Regia: Scott Cooper
Cast: Jeff Bridges, Maggie Gyllenhaal, Robert Duvall, Colin Farrell, Ryan Bingham, Rick Dial, Tom Bower
Nazione: USA
Anno: 2009
Genere: Drammatico
Durata: 112'
Randol Zangaro
Bad Blake è un cantante country che attraversa una fase della carriera nettamente in declino rispetto ai fasti passati: ora suona nei saloon di paesi sconosciuti, ha la salute minata dall’alcol e dalle sigarette e un figlio di ventotto anni (l’unico in quattro matrimoni) che non vede da ventiquattro.
L’agente di Bad fa un’offerta al cantante: aprire il concerto del suo vecchio pupillo, un giovane cantante che anni prima suonava insieme a lui.
Bad prima rifiuta ma, visti i debiti e il bisogno di soldi, poi accetta e apre il concerto.
Nel frattempo conosce una giornalista che deve scrivere un articolo su di lui: i due si innamorano ma la relazione non decolla mai realmente, un po’ per la vita on the road di Bad, sempre in giro a suonare, un po’ per i suoi vizi. Infatti, a causa di qualche drink di troppo, Bad perde il figlio della sua compagna, che non riuscirà a perdonarlo.
Questo potrebbe essere il momento della svolta per il nostro. E infatti...
AL RITMO DI UNA BALLATA – La storia, tratta dal romanzo d’esordio di Thomas Cobb, viene raccontata con un ritmo lento, scosso solo dai momenti musicali, molto riusciti.
Proprio la colonna sonora, ovviamente country, è uno dei punti di forza del film.
Altri punti forti sono l’interpretazione di Jeff Bridges (un grandissimo Bad Blake) e le ambientazioni, che ci portano direttamente in quel mondo fatto di infinite strade dritte e arsura alleviata con un whisky doppio con ghiaccio.
Rimangono una regia (affidata ad un esordiente) al servizio della storia, senza troppi eccessi, e una storia che parla di un altro mito in discesa che avrà la possibilità di riscattarsi, ma che purtroppo manca un po’ di ritmo (quando non si canta) e che non dice niente di nuovo.
Anche i personaggi secondari e le loro vicende non sono raccontati in modo approfondito e, nella maggior parte dei casi, passano senza lasciare troppe tracce.
Il film in lingua originale si basa anche sui testi delle canzoni, che danno una nuova visione alla storia, e sulle parlate dei vari personaggi: con il doppiaggio (e senza sottotitoli) tutto questo è andato perso.
Forse è anche per questi motivi che il film nella versione italiana non colpisce come dovrebbe.
L’impressione è che con qualche sforzo in più a livello di sceneggiatura si poteva assistere a un film che si sarebbe ricordato, invece rimane un buon film, ma con evidenti pecche.
La pellicola ha avuto comunque importanti riconoscimenti in patria: tre (meritate) nomination agli Oscar (miglior attore, migliore attrice non protagonista, miglior canzone) e due Golden Globes (miglior attore in un film drammatico e miglior canzone).
SECONDO ME – Un film che, per certi aspetti, merita sicuramente attenzione, ma non è per tutti.
Gli amanti del mondo country non resteranno delusi, ma gli altri potrebbero annoiarsi nelle due ore di visione.