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Speciale 7 novembre

FusiOrari.org - International Weekly Magazine: Teatro

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 Teatro alla Scala - Romeo e Giulietta
Teatro
Coreografia Kenneth MacMillan
Ripresa da Julie Lincoln
Coreologo Karl Burnett
Musica Sergej Prokof'ev
Direttore Kevin Rhodes
Scene Mauro Carosi
Costumi Odette Nicoletti
Luci Marco Filibeck

Chiara Pedretti

MILANO - E’ in scena in questi giorni al Teatro alla Scala “Romeo e Giulietta”, balletto sull’intramontabile tragedia shakespeariana, nella versione coreografica di Kenneth McMillan, presente da tempo nei cartelloni del teatro lirico milanese. Chi si aspetta il classico “polpettone” tutto tutù e cigni vari, rimarrà sorpreso: McMillan, inglese, deceduto nel 1992, è fra i pochi ad aver davvero svecchiato la danza classica: pur rimanendo nella tradizione, ha modernizzato molto lo stile e le sue opere risultano così più snelle e leggere: la storia degli amanti di Verona dura qui quasi tre ore, ed ha 45 anni (infatti debuttò al Covent Garden di Londra nel 1965, con Margot Fonteyn e Rudolf Nureyev nei ruoli del titolo): eppure sembra creato ieri, è sempre nuovo. Il coreografo è stato definito giustamente “il poeta della passione”: i suoi lavori sono tutti narrativi e trattano storie ad alto contenuto drammatico e passionale. Oltre a “Romeo e Giulietta”, vale la pena di ricordare “Manon” (1974), versione sulle punte dell’opera lirica “Manon Lescaut”, e “Mayerling” (1978), sul suicidio del principe Rodolfo e della sua amante Maria Vetsera. Inoltre, il suo stile coreografico presenta molti passi a due, complessi e impegnativi, con una serie di prese non indifferenti e non alla portata di tutti.
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 Milano, Balanchine rivive alla Scala
Teatro
In scena al Teatro alla Scala, dal 28 maggio al 12 giugno, due lavori del coreografo più blasonato del Novecento, George Balanchine: Balletto imperiale e Il figliol prodigo. Raffinato astrattismo e danza che rivisita il balletto narrativo


Alessandro Bizzotto

MILANO – Convinto sostenitore del profondo legame fra danza e musica, che vede la prima come complemento e interpretazione della seconda, George Balanchine ha indelebilmente segnato il balletto novecentesco, imponendosi come uno dei suoi massimi rappresentanti. Il suo lavoro, visto dai più come porta attraverso sui ha transitato la maggior parte della coreografia contemporanea, ha indiscutibilmente riscritto le regole nel rapporto fra balletto e musica sinfonica; utilizzò partiture ottocentesche (Čajkovskij in primis, ma anche Bach e Mozart), arrivando talvolta a chiederne arrangiamenti diversi, e lavorò con i maggiori compositori suoi contemporanei, come Stravinskj e Prokof'ev.
Nella sua danza è il movimento a rappresentare il cardine della creazione coreografica, arrivando a prevaricare anche sul contenuto narrativo. Uno stile concertante, insomma, sta alla base dei raffinati disegni che resero immortale il neoclassico balanchiniano, capace di attrarre ancora oggi le platee di tutto il mondo. Una sensibilità che fa vivere la creazione coreografica anche senza un manifesto intreccio narrativo, ma che rivisita e influenza inevitabilmente anche il balletto con una storia da raccontare. Affiancati alla nuova creazione Immemoria del danzatore scaligero Francesco Ventriglia, sono tornati in scena al Teatro alla Scala due lavori del grande coreografo: il nobile Balletto imperiale e Il figliol prodigo, basato sulla parabola evangelica. Insieme in un trittico, intitolato Novecento, che ha chiuso le recite sabato 12 giugno.
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 Teatro Arsenale - Kafka sulla spiaggia
Teatro
di Haruki Murakami
scene e regia Kuniaki Ida
con Danilo Attanasio, Giovanni Calò, Claudia Lawrence, Giulia Lombezzi, Lorena Nocera, Marco Pepe
collaborazione ai costumi Ambra Rinaldo
sonorizzazione musicale Walter Prati
luci Piera Rossi
produzione Teatro Arsenale

dal 15 al 27 giugno 2010

Paolo Bernardelli

In questi giorni - fino al 27 giugno - si terrà al Teatro Arsenale lo spettacolo “Kafka sulla Spiaggia” per la regia di Kuniaki Ida, tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore giapponese Haruki Murakami. Un’ottima riduzione del testo quella apportata da regista Kuniaki Ida, che riesce nelle circa due ore di spettacolo a riproporre sul palco le oltre cinquecento pagine del romanzo, con tutti i suoi personaggi e tutte le situazioni del testo. Coraggiosa la sfida che porta ad affrontare un’opera letteraria così complessa, dove la quotidianità contemporanea si mischia con il mito e tutta la storia si svolge in rapporti simbolici su piani onirici.
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 Teatro alla Scala – Trittico Novecento
Teatro
E’ in scena in queste settimane al Teatro Alla Scala una serata di balletti denominata “Trittico Novecento”. Tre lavori che ripercorrono un secolo di danza, in termini sia cronologici che coreografici: dei primi due è autore George Balanchine, del terzo Francesco Ventriglia.

