Regia: Tim Burton
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway
Nazione: USA
Anno: 2010
Genere: Fantastico
Durata: 110 min.
Angela Azzarone
Il mondo visionario di Tim Burton, uno dei più importanti registi del mondo dell'animazione e autore di film leggendari come Edward Mani di forbice e Batman, incontra la fantasia geniale di Lewis Carroll, autore di Alice nel Paese delle Meraviglie, ripensandone i temi con originalità.
Alice (Mia Wasikowska) qui non è però la spensierata bambina che l’inglese Carroll descrisse nel 1865, ma una diciannovenne nella rigida Inghilterra vittoriana: ha ereditato dal padre uno spirito avventuroso ma ora un lord vuole sposarla. Ma quando tutti gli occhi sono puntati su di lei in attesa della sua risposta, Alice fugge nel bosco e precipita nel Sottomondo, dove alcune strane creature (Bianconiglio, il Topo, il Dodo, Pancopinco e Pincopanco) si domandano se sia lei l’attesa salvatrice di Underland. Sarà l'Oraculum a svelare che Alice deve prima uccidere il Ciciarampa, lo spaventoso mostro strumento della Regina Rossa (Helena Bonham Carter), la quale, nella cornice del suo palazzo, evoca un mondo di passioni intense e incontrollate. L’opposto della sorella, la Regina Bianca, è l'altra metà del cielo di Sottomondo: il suo colore è il bianco e la sua reggia è circondata da mandorli in fiore. Tutto è leggiadro ma anche lei è fortemente irreale. E le due dimensioni di Sottomondo si scontreranno quando Alice, che ha trovato un alleato nel Cappellaio, sfiderà il mostro.
CUPO SOTTOMONDO - Burton torna a lavorare per la Disney, di cui in gioventù era stato disegnatore incompreso e troppo dark, utilizza per la prima volta il 3D e si serve di un cast di eccellenza. La sceneggiatura è firmata Linda Woolverton (
Il re Leone,
La bella e la bestia), con la trovata originale di ispirarsi sia a
Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie che ad
Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, pubblicato da Carroll sei anni dopo. Per immaginare un luogo letterario così particolare gli scenografi hanno raccolto tutti i lavori degli illustratori dei libri di
Alice nel Paese delle meraviglie e li hanno “mescolati”. La crisi di Sottomondo è stata mostrata da Burton attraverso la rappresentazione di iun mondo in cui l'atmosfera è opprimente – come il dominio della Regina Rossa - a tratti claustrofobico. Un mondo in cui vitalità e colori appaiono come prosciugati e la tavolozza è perciò limitata. La ricostruzione ha usato tutti i ritrovati della tecnologia per dar vita ad un personaggio eccentrico ed affascinante come il Cappellaio (interpretato da Johnny Depp, qui alla sua settima collaborazione col regista): “L'idea era che lui fosse puro, nel senso che si capisce immediatamente quello che prova, tanto che i vestiti, la pelle, i capelli e tutto il resto riflettono le sue emozioni. Così, quando splende, c'è tutto questo effetto luminoso per cui tutto prende vita, come un fiore che sboccia in maniera molto rapida”. Con un 3D poco invadente, Burton crea un mondo quasi tattile, in cui lo spettatore si sente coinvolto visceralmente. Danny Elfman, storico collaboratore del regista, cura le musiche. Il personaggio di Alice non è associato ad un tema musicale preciso, ma a diversi, per evocare meglio la sua trasformazione “dalla parte più innocente e dolce di sé quando incomincia la storia, in maniera molto ingenua e anche un po' debole, all'Alice più forte che emerge alla fine della storia. Lei trova se stessa nel corso della vicenda”.
ALLA RICERCA DI SE' - Ha affermato il regista a proposito delle precedenti versioni cinematografiche del racconto: “Come film è sempre stato incentrato su una ragazzina passiva che vive una serie di avventure con dei personaggi strani, ma non c'è mai stata una grande profondità. Il tentativo di questa pellicola era prendere l'idea di queste storie e modellarle in qualcosa che non fosse un adattamento letterale del libro, ma che ne mantenesse lo spirito”. Per fare questa operazione il regista si è impossessato dei simboli del racconto di Carroll e li ha interpretati mantenendone la freschezza. Alice sta per entrare nel mondo degli adulti e deve fare una scelta importante. Per cercare le risposte alle domande che le pongono e che si pone, per trovare la sua strada, torna nel mondo fantastico di cui ha un vago ricordo, perchè lo ha visitato da bambina nei suoi sogni. Sottomondo però è adesso un mondo in dissoluzione, perchè la Regina Rossa si è impadronita del potere e Alice è stata chiamata per riportarlo al suo antico splendore. Mentre si chiede se dovrà essere proprio lei a realizzare questo compito il suo corpo cresce a dismisura e si rimpicciolisce fino a tornare delle giuste dimensioni. Quando le strane creature di Sottomondo (i suoi sogni?) le chiedono aiuto perchè assediate, Alice teme di non essere all'altezza della situazione. Ma ripetendosi “sei cose impossibili” affronta il mostro e torna alla vita normale. Da adulta coraggiosa e consapevole. Consigliato a chi ha voglia di immergersi nel particolare universo visionario di Burton e di conoscere un'interpretazione inedita di un grande classico. Pur con una sceneggiatura lineare,
Alice in Wonderland e i suoi personaggi rimangono in qualche luogo misterioso della mente anche a distanza di tempo.