Berlusconi: più attaccanti nel Milan, ma no agli acquisti folli. Galliani si trapianterà i capelli, sperando nelle doppie punte.

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Cinema per le feste - Lord of War
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 Regia: Andrew Niccol Cast: Nicolas Cage, Ethan Hawke, Jared Leto Nazione: Usa Anno: 2005 Genere: Drammatico/Thriller Durata: 122’
Bruno Virdò Lord of War è un film del 2005 diretto da Andrew Niccol. Il personaggio principale del film è Yuri Orlov (interpretato dall’attore americano Nicolas Cage), un trafficante di armi attivo negli anni Ottanta e Novanta in tutto il mondo. Si sostiene che la trama del film ricalchi fedelmente la carriera criminale del tagiko Victor Bout, spregiudicato trafficante d’armi della fine del secolo scorso. La trama della pellicola è incentrata sulla vita e sui traffici illegali di questo aborrito self made man. Inizia con Yuri Orlov (Nicolas Cage) che chiosa: “Ci sono più di 550 milioni di armi da fuoco in circolazione nel mondo. Significa che c’è un’arma da fuoco ogni dodici persone nel pianeta. La domanda è: come armiamo le altre undici?”
FLASHBACK (attenzione: questo e i due successivi paragrafi contengono numerosi spoiler) - I titoli di testa ripercorrono l’iter di fabbricazione di un proiettile calibro 7,62 che dall’Ucraina giunge in un porto africano ed infine penetra nel cranio di un ragazzo. Poi, è tutto un flashback, partendo dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri. Yuri Orlov è un immigrato ucraino negli Usa, dove si stabilisce insieme alla sua famiglia; come loro si finge ebreo, per godere dei vantaggi riconosciuti alla comunità ebraica stanziata negli States. Per guadagnarsi da vivere, i suoi genitori aprono un ristorante specializzato nella preparazione di piatti tipici ucraini. Ma Yuri si avvede che non sarà quello il business che lo farà realizzare economicamente e socialmente. Così, egli intraprenderà l’attività per la quale sente di essere più portato, soprattutto dopo un fortunato episodio: in un ristorante Yuri assiste ad un fallito omicidio ai danni di un boss russo che stava pranzando. Si convince definitivamente che la sua futura attività sarebbe stata quella di contrabbandare armi per i quattro angoli del pianeta. AFFARI - Grazie ad un contatto di cui il padre disponeva presso la sinagoga, egli porta a termine la sua prima vendita di un Uzi 9mm. Da quel momento inizia una sfolgorante ascesa verso la ricchezza ed il potere personale. Le sue armi giungono fra le mani di guerriglieri libanesi, di narcos colombiani, di ducetti africani. Con uno di questi (Andrè Baptiste - Capo di Stato della Liberia) stringe un patto di affari che lo porterà ad essere l’unico interlocutore per quella parte d’Africa martoriata dalla guerra civile. Lì, infatti, giungono cataste di Ak 47, di lanciagranate, di M16A1, di elicotteri Mi 24-Hind (apparentemente convertiti ad uso civile), di mezzi corazzati da fanteria Bmp-2. Tutte armi immesse sul mercato africano, per alimentare una sanguinosissima guerra civile senza alcuna prospettiva di pace. Ma da quale arsenale militare attingeva Orlov per contrabbandare la sua “mercanzia”? E’ presto detto: dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, gli arsenali dell’Ucraina sono ancora stracolmi di armi AK 47 e di altre armi sofisticatissime mai utilizzate. Il vuoto di potere che si creò a Kiev dopo la disgregazione dell’URSS, unito ad una intollerabile situazione di ufficiali senza stipendio da mesi, garantiscono a Yuri un accesso immediato alle armerie dell’ex URSS. Ciò, fa sì che Orlov monopolizzi di fatto il commercio illegale di armi tra il porto ucraino di Odessa e il resto del mondo. Come prevedibile, Yuri non è il solo a tentare di incunearsi in quel florido mercato. Un altro trafficante, Simeon