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Speciale 7 novembre

Iran, al patibolo due oppositori
 Politica
Come da consolidata e deprecabile consuetudine, una tv di Teheran ha “trionfalmente” diffuso la notizia dell'impiccagione del diciannovenne monarchico Arash Rahmanipour e di Mohammad Reza Ali-Zamani.

Bruno Virdò

Il loro capo d'accusa è stato reso noto con queste parole: “Trattasi di elementi antirivoluzionari responsabili dei recenti scontri di piazza, responsabili della morte di quattordici persone perite a causa di un attentato alla moschea di Shiraz, nemici di Dio senza possibilità di riabilitazione”. In realtà, secondo l'avvocato i due erano già rinchiusi in carcere a giugno, prima delle proteste di piazza, avvenute per presunti brogli elettorali del governo. Queste le sue parole: ”Un'esecuzione così rapida si spiega in un solo modo: vogliono intimidire e reprimere l'opposizione”. La notizia di questo processo sommario ha, però, fatto il giro del mondo e, come prevedibile, dura è stata la reazione della diplomazia americana. In particolare, il segretaio di Stato, Hillary Clinton, ha dichiarato che nuove sanzioni Onu verranno adottate a breve. La stessa Clinton ha aggiunto senza mezzi termini: ”L'atteggiamento iraniano non ci lascia scelta”.


PROVVEDIMENTI - Il Senato statunitense, da par suo, ha approvato un disegno di legge che irroga sanzioni a quelle compagnie che forniscono petrolio all'Iran o forniscono a questo Stato il supporto necessario al processo di raffinazione del greggio. Questa decisa presa di posizione da parte dell'amministrazione americana avrebbe, però, come conseguenza una spiacevole ricaduta economica per l'Italia. Infatti, il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha sottolineato: ”In caso di sanzioni, dovremo fare un discorso chiaro e fermo alla nostra imprenditoria, prospettando conseguenze economicamente poco piacevoli”. Comunque, perplessità italiane a parte, sembra che la comunità internazionale si stia accingendo ad isolare economicamente e diplomaticamente il Paese orientale. A riguardo, il riformista iraniano Mehdi Karroubi non ha esitato ad avvalorare questa tesi dell'Iran: “Dubito che Ahmadinejad riesca ad arrivare a fine mandato”.

POLEMICHE - A conti fatti però, l'isolamento cui andrebbe incontro l'Iran non è poi così assoluto. La Russia, infatti, ha venduto all'Iran diversi sistemi antiaerei S-300, in grado di difendere il nucleare in caso di raid Nato. Stesso discorso va fatto per il Brasile, Cina, India, Turchia, Paesi emergenti che intrattengono proficui scambi commerciali con Teheran. Ad ogni modo, la Clinton a Londra ha fatto pressione sui rappresentanti dei Paesi europei, per indurli all'adozione di sanzioni commerciali nei confronti dell'Iran, che diverranno esecutive a partire da febbraio 2010. Tra i Paesi aderenti all'iniziativa figura anche l'Italia, che, però, risulta essere (secondo un documento redatto dal Ministero degli Esteri israeliano) il secondo partner commerciale europeo (dopo la Germania) del Paese asiatico. E a detta di Mark Regev, portavoce del Premier israeliano Netanyahu, lo scottante dossier verrà sottoposto all'attenzione del Premier italiano Silvio Berlusconi lunedì, in occasione della visita di quest'ultimo in Israele. Secca la risposta del dicastero italiano: ”Siamo pronti a fare la nostra parte, ma non vorremmo perdere soldi: ci piacerebbe che chi decidesse sull'Iran, iniziasse a coinvolgere anche noi”. Insomma, l'Iran sembra aver assestato una nuova scossa alla comunità internazionale, la quale al di là delle consuete parole di facciata, spesso tende a mostrarsi poco compatta e poco coesa.



 
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