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ATA[Ha rifiutato le cure per motivi religiosi Muore di anoressia a diciannove anni]]>
onella Mirabelli. Al momento della morte pesava 31 kg. La madre: «Crediamo che Dio curi tutto»]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/obama-porta-branderburgo-discorso_f9cb2c5e-d8e8-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[Obama: «Ridurre le armi atomiche» Putin: «Proposta non seria»|]]>
l Cremlino sugli armamenti nucleari. Putin: «Non possiamo permettere lo squilibrio»]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/siria-delnevo-reclutatore_ca7c805a-d8da-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[Siria, Procura di Genova: «Delnevo reclutatore»]]>
i reato formulata dal Tribunale di Genova Sarebbe riuscito a convincere 3 maghrebini e un italiano]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/russia-esplode-deposito-munizioni_3cc04e0a-d8fc-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[Russia, esplode un deposito di armi Oltre 6 mila evacuati, almeno 1 morto]]>
eno una cinquantina. Nella struttura c'era un vecchio stock di 18 milioni di munizioni]]>

 013 1 ed/ 19/n
http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/obama-merkel-incontro-berlino_b1396c0e-d8ce-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[Datagate, parla Obama: «Mantenuto equilibrio tra sicurezza e diritti civili» ]]>
nelle email dei cittadini»]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/somalia-attentato-mogadiscio_a008109c-d8de-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[Somalia, assalto kamikaze a sede Onu A Mogadiscio 22 morti|]]>
commando del gruppo al Shabaab. Anche quattro stranieri tra le vittime. Ban Ki-Moon: «scioccato»]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_19/australia-scollatura-premier-polemiche-fan-protestano-sul-web_a3788824-d8ca-11e2-8ffc-5f2d0b7e19c1.shtml">ATA[«Premier troppo scollata» E le fan protestano con i seni in vista]]>
no di una commentatrice della Abc che la accusa di vestirsi in modo provocante. La rivolta delle femministe ]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_05/oceano-atlantico-marinaio-deriva-salvato_d41f6c24-cdd8-11e2-b79c-27069f42756a.shtml">ATA[Alla deriva in Atlantico: telefona alla fidanzata, lei fa scattare i soccorsi]]>
e affonda, l'uomo rimane alla deriva su un gommone. Prova a chiamare la donna: è la sua salvezza]]>

 013 0 ed/ 19/n
http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_17/gagarin-nuova-verita-morte-cosmonaute-urss_733d905a-d776-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml">ATA[Gagarin, quella morte «nascosta» dai top-gun dell'ex Urss]]>
ti un aereo che non doveva esserci. Un professionista non può credere all'esito di quell'inchiesta»]]>

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http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_17/iran-rohani-prima-conferenza-stampa_7849dd7a-d74d-11e2-a4df-7eff8733b462.shtml">ATA[Rohani: «Avanti con il nucleare» Ma promette «moderazione»]]>
eletto presidente della Repubblica islamica: «Più trasparenza sull'arricchimento dell'uranio» ]]>

 013 1 on/ 17/n
http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_16/nigella-lawson-marito-saatchi_5baf0ab4-d65d-11e2-ad4f-3b376a6920bc.shtml">ATA[Nigella Lawson presa per il collo dal marito ]]>
storante quando Charles Saatchi stringe la gola della moglie. Rabbia del web:«Intervenga la polizia»]]>

 013 2 un/ 16/n
http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_14/iran-elezioni-presidenziali-presidente-voto_45723be2-d52a-11e2-afc2-77c7bab72214.shtml">ATA[Svolta Iran, vince il riformista Rohani Casa Bianca: «Segnale di speranza» ]]>
il ballottaggio. Il nuovo presidente vuole un avvicinamento agli Usa e affrontare la questione nucleare]]>