Weisz, il quale anni prima aveva rifiutato sdegnosamente una proposta di affari dello stesso Yuri, cerca di corrompere lo zio di Yuri, Dimitri,un alto ufficiale dell’Armata Rossa dislocato in Ucraina. Ma per Dimitri la fedeltà è tutto e rifiuta la ricca offerta di Simeon. Purtroppo, un giorno, la Rolls Royce a donatagli da Yuri salta in aria con lui a bordo. I sospetti convergono su Simeon, il quale qualche mese dopo verrà catturato in Liberia da Baptiste ed ucciso insieme ad uno sconvolto Orlov. ARRIVANO I BUONI - Intanto, benché Orlov abbia a libro paga decine di agenti dei servizi segreti, un solerte agente dell’Interpol (Jack Valantine - Ethan Hawke) lo bracca per tutto il globo. Dalla sua abitazione a New York, dove riesce nell’intento di sconvolgere la moglie di Yuri (la bellissima Ava Fontaine - Bridget Moyanahan), all’Oceano Atlantico, dove intercetta una sua nave da carico cui viene frettolosamente cambiato il nome, alla Sierra Leone, dove Orlov distribuisce il prezioso carico del suo Antonov fra le gente di un villaggio locale, fino al porto di Odessa. Ma tutti i lodevoli tentativi di Valantine sono destinati a cadere nel nulla, dal momento che Orlov spesso ricorre ad espedienti burocratici che lo salvano dalla prigione. Il tutto, però, ha un prezzo. Ed è un prezzo salato. Ava, scoperta la vera attività di Yuri (dopo aver visitato il container dove Orlov custodisce le prove della sua “professione” illegale) lo abbandona, portando con sé il loro figlio. Qualche settimana dopo, in Sierra Leone, viene ucciso suo fratello Vitaly, mentre questi cerca di opporsi ad una consegna di fucili e granate che sarebbero servite a massacrare un campo profughi lì vicino. La bara del fratello viene sottoposta negli Stati Uniti al metal detector, e si scopre che un’ogiva di proiettile era rimasta ancora nelle costole di Vitaly. Orlov viene immediatamente arrestato e condotto al cospetto di Valantine. Yuri, da profondo conoscitore delle perverse dinamiche che muovono il contrabbando di armi, anticipa all’agente Valantine quello che sarebbe avvenuto di lì a poco. Yuri, conscio del fatto che anche la sua famiglia lo ha ripudiato, sa benissimo che a Valantine verrà data una promozione, ed un encomio, ma che gli verrà tolto il caso Orlov. Yuri, invece, sarà rilasciato, perché troppo importante per i gli aberranti meccanismi che portano il Presidente degli Stati Uniti ad essere il primo trafficante di armi al mondo. Quando gli USA non riescono a rifornire qualche losco contraente, ecco venire buona l’abilità e le conoscenza di un uomo come Orlov. Scarcerato (con tanto di scuse) come previsto, Orlov continua a svolgere quella lucrosa attività che cagiona la morte di milioni e milioni di persone in tutto il mondo. IL GIUDIZIO - Dunque, un film avvincente, ricco di azione e di messaggi politici e sociali. Niccol, regista del film, si distingue per l’ottima sceneggiatura e per una regia attenta a trasmettere quanto più efficacemente possibile la spregiudicatezza e il cinismo che marchiano l’indole di Orlov e di altri uomini politici. Da sottolineare, la velata caricatura che il regista fa del dittatore liberiano Andrè Baptiste (presumibilmente una parodia sulla goffaggine ed idiozia dell’ex presidente liberiano Charles Taylor). Inoltre, degni di menzione sono le immagini di paesaggi incantevoli ed estremi presenti nei Paesi del Terzo Mondo. In conclusione, un film dai profondi contenuti politico-antropologici che induce lo spettatore ad interrogarsi sulla vera natura dell’uomo, sul fragile equilibrio che regge le sorti del genere umano, e sulla deprecabile condotta di vita di uomini, ricchi di onori e privilegi, che antepongono il subdolo profitto personale al benessere e alla pace di milioni di esseri umani.
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