Berlusconi: più attaccanti nel Milan, ma no agli acquisti folli. Galliani si trapianterà i capelli, sperando nelle doppie punte.

|
|
Teatro degli Arcimboldi - Il Pianeta Proibito
|
|
 Dopo il debutto in gennaio al Teatro delle Celebrazioni di Bologna, sbarca (è proprio il caso di dirlo) a Milano il nuovo lavoro di Luca Tommassini, “Il Pianeta Proibito”. Annunciato già a Sanremo dalla protagonista, Lorella Cuccarini, lo spettacolo è stato anticipato da un grosso battage pubblicitario e mediatico.Chiara Pedretti MILANO - Che tipo di spettacolo è Il Pianeta Proibito?? Difficile dirlo. Non lo si può definire musical, né opera teatrale… Il sottotitolo è rock musical, ma non ci convince. La storia riprende l’immortale “La Tempesta” di William Shakespeare, anche se ci si arriva dopo un bel po’, e principalmente per il nome di alcuni personaggi. Lo spettacolo inizia con la partenza di un’astronave, guidata da Capitan Tempesta (Attilio Fontana), ai cui ordini sono Roxy (Francesca Campa), Maya (Ilaria Porceddu), Cookie (Antonio Marino), e l’Ufficiale Scientifico (Chiara Ranieri). L’astronave precipita su un pianeta sconosciuto, Shakesperia, creato da Prospero (Pietro Pignatelli), scienziato geniale ma folle, che vive per i suoi esperimenti e per la bella figlia Miranda (Lorella Cuccarini): sono i soli abitanti del pianeta, con Ariel (Enrico Nordico), un automa creato anch’esso da Prospero. L’arrivo degli intrusi crea scompiglio, confronto, nuove scoperte in un grande caos, anche se con finale abbastanza scontato: l’amore fra Capitan Tempesta e Miranda.
LA REGIA - La versione originale dello spettacolo è di Bob Carlton e ha debuttato a Londra nel 1988, tratto dal film che porta lo stesso titolo che uscì nel 1956, diretto da Fred Wilcox. La versione di Tommassini invece è un susseguirsi di effetti speciali, luci, video, proiezioni che tolgono spazio agli artisti in scena: in fondo siamo a teatro, non al cinema. Troppa tecnologia a discapito della teatralità. Si sa, Luca Tommassini è così, ed è un peccato perché le idee non sarebbero male: però in primis è e rimane un grandissimo danzatore, per il resto… insomma! Le scene sono in gran parte virtuali e frutto di proiezioni, belli i costumi di Francesca Schiavon, le scelte musicali molto varie, in stile “Moulin Rouge”: il medley italiano finale riprende proprio una scena del film di Luhrmann. Nonostante Tommassini nasca danzatore, in questo suo lavoro i danzatori sono solo due, e spesso poco in evidenza. A parte i tre protagonisti, gli altri sono tutti usciti da X-Factor: niente da dire sulle voci, ma di teatro non ne sanno nulla, e si vede. L’attenzione dello spettatore è talmente persa tra mille cose che non ci si riesce a concentrare sulle persone in scena, si va in confusione e si esce dicendo “Non ho capito niente”. IL CAST - E veniamo al cast. Attilio Fontana, ex cantante de I Ragazzi Italiani, è un po’ sottotono rispetto al suo solito. E’ un Capitan Tempesta un po’ piatto, sia vocalmente che teatralmente. Gli altri due, Lorella Cuccarini e Pietro Pignatelli, sono coloro per cui vale la pena di vedere questo spettacolo. Di lei, che dire che non si sia già detto o scritto? Carriera infinita alle spalle che ha toccato tantissimi campi artistici, a 45 anni e dopo 4 figli è in formissima, sia fisicamente che artisticamente: sembra una ventenne, balla, canta, recita, insomma è stupenda; il ruolo è quello che è, ma è comunque il motore trainante in questa antologia del caos. Con lei, uno splendido Pietro Pignatelli: attore, cantante, autore, ex Geppetto in “Pinocchio” (solo per citare uno dei suoi ruoli), affronta con grandissima professionalità il ruolo di Prospero, che è difficile, tormentato, drammatico. L’unico attore che possa definirsi tale, un professionista come non ce ne sono molti. Voce bellissima e profonda, spessore del personaggio molto in evidenza, coscienza del ruolo enorme. Peccato per il trucco, esagerato, che cela un po’ l’espressività del viso. Purtroppo al giorno d’oggi c’è troppa improvvisazione, chi esce dalla televisione pensa di poter fare subito teatro ma non è così. Sono pochissimi quelli che ci riescono, in quanto dal teatro si può tranquillamente affrontare il piccolo schermo mentre il percorso inverso è molto, molto difficile: Lorella Cuccarini è una delle eccezioni. Il pubblico che va a teatro, di solito, vuole vedere teatro. Qui, addirittura c’è chi ne esce prima della fine…
|
|
| |
| |
|
Argomenti Correlati
 |
|
|
|
|
FusiOrari.org - Settimanale d'informazione e cultura Registrato presso il Tribunale di Milano n. 923/2005 del 2/12/2005 - Direttore Responsabile: Antonio Alizzipowered by Phpnuke, software rilasciato sotto licenza GNU/GPL, consulta le note legali.
|
|
|