 013 2 un/ 16/n
http://www.corriere.it/esteri/13_giugno_16/nebraska-sparatorie-omaha-morti_bfc8d4d6-d64d-11e2-ad4f-3b376a6920bc.shtml">ATA[Nebraska, 4 sparatorie in un'ora Tre morti, ucciso anche il killer|]]>
notte. Ucciso uno dei killer]]>


© Corriere della Sera

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Speciale 7 novembre

FusiOrari.org - International Weekly Magazine: Sport

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 Il ritorno al futuro di Zdenek Zeman
Sport
È la storia di un allenatore, di un “santone” venuto da Praga, di un filosofo del calcio. Dagli anni felici di Foggia allo scontro con il sistema calcio italiano, dall’oblio nel nuovo millennio alla possibile resurrezione nella prossima stagione. Nipote di un ex allenatore della Juventus, ironia della sorte, Zdenek ha sempre voluto seguire una sola strada, guidato da quella passione e quell’amore per lo sport puro e crudo, ingenuo e disinteressato. Una strada fatta di fama e successi prima, ma successivamente costellata di ostacoli e deviazioni che l’hanno portato ad imboccare un viottolo in contromano, buio e senza uscita. Poi la grande notizia: Zeman sta tornando.

Roberto Arosio 

14 Luglio 2010: Pasquale Casillo, imprenditore campano, riacquista ufficialmente l’U.S. Foggia, nel tentativo di ricreare, insieme a Zdenek Zeman e al d.s. Giuseppe Pavone, quella squadra dei miracoli che aveva fatto sognare un’intera città, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. È la grande occasione di riscatto per un maestro di calcio e di vita, forse l’ultima possibilità di tornare a recitare sul palcoscenico più grande e prestigioso. Dopo anni magici nel profondo sud, l’allenatore boemo ha sfiorato il successo, prima con la Lazio e poi con la Roma, per poi andare a sbattere contro un muro invisibile. È il muro del dogma e della consuetudine di un’istituzione sportiva che perse le sue radici, le sue funzioni originali: un’istituzione dove le mani di pochi gestivano privatamente un bene di tutti.
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 Road to Johannesburg - Mondiali 2010, è tempo di bilanci
Sport
È terminato il mondiale e ora per tutte le nazionali è tempo di bilanci. Italia e Francia, le squadre peggiori di tutta la manifestazione, sono in fase di rifondazione. Esulta la Spagna, bene Olanda, Germania e Uruguay.

Alessandro Marcato

MILANO - La Spagna è campione del Mondo per la prima volta nella sua storia. Lo sport impone che ci sia un solo vincitore e anche se come diceva De Coubertin “l'importante è partecipare”, chi non vince alla fine non si diverte e quindi torna a casa con le pive nel sacco. Quindi se a Madrid, Barcellona e in tutte le altre città iberiche si fa festa, nel resto del mondo è tempo di bilanci.
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 Road to Johannesburg – Aperitivo prima della grande notte: Germania–Uruguay 3-2
Sport
Sabato 10 luglio alle ore 20.30, vigilia della finale, scendono in campo per l’ultimo giro di giostra le due squadre uscite perdenti dalle semifinali del mondiale. Per il modo di pensare di molti, una partita con poco senso, poca adrenalina, zero storia, in un torneo ormai morto e sepolto per queste due grandi nazionali. È la legge dello sport professionistico: chi non vince è perdente, e non importa quanto bene hai lavorato e quanto vicino al successo sei arrivato, perché il tempo cancella le differenze tra il secondo e l’ultimo: amara democrazia della sconfitta

Roberto Arosio
 
Da sempre la finale per il terzo e quarto posto è la finale del nulla, della beffa, del vuoto negli almanacchi: insomma non c’è proprio un bel niente da decidere. È come leggere un giallo sapendo in anticipo chi è l’assassino, oppure vivere una vita già vissuta, raccontare una fiaba che non prevede il lupo cattivo, o ancora giocare a poker con i soldi del Monopoli. Eppure quella di sabato sera è stata una partita divertente, a tratti piena di ritmo e ben giocata, nonostante soprattutto i giocatori tedeschi dessero a volte l’impressione di essere stanchi e svagati, poco interessati a dare tutto in partite amichevoli come questa.
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 Road to Johannesburg – Olanda o Spagna? Comunque vada sarà una prima volta
Sport
Siamo alle soglie della finale e il pensiero vola, tra mille malinconie e un pizzico di nostalgia, a quella notte magica di quattro anni fa. Ora però dobbiamo lasciare la corona a una tra Olanda e Spagna. È giunto il tempo di pensare al futuro

