Vini di Maremma

Domenica 14 Novembre 2010 21:55 Angela Azzarone Interviews - Interviste
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Copertina Vini di MaremmaUn'avventurosa signora inglese di nome Helga attende l'autobus per Iraklio. Cappello bianco a falde larghe per proteggersi dall'abbacinante luce del Mediterraneo e in mano due dracme per il biglietto. Sull'autobus incontra uno sconosciuto, inglese, camicia leggera e intensi occhi chiari. Gli racconta di esser lì per cercare casa. Lui le consiglia la Maremma, un luogo sconosciuto ai più, ma “di una bellezza incredibile, ad un passo da un mare incontaminato e dove le case non costano nulla”.

È, quella di Helga, una storia che viene da lontano. Strettamente legata al Sacromonte, un vino oggi prodotto dai vigneti alle pendici dell'Amiata, da sua figlia e sua nipote. Iniziata a Creta e proseguita in Maremma, dopo un telegramma a lei inviato dal cortese signore. Che diceva: “Gentile Madame, mi sono permesso di versare a vostro nome una caparra per una casa in Maremma. Venite e vederla”.

Ancora Maremma. Moira ha un sogno: fare il vino e vivere in campagna. Proprio come sua nonna Celestina.“Non sta né in cielo né in terra che una donna faccia vino. Fai la donna come tutte e smettila di sognare!”, le ripete il padre. Ma, dopo un esilio volontario, Moira torna a casa e riesce ad acquistare un podere da rimettere in sesto, non senza fatica e con mille sacrifici. Il vino è squisito ed è il suo riscatto. È ottenuto con gran dedizione e amore da uve Sangiovese. Il nome, Celestina Fè, è quello di sua nonna.

 

30 SHORT-STORIES DI PASSIONE PER 30 VINI DI QUALITA' - Sembrano gli incipit di un romanzo, ma sono le storie, vere, di 30 aziende pioniere che hanno scommesso, con fatica eGli autori: da sinistra Orfino e Carresi azzardo, sulla Maremma, oggi luogo di eccellenza nel panorama enologico nazionale e internazionale. Vini di Maremma è un’antologia di short-stories legate dalla passione per il vino, uniche per la varietà di esperienze di vita e visioni del mondo che racchiudono. Ma è anche una guida atipica e indipendente che, attraverso un percorso di ricerca e narrazione a più voci, conduce il lettore tra castelli e vecchi poderi, a conoscere i discendenti di Graham Green, esperti d'arte, vecchi e giovani agricoltori, biodinamici e sceneggiatori, chirurghi e imprenditori. Gli autori sono Lorenzo Carresi (nato a Grosseto nel '77, docente di Lettere ed esperto in comunicazione eno-gastronomica) e Giuseppe Orfino (giornalista e comunicatore pubblico, nato a Siena nel '73). Le splendide immagini sono di Marco Tisi, fotografo professionista, che dal '75 conduce ricerche, soprattutto a carattere antropologico, sulla sua terra.

A Giuseppe Orfino e Lorenzo Carresi abbiamo rivolto alcune domande per saperne di più.

Qualche parola su di voi: origine, formazione, attuali interessi e progetti.

G. O. Sono tra i pochi fortunati che sono riusciti a diventare ciò che sognavano da bambini: sono un giornalista. Ho lavorato a lungo a La Nazione, collaborato con varie testate, tradizionali e online, anche in qualità di direttore. Mi sono occupato di narrativa e di teatro. Da 6 anni mi dedico esclusivamente alla comunicazione pubblica.

L. C.: Provengo da una cultura contadina, ma sono sempre stato attratto dall'arte e dalla letteratura: due mondi per molti inconciliabili. Dopo il diploma di perito agrario, mi sono laureato in Lettere e successivamente ho conseguito un master in Comunicazione dell'Enogastronomia, conciliando così queste due passioni. Oltre ad occuparmi di promozione eno-gastronomica, insegno Lettere e collaboro con la casa editrice Arca all'edizione 2011 di Vini di Maremma e ad una nuova pubblicazione sulla ristorazione "giovane" in provincia di Grosseto.

Come ha preso forma il progetto?

G. O. Vini di Maremma è nato 2 anni fa dall'idea di scrivere una guida da leggere e non soltanto da consultare. Niente voti ai vini, né classifiche: volevamo raccontare delle storie. Confidavamo nel fatto che il vino è qualcosa di particolare: non è un prodotto industriale ma nasce dalla terra e dalle mani dell’uomo. Siamo andati a cercare le storie che stavano su quelle terre, dietro a quelle mani.

L. C. A un certo punto ci siamo resi conto che il mondo del vino in Maremma stava percorrendo nuove strade e necessitava di una pubblicazione specifica che ne sottolineasse il valore.Vini di Maremma e prodotti toscani

 

Da dove nasce l'interesse per l'enogastronomia? Non sembra trattarsi dell'ennesima guida sui vini...

G. O. Inizialmente non ero interessato all'enologia: ho utilizzato un approccio essenzialmente narrativo. M'incuriosiva conoscere i percorsi di chi ha scelto di produrre vino: di chi ha iniziato perché era il lavoro del padre e del nonno, di chi ha lasciato grandi città per arroccarsi su colli orlati di cipressi, di chi è capitato qui per caso e di chi ha lottato per seguire il proprio destino. Piccole grandi epopee di una terra per decenni amara e maledetta.

L. C. Nella Maremma prevale il settore primario: nascere e crescere qui significa avere sotto gli occhi quotidianamente il rapporto tra terra e uomo che si presenta nella forma ora di simbiosi, ora di guerra. L'enogastronomia non è che l'evoluzione "colta" di questo incontro antico.

