L'INIZIATIVA - Il laboratorio “Il Segno del suono” ha dato vita negli anni scorsi all’omonima orchestra, che in questa occasione si è misurata con l’opera dell’autore greco, dando vita a queste esibizioni in cui al momento dell’esecuzione segue e si unisce uno spazio di dibattito e riflessione con il pubblico. In questo terzo e ultimo appuntamento, agli spettatori è stato presentato un pezzo unico di 35 minuti, nei quali i 12 membri dell’Orchestra hanno potuto mostrare quanto complesso possa essere l’universo del “suono”, argomento approfondito nel dibattito: per gli spettatori un’occasione preziosa per comprendere la logica sottostante a questo avveniristico lavoro, e ragionare sulla complessità che si nasconde dietro una esecuzione musicale. Il ruolo dell’elettronica, il vero valore dell’amplificazione e tutte le implicazioni di un’esecuzione effettuata pianissimo: spunti di riflessione inaspettati e accessibili, alla portata di chiunque abbia mai semplicemente ascoltato una melodia.
IL TEATRO – Occasioni di questo genere stimolano una riflessione a tutto tondo: notevole il lavoro portato avanti dall’Orchestra sulla materia sonora, così come il momento di dibattito. Degno della massima considerazione è, però, anche il lavoro soggiacente questo genere di iniziative: la vera novità di questa edizione del workshop è, infatti, la collaborazione con la facoltà di architettura del politecnico di Milano, che non a caso sarà la sede dello spettacolo programmato per il 25 giugno. Anche in questa occasione, insomma, l’Arsenale si conferma come una realtà viva e vitale nel panorama milanese, una suggestiva cornice, perfetta non solo per ospitare la cultura, ma anche per produrla.