Randol Zangaro
 
Anche se ora noi italiani siamo divisi tra chi simpatizza per altre nazionali e chi segue il Mondiale in maniera disinteressata, penso che la maggior parte dei milioni di commissari tecnici sparsi sul suolo italico sia d’accordo nel dire che c’è bisogno di aria nuova tra gli azzurri. Serve qualcuno che abbia voglia di rischiare (ma sarebbe davvero un rischio?) sugli illustri esclusi e che porti un po’ di novità: Cesare Prandelli sembra essere l’uomo giusto. Rimane il problema di una generazione che ha dato pochi talenti alla nazionale e giocatori ancora giovani che devono crescere e di un ricambio generazionale (che ormai è scontato avverrà). Ma il problema a quanto pare non è solo nostro, infatti guardando chi è giunto in finale, notiamo che alla fine ce l’hanno fatta due squadre che non hanno mai vinto la manifestazione: chi avrà la meglio sabato vincerà il primo mondiale della sua storia.
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 Tennis – The rise and fall of Jennifer Capriati
Sport
Circa una settimana fa, il 27 giugno 2010, Jennifer Capriati viene trasportata d’urgenza in un ospedale del sud della Florida: un’overdose di stupefacenti sussurrano le prime indiscrezioni. Successivamente invece la portavoce della famiglia Lacey Wickline dichiara alla Associated Press che la causa del ricovero è da attribuire ad un sovradosaggio accidentale di farmaci regolarmente prescritti dal dottore della tennista. Ora le sue condizioni di salute sono stabili ma, al di là della verità su questa vicenda, ciò che è successo rappresenta purtroppo solo l’ultima di una serie di sfortune e disgrazie della più grande stella cadente del tennis mondiale

Roberto Arosio
 
Verso la fine degli anni ’80, direttamente dalla fabbrica di fenomeni del mago Nick Bollettieri, al torneo di Boca Raton esordisce una ragazzina italoamericana dal fisico robusto: il suo nome è Jennifer Marie Capriati, una bambina di appena 13 anni e 11 mesi, la finalista più giovane di sempre in un torneo professionistico. Tecnica da campionessa, ma a livello atletico ancora non può competere con le tenniste migliori, così perde la finale contro Gabriella Sabatini. Poche settimane dopo si ripete nel torneo all’Hilton Head, sconfitta in finale da Martina Navrátilová, balzando direttamente al 24° posto della classifica ATP. Questo gli permette di partecipare al Roland Garros, la più giovane semifinalista di sempre in un torneo del Grande Slam, dopodiché la piccola Jenny sbarca a Wimbledon entrando in tabellone, addirittura come testa di serie, frantumando ancora una volta un altro record di precocità. Sembra solo l’inizio di una carriera da predestinata, da fenomeno che non ha il dovere di conoscere ostacoli, ma dopo pochi anni ad alti livelli, improvvisamente, la favola si frantuma in mille pezzi.
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 Road to Johannesburg – Ecco i Quarti, tra sorprese e finali anticipate
Sport
I quarti di finale della Coppa del Mondo hanno proclamato la superiorità del calcio europeo nei confronti di quello sudamericano. La Germania “multicolor” asfalta l’Argentina di Messi e mister Maradona, l’Olanda di Robben e Sneijder beffa il Brasile di uno spento Kakà, Villa trascina la Spagna alla prima semifinale della sua storia e il piccolo Uruguay ritorna nell’elite del calcio mondiale grazie a un super Muslera

