Giovedì 30 settembre al Parco Trotter, cuore pulsante dell'inquieta via Padova, il candidato PD alle primarie per Palazzo Marino Stefano Boeri ha incontrato esponenti della scuola pubblica, di diverse Circoscrizioni, del Comitato di Zona 3 e di associazioni giovanili. Per ascoltare problemi, proposte, esigenze di genitori, insegnanti e dirigenti.
Urbanista, classe '56, Stefano Boeri è nato a Milano, dove vive e lavora. Docente al Politecnico, ha studiato sul territorio le dinamiche sociali e politiche della città. Conduce un seminario alla GSD di Harvard e, dal 2007, dirige il periodico “Abitare”. A Milano ha lavorato alla nuova sede della RCS, al rinnovamento del Policlinico, al progetto di edilizia sociale della Casa-Bosco. Ha partecipato alla realizzazione di alcuni tra i principali sistemi urbani e portuali del Mediterraneo (come Genova, Napoli, Marsiglia, La Maddalena) e alla Consulta Architettonica Internazionale del Masterplan Expo Milano 2015. Sul suo sito si legge: “Come urbanista, credo in un’idea di città come spazio di relazioni sociali e non solo come insieme di edifici. Partiamo da qui, per cambiare Milano col contributo di tutti (…), perché non possiamo più vivere in una città faticosa, ostile e chiusa. Abbiamo bisogno di una Milano aperta, sicura e accogliente. Vorrei che con me si candidassero le generazioni di milanesi che non si parlano”. Una città che manca di coesione, ricca di eccellenze, al centro di reti globali che non riescono a fare rete tra di loro.
UNA CITTA' MIGLIORE... - Tra le linee programmatiche, elaborate anche col contributo della gente, Boeri propone la creazione di un'Agenzia pubblica per la casa, che censisca gli alloggi sfitti rimettendoli sul mercato a prezzi calmierati; contro violenza e microcriminalità, suggerisce punti d'incontro nei quartieri, dei quali i cittadini possano riappropriarsi con l'aiuto del Comune; vuole dare dignità e visibilità al mondo islamico con la creazione di un grande centro culturale che comprenda spazi di incontro e aggregazione; infine, considera necessaria l'istituzione di una Commissione antimafia a Palazzo Marino (inizialmente prevista dal Consiglio Comunale ma poi bocciata). Boeri, inoltre, promuove la realizzazione dell’Expo 2015 nell’area dell’Ortomercato, in alternativa a quella di Rho–Pero. A pochi giorni dalla scadenza (18 ottobre) dell’ultimatum del Bureau International des Expositions di Parigi, la trattativa tra proprietari ed enti pubblici per la cessione dei terreni è arenata: con la scelta dell'Ortomercato si ridurrebbero i costi infrastrutturali annullando quelli di acquisizione dell’area. E si rivitalizzarebbe una zona parzialmente abbandonata con un mercato ortofrutticolo di nuova generazione e una grande area per orti urbani e produzioni agricole del Parco Sud.
... CON UNA SCUOLA MIGLIORE - Alla base della proposta di Boeri c'è l'idea che il rilancio di Milano passi attraverso la scuola, come luogo di appartenenza ad una comunità, di confronto e di crescita. Una scuola in cui costruire un'integrazione di medio e lungo periodo, rilanciando l'esigenza di sperimentazione dal basso. Durante la serata al Trotter, numerosi sono stati gli interventi e le proposte. Alcuni docenti hanno chiesto maggiore attenzione per l'edilizia scolastica, che s'ispiri alle sperimentazioni didattiche di cui proprio la scuola Casa del Sole, che ha sede nel Trotter, è stata espressione dagli anni '20 del '900. Altri hanno parlato del disorientamento e della fatica di lavorare in perenne emergenza e con carenza di fondi. In una scuola che, in seguito a continue riforme, ha perso l'identità, a fronte di richieste sociali sempre più pressanti. Sono emersi anche i punti di forza dell'istruzione lombarda, come l'archivio delle buone pratiche e l'osservatorio sui minori: esperienze importanti, stratificate nel tempo, che non devono andare perdute. Nicola Iannaccone, psicologo referente regionale Arci Ragazzi in Lombardia, ha sottolineato però il bisogno di una politica pedagogica che sottragga i ragazzi alla strada, riflettendo su quale progetto di uomo di domani ci sia dietro le scelte dell'oggi. Francesco Cappelli, preside della Casa del Sole, ha ribadito la necessità di rimettere al centro la scuola pubblica come volano per lo sviluppo, decidendo di non considerarla più un'emergenza. Così come non può più essere considerato emergenziale, se davvero si vuole risolverlo, il problema dell'integrazione. L'emigrazione è ormai una questione strutturale: nelle classi della Casa del Sole il 60% dei cognomi è di origine straniera, ma solo 24 alunni non sono nati a Milano. Di questi, alcuni hanno sicuramente frequentato i primi 2 anni delle materne in Italia. È stato evidenziato il potere politico e contrattuale di chi occuperà la carica di Palazzo Marino nei confronti delle decisioni prese a Roma: scuola aperta, diritto allo studio e edilizia scolastica i principali spunti emersi. Che Boeri intende raccogliere nei prossimi giorni in un progetto forte di scuola. Comunicata, poi, anche l'intenzione di portare a novembre in via Padova un “pezzo” di Expo (nato come progetto di orto botanico “planetario”), con un tavolo lungo 1,5 km al quale le diverse comunità etniche possano contribuire con le proprie tradizioni.
Dopo l'incontro Stefano Boeri ha accettato di rispondere alle domande di Fusi Orari.
Professor Boeri, può riassumere la sua idea di scuola?
Penso alla scuola pubblica come elemento centrale di un nuovo programma politico, come vera grande infrastruttura sociale della città. Dove le generazioni dialoghino, culture e tradizioni s'incontrino e si confrontino: un luogo fisico in cui le reti di quartiere trovino spazio e accoglienza. Scuole aperte tutto il giorno e per tutte le età, insomma. Con l'obiettivo di rilanciare una grande sperimentazione: questo potrebbe essere il regalo della città di Milano all'Italia nei prossimi anni.
Quali esigenze ha raccolto dialogando con il personale delle scuole milanesi?
Il problema dei tagli al tempo pieno e dei tagli ai fondi per il diritto allo studio; e poi il problema dell'edilizia e il degrado degli edifici per la mancanza di manutenzione straordinaria e ordinaria.
Le prime tre urgenze della città?
Rimettere sul mercato 80.000 appartamenti sfitti e ridarli a prezzi accessibili, soprattutto alle giovani coppie. Rilanciare le scuole come perno di una nuova idea di solidarietà. Portare il Comune nel quartiere e far si che diventi un generatore di lavoro, che individui i bisogni e a partire da quelli contribuisca a creare opportunità di occupazione.
Perché far politica oggi?
Mi sono occupato per anni di politica attraverso l'architettura. Adesso mi piacerebbe cambiare l'architettura della città facendo politica.
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