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Speciale 7 novembre

La bocca del lupo
 Cinema
Regia: Pietro Marcello
Cast: Vincenzo Motta, Mary Monaco
Nazione: Italia
Anno: 2009
Genere: Documentario drammatico
Durata: 76 min.


Angela Azzarone

Ispirato all'omonimo romanzo di fine Ottocento del genovese Gaspare Invrea, noto come Remigio Zena, il film documentario La bocca del lupo racconta la vera storia d'amore tra due ex detenuti: l'emigrato siciliano Enzo e Mary, un transessuale conosciuto in carcere vent'anni prima, sostenuti dal sogno comune di una casetta in campagna. Una storia raccontata con uno sguardo e un linguaggio nuovo ed evocativo, insolito nel panorama del cinema contemporaneo. In una Genova notturna, quasi fuori dal tempo, il mare s'infrange con un'eco lontana sugli scogli e l'ombra di un uomo inizia a raccontare la sua storia. Enzo (Vincenzo Motta) rientra a Genova dopo aver pagato i propri debiti con la giustizia e ripercorre gli antichi vicoli alla ricerca dei luoghi di un tempo, ormai dismessi, che ricorda nel loro antico splendore.


GENOVA COM'ERA - Sullo schermo trascorrono le immagini – provenienti dall'Archivio Storico Ansaldo e da raccolte private - di una città negli anni del boom industriale, moderna e potente; quelle di una Genova proletaria e quelle, infine, inquietanti, di una città attraversata dai colpi di arma da fuoco e dagli inseguimenti delle volanti della polizia. La bocca del lupo ha ricevuto anche il premio Fipresci, con le seguenti motivazioni: "Siamo fieri di dare questo premio ad un film sulla vita ai margini economici e sociali, tra il reportage e il melodramma. Un film poetico che contrappone immagini d’archivio ad immagini girate oggi a Genova, tra Storia pubblica e Storia privata". Il mondo che il regista sceglie di raccontare è quello pasoliniano, fatto di luoghi e di storie ai margini del progresso, di assassini, spacciatori e prostitute. Un mondo osservato senza alcuna forma di pietistico paternalismo ma attraverso uno sguardo poetico e disincantato che sfrutta il potere evocativo del montaggio, delle immagini, della luce e dei suoni. I due protagonisti non hanno volti hollywoodiani - anche se Enzo sembra ricordare certi personaggi dei film western – e si esprimono con voci roche ed un linguaggio fortemente dialettale. La fotografia non è lucente e patinata, ma cruda e realistica. La luce è livida e notturna in quasi tutto il lungometraggio, squarciata a tratti dai lampi dalle colorate insegne dei nights. Enzo e Mary sono due "vinti", che paradossalmente proprio nel carcere, conoscendosi, trovano l'affetto e la comprensione che cercavano, perchè, dice Mary: "la vita è dura fuori". Il film, osannato dalla critica, potrebbe trasmettere sensazioni di angoscia per i contenuti e i luoghi descritti, tanto più inquietanti perché lo spettatore sa che sono veri e vorrebbe distogliere lo sguardo. Ma forse è proprio questa sua ruvidezza espressiva e contenutistica il motivo per cui La bocca del lupo trasmette, paradossalmente, un senso di dolcezza. E rimane nella memoria come un enigma.

COME UN VERISTA - Il romanzo di Zena – contemporaneo di Verga di cui riprende la prosa - pubblicato nel 1892 dall'editore Treves ed ispirato al naturalismo francese è considerato una delle più importanti opere della letteratura verista. Racconta, in un italiano ricco di termini del dialetto genovese, le vite al limite della sopravvivenza di popolani e comari dei caruggi di fine Ottocento. Una vicenda di vinti che, nel tentativo di inseguire le proprie aspirazioni, finiranno nella bocca del lupo. Tra povertà e perdizione non c'è alternativa perchè sempre c'è un lupo in agguato nella sua tana pronto ad accogliere stolti e sprovveduti, soprattutto se poveri. La Bricicca, la protagonista del racconto che tenta di cambiare la sua vita nascondendo dietro il bancone di verduraia il tavolo del lotto clandestino, sconterà la sua pena con la giustizia. E nessuna giocata al lotto cambierà il destino di comari e sensali che popolano il romanzo. Alla fine non ci saranno vincitori ma solo vinti. Pietro Marcello come Zena si spinge tra i vicoli dell'antica repubblica marinara per osservare, senza giudicare, storie di diseredati ed emarginati, di gente destinata a finire sempre “nella bocca del lupo”.

NOTE DI REGIA - Pietro Marcello, classe 1976, è di origini casertane. Dopo aver debuttato nel 2002 con il radio-documentario Il tempo dei magliari su Radio3 vince nel 2007 il premio Pasinetti DOC. Ottiene una menzione speciale nella sezione DOC.it alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia con il Passaggio della linea, un documentario realizzato sui treni a lunga percorrenza che attraversano l'Italia da Nord a Sud. Il suo ultimo lavoro gli viene commissionato dai gesuiti della Fondazione San Marcellino di Genova, che si occupa di emarginati dal 1945. I Gesuiti, dopo aver visto il suo primo film gli chiedono di documentare la propria attività. Per realizzare La bocca del Lupo Pietro Marcello si è recato a Genova alla ricerca di volti e storie nei carrugi, fino a quando ha incontrato Enzo e Mary, lavorando un anno e mezzo per documentare la loro storia d'amore. La bocca del lupo è il primo film italiano che si è aggiudicato il premio al Torino Film Festival, in 27 anni di storia ed è in concorso al Festival di Berlino 2010. Prodotto dalla Indigo di Francesca Cima e Nicola Giuliano e da L'Avventurosa Film di Dario Zonta, è distribuito in Italia da Bim.



 
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