Matteo Mezzalira
 
Sembrava una questione sudamericana. Tutte le cinque squadre del continente, Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay e Cile, qualificate agevolmente agli ottavi finale. Ai quarti solo il Cile non ci è arrivato, battuto dalla Seleção di Dunga. Mai così tante compagini dell’America del Sud avevano raggiunto il traguardo dei quarti di finale ad un Mondiale. Le premesse per un dominio anche nelle semifinali c’erano, eccome: il Brasile era considerato superiore all’Olanda, l’Argentina ritenuta favorita sulla Germania, l’Uruguay più accreditato rispetto al Ghana. Solo il Paraguay era dato per spacciato contro la spettacolare Spagna. Ma se c’è una cosa che questa edizione ci ha ricordato, è che il calcio non si vince avendo sulla carta i giocatori migliori: le variabili, forse, più importanti nel gioco più bello del mondo sono lo spirito di gruppo e l’organizzazione tattica, elementi imprescindibili della filosofia calcistica del tecnico dimissionario, ma campione in carica, Marcello Lippi.
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 Road to Johannesburg – Primo bilancio, in attesa dei quarti di finale
Sport
Un Mondiale che fatica a decollare, otto squadre rimaste a contendersi la coppa del mondo. Fuori le finaliste del 2006, per il resto pronostici rispettati

Marco Mangiulli
 
Olanda-Brasile, Uruguay-Ghana, Argentina-Germania, Paraguay-Spagna: sono queste le otto sorelle giunte ai quarti di un mondiale in cui a farla da padroni sono le squadre dell’America Latina mentre faticano le africane e le europee. Chi sperava di vedere arrivare fino in fondo una squadra africana dovrà affidarsi all’unica superstite rimasta, il Ghana di Muntari e Asamoah che supera gli Usa per 2-1 e approda ai quarti sognando la semifinale: mai nessuna squadra africana è riuscita ad arrivarci. Ma l’Uruguay di Forlan e Suarez è in gran forma. Tra le altre africane la Costa d’Avorio di Drogba ha abbandonato il mondiale battendo per 3-0 la Corea del Nord. Gli ivoriani allenati da Eriksson, ritenuti i più forti tra gli africani, devono fare i conti con la sorte che gli ha visti inseriti nel più difficile dei gironi insieme a Brasile e Portogallo. Inutile anche la vittoria del Sudafrica sulla Francia: è la prima volta che la nazionale del Paese organizzatore non supera il primo turno. I bafana bafana lasciano comunque una bell’immagine del loro paese per l’organizzazione, la simpatia e l’entusiasmo con cui hanno affrontato la rassegna mondiale.
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 Road to Johannesburg – Il derby dei fratelli Boateng
Sport
Il mondiale, come spesso accade, regala storie uniche. Quella che raccontiamo è la storia dei fratelli Boateng, avversari con due maglie diverse

Andrea Secco
 
23 giugno 2010: al termine di Germania Ghana, terminata 1-0 per i tedeschi, i fratelli Boateng si abbracciano. Il loro derby si è appena concluso e nonostante la sconfitta del Ghana possono festeggiare entrambi: l'Australia batte per 2-1 la Serbia e quindi Ghana e Germania si qualificano insieme per gli ottavi di finale. Una storia unica la loro, curiosa. Due fratelli che si affrontano in un mondiale con due maglie diverse: Kevin Prince, talento maledetto, con la maglia del Ghana. Jerome, il gregario perfetto, con la maglia della Germania.
Anni '90, Berlino Ovest. Gli allenatori delle giovanili dell'Hertha Berlino vanno in giro per i quartieri per visionare i ragazzi. Tra i bimbi spicca Kevin Prince Boateng, sette anni, gioca con degli stivali di gomma: viene immediatamente tesserato. Suo padre, Prince, è ghanese. La madre Christine Rahn è tedesca. Rahn, un cognome famoso: Helmut Rahn diede il primo titolo mondiale alla Germania nel 1954. Fu proprio una sua rete a domare l'Ungheria per 3-2. Christine è sua pronipote. Il marito la abbandona però dopo il parto e ha una relazione con una hostess tedesca: nel 1988 nasce Jerome, fratellastro di Kevin Prince, più grande di 18 mesi.
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 Road to Johannesburg – Mal d'Africa Azzurro, l'Italia è eliminata dal Mondiale
Sport
Una sconfitta storica caccia l'Italia dal mondiale. Gli azzurri perdono 3-2 con la Slovacchia, sono ultimi nel girone e tornano mestamente a casa come successo nel 1974. Lippi si assume tutte le colpe ma lui e i giocatori dovevano fare di più