Chiara Pedretti


MILANO - La prima coreografia è “Balletto Imperiale”, nel più classico stile Balanchine: balletto astratto, senza trama, i movimenti si susseguono in maniera molto tradizionale. Coreograficamente, niente di nuovo. Otto coppie di danzatori, tre soliste ed una coppia principale a dare vita ad un omaggio che il coreografo sovietico naturalizzato americano ha voluto dare alla città di San Pietroburgo: russo il tema, il coreografo, e anche la musica, il Concerto N. 2 di Ciaikovskij. La coppia principale è formata da Alina Cojocaru e Massimo Murru. C’era molta attesa per la Cojocaru, rumena di nascita ma inglese di adozione, étoile da anni del Royal Ballet di Londra. L’abbiamo trovata molto al di sotto delle aspettative: certo, la classe c’è, senza dubbio (bellissimi piedi, belle linee) ma ci è sembrata deconcentrata e fuori ruolo. Qualche piccolo errore, che ci sta, ma non in una stella del suo calibro; l’impressione è che fosse proprio con la testa da un’altra parte. Si spera che sia stato un caso, che non fosse in serata. Simile giudizio per Murru: senz’altro uno stile così accademico non gli si confà molto, da grande interprete narrativo qual è, ma anche lui non ci è sembrato molto presente. In breve, un po’ di delusione. Molto brava e accattivante Antonella Albano, la principale delle tre soliste: precisa, sicura, tecnicamente ottima, insomma, quello che ci si aspetta di vedere.
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 Teatro Arcimboldi – Béjart Ballet Lausanne
Teatro
A fine maggio è transitato a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, il Béjart Ballet Lausanne, la compagnia fondata da Maurice Béjart e da lui diretta fino alla morte, avvenuta nel novembre del 2007. Guidata ora da Gil Romain, per anni stella della stessa compagnia con cui ha danzato dal 1979 in poi, ha presentato a Milano un lavoro inedito, almeno per il pubblico milanese, “Le Concours”, coreografia del 1985 dello stesso Béjart, come quasi tutto il repertorio della compagnia

Chiara Pedretti

MILANO - A fine maggio è transitato a Milano, al Teatro degli Arcimboldi, il Béjart Ballet Lausanne, la compagnia fondata da Maurice Béjart e da lui diretta fino alla morte, avvenuta nel novembre del 2007. Guidata ora da Gil Romain, per anni stella della stessa compagnia con cui ha danzato dal 1979 in poi, ha presentato a Milano un lavoro inedito, almeno per il pubblico milanese, “Le Concours”, coreografia del 1985 dello stesso Béjart, come quasi tutto il repertorio della compagnia. Tema originale per un balletto: l’omicidio di una danzatrice durante un concorso di danza. Da qui partono le indagini verso i possibili sospettati, dalla madre al fidanzato, dall’insegnante di danza al mago per cui lavorava, perché ognuno aveva un motivo per uccierla. Non sveliamo il finale, decisamente a sorpresa, nel caso qualcuno dei lettori avesse occasione di assistervi.
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 Teatro Metastasio, Assisi – Chiara di Dio
Teatro
Se avete in programma un fine settimana ad Assisi, non perdete l’occasione di assistere ad uno spettacolo di qualità come è “Chiara Di Dio”, musical sulla vita della Santa, scritto e diretto da Carlo Tedeschi, musiche di Andrea Tosi e coreografie di Gianluca Raponi

Chiara Pedretti

ASSISI - In scena ogni venerdì, sabato e domenica al Teatro Metastasio, Chiara di Dio racconta la vita di Santa Chiara, una delle più grandi Sante di tutti i tempi, troppo spesso dimenticata o ritenuta solo un’ombra di San Francesco. Nell’Umbria del XIII secolo, di famiglia molto benestante - come Francesco del resto - sceglie di lasciare tutto per dedicarsi alla povertà, alla preghiera, alla contemplazione.
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 Teatro Arsenale – Verso i Persiani - III
Teatro
Terzo e ultimo appuntamento con il Laboratorio di musica elettronica e improvvisazione “Il segno del suono” presso il Teatro Arsenale.

