di Joe Venale
Titolo: Transamerica
Nazione: USA
Anno: 2005
Genere: Commedia
Durata: 103 minuti
Regia: Duncan Tucker
Cast: Felicity Huffman, Kevin Zegers
Produzione: Belladonna Productions
Distribuzione: DNC Entertainment
Data di uscita: 10 Febbraio 2006
MILANO - Toccante, coinvolgente, disincantato. Transamerica è questo. Soprattutto è stupefacente il modo in cui riesca a non essere superficiale e banale e nello stesso tempo a risultare ilare, sereno ed equilibrato. Questa è la storia di un uomo che ha cambiato genere sessuale e che sogna una vita assolutamente normale. Si allena a modulare la voce, prende le pillole ormonali, è assolutamente deciso a cambiare sesso. Bree (Felicity Huffman) non sa che per arrivare a condurre una vita normale dovrà prima di tutto accettare se stessa e il suo passato.
Si tratta di un movie road: il continuo girovagare per l'America è la migliore metafora del viaggio interiore che Bree e Toby (Kevin Zegers), un adolescente sregolato, devono compiere dentro di sé per congedarsi definitivamente dal proprio passato.
Los Angeles. Bree è a pochi giorni dall'intervento per la sua ridefinizione sessuale quando scopre di aver avuto un figlio da una passata relazione. Il ragazzo fa uso di stupefacenti, si prostituisce ed entra ed esce continuamente da penitenziari. Bree viene di fatto obbligata dalla sua psicoterapeuta a raggiungere Toby a New York e a conoscerlo. Da qui inizia il loro viaggio verso la California.
Bree e Toby sono due personaggi così diversi e nello stesso tempo così simili: entrambi, anche se per motivi diversi, sono ostracizzati dalla società e, in un certo qual modo, fuggono da essa. Riducendo il tutto ai minimi termini, si tratta della classica storia genitore/figlio/scontro generazionale, con l'unica differenza che i due protagonisti hanno due storie anomale.
Pregevole l'interpretazione di Felicity Huffman, assolutamente naturale e credibile nel ruolo, per quanto questo l’abbia portata ad annullare se stessa e la sua personalità. Assimila completamente la realtà di Bree, cambia la propria tonalità di voce, si imbruttisce, prende lezioni da veri transessuali: fenomenale. Kevin Zegers, appena diciannove anni, è una bella sorpresa. Se Bree deve apparire tradizionalista, conservatrice, disciplinata, lui deve essere l’esatto contrario: timido, egocentrico, a tratti infantile, ma anche coraggioso, talvolta semplicemente svuotato di ogni sentimento. Kevin Zegers si cala perfettamente nel personaggio.
L’unico difetto è forse la voglia troppo evidente di commuovere: il padre di Toby molestava il ragazzo, la madre muore suicida, la sorella di Bree è o è stata una alcolizzata. In questo film non esiste una storia normale. Ma forse è proprio la somma di tutti questi particolari a rendere grottesca la trama. In fondo si tratta pur sempre di una commedia.