Alessandro Marcato

Il mondiale azzurro in Sudafrica è finito. L'Italia viene superata 3-2 dalla Slovacchia e conclude l'esperienza africana con due punti, quattro gol fatti e cinque subiti. Neanche il tifoso più pessimista avrebbe immaginato una disfatta simile in considerazione degli avversari del girone assolutamente alla portata di un giocatore medio della Serie A. Gli ex-campioni del mondo, mister Lippi in testa, lasciano sul campo la dignità e incassano, dopo gli elogi di quattro anni fa, l'amarezza di un'eliminazione vergognosa.
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 Road to Johannesburg – Diego Armando Maradona, un’emozione spettacolare
Sport
In un mondiale dove i giocatori più importanti non riescono a “piantare” uno scatto convinto e ad azzeccare una punizione, dove le grandi e boriose nazionali europee prendono schiaffi sonanti a destra e a manca, sembra non esserci molto di interessante da dire, niente di nuovo da commentare. Così rinasce la nostalgia per il calcio dei mitici anni ’80 e per uno dei suoi più grandi eroi che ancora calca le scene: Diego Armando Maradona

Roberto Arosio
 
Inizialmente, in un torneo fino ad ora deludente e noioso, il racconto meta-calcistico più interessante riguardava la storia sociale e politica del Paese ospitante, il Sudafrica, che si intrecciava con lo sport e con il carattere internazionale e multietnico della manifestazione. Ma presto tutte le nazionali africane hanno deluso, infrangendo il dolce sogno di veder trionfare un intero popolo in cerca di felicità e rispetto. Inutile poi fare l’elenco dei “fenomeni”, delle grandi star hollywoodiane che dovevano spaccare il mondo, giocatori come Rooney alias “Shrek” o Cristiano Ronaldo “Er Pomata”, come Ribery detto “Scarface”o “El Niño” Torres. Quasi tutti, invece, si sono presentati con il pigiama che spunta dal colletto della maglia, le borse sotto gli occhi, la cervicale a pezzi e la testa scapigliata, come se avessero passato la notte in piedi. In campo spesso deambulano, ubriachi di acido lattico, e pregano il compagno di servirgli la palla nei piedi, perché lanciarsi nello spazio sarebbe la tortura più atroce. Per il momento non sono molto in forma i nostri idoli mediatici: mi sembra di vederli, proprio come succede alle squadre di terza categoria, affidarsi all’ultimo sorso di Red Bull, poco prima di uscire dallo spogliatoio, darsi un paio di cazzotti sui quadricipiti per svegliare le fibre muscolari e chiedere al compagno come sta, sperando di non essere l’unico a sentirsi da schifo.
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La polemica

L'editoriale
di Enrico Reggiani

I MONDIALI, DEFOE E… MANZONI

Qualche giorno fa - in occasione dell’ultima ma non esaltante prestazione dell’Inghilterra e prima dell’ultimo atto dell’annunciata disfatta azzurra - Avvenire titolava ”Inghilterra e Capello salvati da Defoe” (giovedì 24 giugno 2010, p. 32). Evviva! - mi è accaduto di esclamare. Che il mondo intero sia rinsavito e abbia riacquistato un’adeguata consapevolezza dell’importanza di quella “riserva antropologica” che è la letteratura?


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