uomo libero” affrancatosi “dalla sudditanza nei confronti di Berlusconi”, ma anche “un uomo prigioniero di quello stesso federalismo prima appoggiato e poi parzialmente ritrattato”. Circa la sua possibile candidatura a sindaco di Milano in rappresentanza del terzo polo, Albertini non si sbottona. “Si tratta di scelte che non dipendono da me. Il futuro di Milano è strettamente legato alle sorti nazionali”.
Non è tenero, Albertini, con l'attuale sindaco di Milano, Letizia Moratti. “Il compito di un sindaco è dedicarsi alla quotidianità della città. Quando ero primo cittadino mi sono sempre presentato come un amministratore di condominio, lei evidentemente era di altro avviso, occupata a stringere la mano ai Capi di Stato stranieri.”
Albertini non si sbilancia nemmeno in tema di immigrazione e dialogo interreligioso: “Accogliere è giusto, ma è necessaria l'integrazione. La moschea a Milano? Un diritto sancito dalla Costituzione, ma da adattare alle circostanze attuali che segnalano un grande pericolo di scontro fra civiltà”. Ancora durezza sul ruolo dell'Ue nelle trattative di pace in Medio Oriente: “Non può esercitare un ruolo di mediazione se ampi gruppi sostengono così sfacciatamente le lobby palestinesi”.
A breve, su FusiOrari, versione testuale più ampia dell'intervista, il video integrale, contributi in lingua inglese e francese.
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