Pietro Cuomo

MILANO – Lunedì 31 maggio è andata in scena la parte conclusiva del workshop “Verso i Persiani”, organizzato dal teatro Arsenale e progettato come un percorso di avvicinamento allo spettacolo, “La caduta dell’impero di…” che i giovani di Arsenale-Lab metteranno in scena alla fine di Giugno. Il testo su cui si è lavorato è “I Persiani” di Eschilo, sul quale i partecipanti al workshop sono stati chiamati a lavorare.
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 Teatro Manzoni - La strada
Teatro
di Tullio Pinelli e Bernardino Zapponi
Dramma con musiche tratto dal film di Federico Fellini
Musiche Germano Mazzocchetti
Testi delle canzoni Nicola Fano e Massimo Venturiello Regia: Massimo Venturiello
Compagnia/Produzione La Contemporanea/Compagnia Mario Chiocchio
Con Massimo Venturiello, Tosca, Chiara Di Bari, Dario Ciotoli
Scene Alessandro Chiti
Costumi Sabrina Chiocchio
Coreografie Fabrizio Angelini
Disegno luci Iuraj Saleri
Dal 4 al 30 maggio 2010

Angela Azzarone

 
MILANO - Dedicato a tutte le vite randagie e ai margini, a quelle persone che abitano le notti delle nostre metropoli scintillanti, distesi sotto un cavalcavia o su una panchina desolata. Per strada, appunto. E "La strada" è il titolo dello spettacolo di Massimo Venturiello (qui anche attore, oltre che regista e autore delle musiche), con Tosca tra gli interpreti. Ispirato al capolavoro felliniano e in cartellone fino al 30 maggio al Teatro Manzoni di Milano, porta in scena una vicenda quanto mai attuale, con umiltà e rispetto nei confronti del grande film.
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 Teatro Nuovo – Ciao Frankie
Teatro
Dopo più di 150 repliche arriva a Milano, al Teatro Nuovo, uno spettacolo con protagonista assoluto, nonché unico, Massimo Lopez. 58 anni, non ha certo bisogno di presentazioni, artista completo come ce ne sono pochi. Molti lo ricordano come componente del Trio, con Anna Marchesini e Tullio Solenghi, con cui ha lavorato per anni in uno dei sodalizi artistici meglio riusciti.

Chiara Pedretti

MILANO - Si fa molta fatica a dire cosa non sappia fare l’artista marchigiano. Cantante, attore, imitatore, forse solo mancato ballerino, anche se ha partecipato ad un’edizione di “Ballando Con Le Stelle”. Qualità non da sottovalutare, persona umile e alla mano. Lo spettacolo che presenta è un “One Man Show” dove Lopez è in scena per più di due ore da solo o quasi, supportato da un orchestra di 12 elementi diretta dal Maestro Gabriele Comeglio, icona del jazz italiano. Se non si è più che grandi, uno spettacolo di questa lunghezza con protagonista un solo artista risulta pesante e noioso. Lopez arriva al pubblico molto facilmente grazie alla sua bravura, ma anche al suo carisma da vero animale da palcoscenico.

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 Teatro Arcimboldi – Giornata Internazionale della Danza
Teatro
“La danza è disciplina, lavoro, insegnamento, comunicazione. Con essa risparmiamo parole che magari altri non capirebbero e stabiliamo invece un linguaggio universale, familiare a tutti. Ci dà piacere, ci rende liberi e ci conforta dall’impossibilità che noi umani abbiamo di volare come gli uccelli, ci fa avvicinare al cielo, al sacro, all’infinito. E’ un’arte sublime, ogni volta diversa, simile al fare l’amore che alla fine di ogni performance lascia il nostro cuore battere forte sperando nella prossima volta”.

Chiara Pedretti

MILANO - “La danza è disciplina, lavoro, insegnamento, comunicazione. Con essa risparmiamo parole che magari altri non capirebbero e stabiliamo invece un linguaggio universale, familiare a tutti. Ci dà piacere, ci rende liberi e ci conforta dall’impossibilità che noi umani abbiamo di volare come gli uccelli, ci fa avvicinare al cielo, al sacro, all’infinito. È un’arte sublime, ogni volta diversa, simile al fare l’amore che alla fine di ogni performance lascia il nostro cuore battere forte sperando nella prossima volta”. Sono dell’étoile Julio Bocca, uno tra i più grandi danzatori di sempre, le parole che compongono il messaggio 2010 per la Giornata Internazionale della Danza, che si è celebrata il 29 aprile in tutto il mondo. Per festeggiare l’evento non si contano le iniziative tersicoree. Il Teatro Arcimboldi di Milano, da anni in prima linea con bellissimi spettacoli di danza, ha scelto di celebrare la giornata con una serata composta da due coreografie all’opposto in termini di stile.
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La polemica

L'editoriale
di Enrico Reggiani

I MONDIALI, DEFOE E… MANZONI

Qualche giorno fa - in occasione dell’ultima ma non esaltante prestazione dell’Inghilterra e prima dell’ultimo atto dell’annunciata disfatta azzurra - Avvenire titolava ”Inghilterra e Capello salvati da Defoe” (giovedì 24 giugno 2010, p. 32). Evviva! - mi è accaduto di esclamare. Che il mondo intero sia rinsavito e abbia riacquistato un’adeguata consapevolezza dell’importanza di quella “riserva antropologica” che è la letteratura?


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