 

C'è, nelle vostre radici, un rapporto anche familiare con la cultura enologica?

G. O. No, prima di dedicarmi a questo libro non ero neanche un conoscitore di vini. Ho studiato e imparato una lingua nuova.

L.C. A Squartapaglia - una piccola contrada di campi strappata alla palude fra Grosseto e il mare - mio nonno possedeva una modesta vigna di Sangiovese e Trebbiano dalla quale produceva un vino (pessimo) per il consumo familiare. Negli anni '80 venne estirpata da chi fu sedotto dagli incentivi statali. Quelle viti, oggi, mi mancano un po', come mi manca mio nonno. Dare risalto al buon vino e alla cultura che c'è dietro è, in qualche modo, rendere onore a quei ceppi contorti.

Che ruolo ha la fotografia nel racconto?

G. O. La fotografia è un secondo modo di raccontare le storie raccolte. Marco Tisi, dopo aver letto quel che avevamo scritto per ciascun produttore, ha ritratto i personaggi, in maniera personale e spesso, credo, lontano dai soliti cliché su chi produce il vino.

L. C. Marco Tisi è innanzitutto un artista. Le sue foto sono veri e propri ritratti alla maniera rinascimentale: interpretano il carattere di chi ritraggono.

 

Come avete raccolto le storie e con quali criteri le avete scelte? Ce n'è una che vi ha colpito particolarmente e di cui vorreste dare un assaggio ai nostri lettori?

G. O. Abbiamo fatto i cronisti, in sostanza. Inizialmente abbiamo chiesto ad esperti indipendenti (enologi, ristoratori e sommelier) di indicarci i vini di eccellenza oggi in Maremma. Abbiamo stilato una lista di 30 etichette e ci siamo messi in cammino attraverso la Maremma. In un primo momento temevamo che le storie potessero assomigliarsi, ma la prima sorpresa è stata quella di scoprire che ognuna era unica e originale. Su tutte, Potentino e Montebelli sono state le quelle che più mi hanno commosso: avvincenti short-stories, dagli intrecci degni del più raffinato romanziere.

Prima presentazione del libro al Museo di Storia Naturale di Grosseto. Da sinistra: Orfino, Carresi, Micol Cipriani, Editrice ArcaL. C. Abbiamo messo al primo posto la qualità del vino, senza lasciarci sedurre da storie che, seppur interessanti, non erano legate ad un prodotto meritevole. Abbiamo incontrato i produttori che, domanda dopo domanda, si sono lasciati coinvolgere in una conversazione intima nella quale si sono mostrati veri e, soprattutto, appassionati del loro lavoro. Parte del merito della buona riuscita del libro è dovuta alla loro amichevole disponibilità. I produttori che più mi hanno affascinato sono quelli che avevano le mani segnate dal lavoro, a dimostrazione che il loro amore partiva dalla vigna, dall'origine. Storie come quella di Romeo Bruni, che la sua vigna l'ha sognata, piantata e curata per tutta la vita o come quella di Moira Guerri, che ha legato il successo del suo vino ad un riscatto personale, come donna e come imprenditrice.

 

Vino come processo di trasformazione operato dall'uomo, come ultimo cordone ombelicale che ci lega alla terra. Qual è il messaggio più importante che il libro intende lanciare?

G.O. Quando ci siamo messi a tavolino, cerando di restituire le emozioni raccolte lungo il viaggio, abbiamo scoperto che in tutte quelle storie, oltre al vino, veniva fuori, prepotente, un altro protagonista: la Maremma. Una terra non più amara, come da sempre è stata tramandata, e nemmeno più un luogo incontaminato, selvaggio e immobile. Ma terra promessa a cui approdare per poter reinventare la propria vita. Mentre ascoltavamo quelle storie, due parole ricorrevano più di tutte: sogno e passione. Ecco, io credo che una terra in cui le persone sappiano ancora usare questi due termini sia un luogo dove valga ancora la pena di vivere e lavorare.

L. C. Non penso che il vino sia l'ultimo elemento che ci lega alla terra: ce ne sono moltissimi altri, soltanto che oggi è più difficile riappropriarsene. Il vino ha un vantaggio invidiabile: il suo valore antropologico (accompagna la storia umana quasi sin dalla sua origine) e la sua capacità di comunicare a qualsiasi livello culturale. Attraverso le esperienze di questi produttori il libro invita a pensare alla Maremma come terra di vini pregiati e eccellenze eno-gastronomiche, in cui si vive bene.

 

Avete trovato il supporto di qualche sponsor e che accoglienza ha ricevuto il libro?

G.O. No, non l'abbiamo neanche cercato: volevamo scrivere una guida libera e indipendente. Ai produttori abbiamo chiesto soltanto la disponibilità a raccontarsi. Questa “purezza”, questa mancanza di “secondi fini” credo si sentano nel libro e penso siano gli elementi chiave del suo successo. Che ci hanno permesso di “mettere in cantiere” anche l’edizione 2011.

L. C. Volevamo scrivere senza condizionamenti. Non chiedendo "contributi" a produttori, strade del vino, consorzi, siamo stati assolutamente liberi nella scelta delle etichette. Una politica che intendiamo proseguire anche nei prossimi anni nella scelta delle aziende che, secondo noi, avranno mantenuto uno standard di qualità.

 

Vini di Maremma.
Selezione di qualità.
30 vini e 30 produttori
di L. Carresi, G. Orfino e M. Tisi
256 pp.
Casa Editrice Arca, Grosseto, 2010
€ 18,50

Ultimo aggiornamento Domenica 14 Novembre 2010 22:29

Commenti  

 
0 # Maremma 2012-02-23 10:41
Agriturismo in Maremma http://www.agriturismotoscana-agriturismo-in-toscana.it/
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