Regia: Fatih Akin
Cast: Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Lucas Gregorowicz, Dorka Gyllus
Nazione: Germania
Anno: 2009
Genere: Commedia
Durata: 99 min.
Pietro Cuomo
Prendete un po’ di filosofia, applicatela alla vita quotidiana, usatela per offrire un punto di vista sulla società, sulle sue trasformazioni, su un costante divenire e un continuo mutamento che non risparmia nulla e nessuno.
Condite il tutto con le storie semplici di alcune persone e mescolate bene. Quello che otterrete è un film che ha già avuto delle ottime recensioni alla Mostra del Cinema di Venezia e che si appresta a sbarcare, tra le prime pellicole dell'ormai imminente 2010, nelle sale italiane.
LA STORIA – Zinos è il proprietario di un ristorante, il Soul Kitchen, che sorge all’interno di un ex capannone in una zona di Amburgo in piena trasformazione. Al punto che un ex compagno di scuola di Zinos, agente immobiliare, è disposto a tutto pur di acquistare l’edificio. Ad aiutarlo, l’instabile vita privata del suo proprietario: la sua ragazza si è appena trasferita in Cina e Zinos decide di seguirla. Ma a chi lasciare il Soul Kitchen? La scelta cade, inevitabile, su Illias, fratello e piccolo delinquente in libertà vigilata. Illias sembra essere cambiato, e Zinos gli affida quello che ormai è diventato un locale alla moda: un nuovo cuoco ha infatti portato il Soul Kitchen al successo, conquistando tutti con i suoi piatti e con la sua filosofia. Tutti sforzi che sembrano inutili: Illias perde il locale ad una partita di poker, e la sorte del ristorante sembra segnata. Ma i due fratelli non sono ancora disposti a mollare…
IL FILM – Fedele a quello che è ormai il suo stile, il regista Fatih Akin combina elementi differenti per raccontare i margini di una società sempre più multiculturale. Il risultato è un film estremamente gradevole, una commedia che non cerca di strappare la risata ad ogni costo e che, proprio per questo, ci riesce; un film che si offre, per chi voglia guardarlo con uno sguardo più attento, come un vero e proprio spaccato del mondo di oggi. Amburgo come metafora di tutte le città che si trasformano dimenticando il loro passato, il Soul Kitchen come baluardo della poesia, di un modo diverso di fare le cose. Non solo un ristorante, ma un frammento di un mondo perduto, un mondo a misura d’uomo in cui il denaro è ancora mezzo e non fine, in cui non tutto ruota intorno all’offerta più alta. Un luogo in cui si prepara il cibo per il corpo ma, tanto per usare le parole del suo proprietario, si fa attenzione al cibo per l’anima.
Tutto questo è Soul Kitchen, dall’8 Gennaio nei cinema.