- Le antiche sale nobiliari di Palazzo Blu sono gremite. I riflessi colorati degli edifici che si specchiano nell'Arno con le luci del tramonto creano un'atmosfera intensa e suggestiva, preludio delle sensazioni che saranno evocate dalla visita alla mostra
. Ancora per pochi giorni è possibile ammirare, in questo scenario, le opere nate dall'incontro tra l'originale artista bielorusso e i paesaggi del Mediterraneo. Un artista che, proprio per la sua personalissima visione, non aderì né creò alcun movimento artistico. Nato nel 1887 a Vitebsk da una famiglia di origini ebraiche e morto nel 1985, Marc Chagall attraversò ed interpretò i cambiamenti di un secolo. Nel 1910 inziò la sua esperienza parigina ed entrò in contatto con il
. Nel 1914 espose a Berlino e, nello stesso anno, con lo scoppio della prima guerra mondiale rientrò a Vitebsk, dove fondò l'Istituto d'Arte che diresse fino al 1920. Si trasferì a Mosca, nel 1923 nuovamente a Berlino e poi ancora a Parigi. In quegli anni Chagall effettuò numerosi viaggi in Europa e in Palestina, mentre gli venivano dedicate importanti retrospettive. Con l'ascesa del nazismo in Germania fu costretto a fuggire in America. Rientrato a Parigi nel 1947, si stabilì due anni dopo a Vence. Il suo slancio creativo si estese anche ad altri campi: lavorò infatti alla realizzazione di grandi pitture murali e alla decorazione di facciate, soffitti e vetrate di importanti edifici pubblici, come la sinagoga dello Hassadah Medical Center presso Gerusalemme, la cattedrale di Metz, l'Opéra di Parigi, la Metropolitan Opera House di New York, il Fraumünster di Zurigo, la First National City Bank di Chicago.
”RESTATE SOLI CON LE VOSTRE ARINGHE!” - La poetica di Chagall è identificata dal grande pubblico con i dipinti del primo Novecento, caratterizzati da colori cupi. L'intento della mostra è quello di far conoscere il periodo artistico che iniziò con l'arrivo del pittore in Costa Azzurra nel 1926, quando, per la prima volta, incontrò la luce, i colori e i paesaggi del Mediterraneo e dei paesi che vi si affacciano, dalla Grecia alla Terra Santa. Dopo l'esperienza di Parigi e Berlino, infatti, il pittore rimase colpito a tal punto dalle luci e dai panorami vitali e luminosi del Sud della Francia, completamente diversi da quelli di Vitebsk, che anni dopo si stabilirà definitivamente a Saint-Paul-de-Vence fino alla morte. Le opere esposte sono raggruppate in cinque sezioni tematiche. La prima,
La Costa Azzurra, raccoglie i lavori realizzati tra la metà degli anni Venti e l'inizio degli anni Trenta: una ventina di grandi dipinti, tra cui
La musica, il
Circo in rosso,
Gli amanti a St. Paul. I grandi bouquet di fiori, i cieli notturni e i tramonti, le sirene e gli amanti sospesi tra il cielo e le rive del Mediterraneo mostrano l'evoluzione della sua tavolozza verso colori più caldi e sensuali. La seconda, intitolata
La Grecia, racconta attraverso 42 tavole e alcune gauches l'incontro di Chagall con la civiltà classica nell'isola di Poros, dove si recò per raccogliere le impressioni per il ciclo grafico di Dafni e Chloè. E dove conobbe la luce tersa, solare e festosa che rimase per sempre nella sua pittura. Le tavole realizzate per
La Bible di Tériade insieme agli acquerelli preparatori e ai grandi dipinti che raffigurano la crocifissione del Cristo vestito in panni ebraici sono esposti nella sezione
La Bibbia. In questi lavori Chagall non si limitò ad illustrare i temi sacri che lo affascinarono fin dalla prima infanzia ma li filtrò attraverso la sua immaginazione. Nella sezione
La scultura e le ceramiche, una decina di ceramiche con relative gouaches e diverse sculture testimoniano l'attività di Chagall con la pietra e l'argilla, ispirato dal confronto con l’arte classica che nasce sui bordi del Mediterraneo. L'ultima,
Collages, presenta una serie di lavori realizzati negli ultimi anni della sua vita attraverso l'utilizzo di materiali diversi quali: pizzi, pagine di giornale, parti di dipinti e disegni. Da non perdere le ceramiche, le gauches e gli acquerelli con cui Chagall illustrò con ironia giocosa
Le Favole di La Fontaine e gli splendidi arazzi.
”PER ME LAVORARE È PREGARE” - La visione del mondo che compare nelle opere di Chagall è fortemente influenzata non solo dal folclore russo e dall'infanzia trascorsa nella cittadina di Vitebsk, ma anche dalla sua identità israelitica e dalla sua formazione religiosa hassidica. L'hassidismo è un movimento riformistico che nacque all'interno del giudaismo ufficiale e si diffuse nell'Europa Centrale nel Seicento. Alla sua base c'era l'idea di una spiritualità che permeava ogni aspetto della vita quotidiana, considerata una manifestazione divina. “Io sono un mistico”, diceva, “io non vado in chiesa o in sinagoga. Per me lavorare è pregare”. E l'arte, alla quale Chagall si dedicava con passione e devozione, era dunque un atto mistico tramite il quale rappresentare la scintilla divina che è in ogni essere, “un'anima azzurra - come affermava egli stesso - “che precipita sulla tela”. Un'anima e una sensibilità uniche, attraverso le quali colse anche la spettacolare bellezza del Mediterraneo.
(25/01/2010)
aazzarone.fusiorari@gmail.com
Chagall e il Mediterraneo
Pisa, Palazzo Blu (via Pietro Toselli 29)
9 ottobre 2009 - 31 gennaio 2010
Orari: da martedì a domenica, dalle 10.00 alle 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima). Lunedì chiuso.
Biglietti: intero € 8,00; ridotto € 6.50
Informazioni: BLU Palazzo d’arte e cultura, tel. 050.500197
http://www.chagallpisa.it/