Berlusconi: più attaccanti nel Milan, ma no agli acquisti folli. Galliani si trapianterà i capelli, sperando nelle doppie punte.

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Conferenza sul valore sociale dell’informazione contro corruzione e malaffare
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 Bruno Virdò e Cristina Gadaleta
MILANO – Venerdì 7 novembre 2008, nella prestigiosa aula Bontadini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha avuto luogo uno speciale convegno intitolato "Il valore sociale dell’informazione contro corruzione e malaffare". Un evento promosso al fine di discorrere su di un tema estremamente attuale e sensibile per le dinamiche sociali contemporanee. Organizzato dall’Associazione Studenti Amici dell’Università Cattolica (ASA) in collaborazione con l’associazione culturale Fusiorari.Org, e con il patrocinio della Provincia di Milano – ha visto gli interventi di Rita Borsellino, Vincenzo Consolo, Luigi de Magistris, Luciano Mirone, Alberto Mattioli ( vedi locandina). I lavori sono stati moderati da Fausto Colombo e da Antonio Alizzi. Il dibattito è stato intenso e ricco di domande proposte dai moderatori e, in un secondo momento, dalla platea. A supplemento degli atti che seguiranno, in questa sede vogliamo offrire una sintesi unitaria degli interventi di ciascun relatore, incominciando da Vincenzo Consolo.
RITA BORSELLINO - Dopo i saluti di indirizzo dei del responsabile dell’ASA, Vittorio Balzaretti, e del Presidente di Fusiorari.Org, Giorgio Cannistrà, la conferenza è subito entrata nel vivo con la telefonata – in diretta – a Rita Borsellino. Bloccata in Sicilia da un leggero infortunio, non ha voluto far mancare la propria voce. La signora Borsellino ha incoraggiato all’impegno per una società più giusta, a partire dal singolo cittadino fino alle istituzioni nel loro complesso. Ha raccontato la sua esperienza personale e le energie profuse quotidianamente contro la mafia. VINCENZO CONSOLO - Lo scrittore siciliano ha ricordato la propria esperienza di giornalista al quotidiano palermitano L’Ora, soffermandosi sulla tribolata realtà socio-culturale del Sud, arrivando ad affermare che “la Sicilia è una regione dove la verità è perduta per sempre”. Questo perché, secondo il suo pensiero, i mezzi d’informazione siciliani hanno sempre cercato e cercano tuttora di dissimulare l’agire mafioso sotto le mentite spoglie di una consuetudine, ormai radicata nel tempo e nella cultura del luogo. A questo stato di cose non giova il deterioramento culturale e morale che investono la società siciliana e nazionale. Incalzato dalle domande del pubblico, ha espresso la propria solidarietà nei confronti dello scrittore Roberto Saviano (autore del best-seller "Gomorra"), da lui personalmente frequentato. Consolo ha inoltre detto di concordare con la decisione di Saviano di trasferirsi all’estero, "in attesa di tempi migliori, quando potrà finalmente trionfare la giustizia e la verità". LUIGI DE MAGISTRIS - De Magistris, magistrato dal 1995 e giudice del Riesame del tribunale di Napoli fino a qualche giorno fa – quando ha reso nota la sua candidatura, come indipendente, all'interno della lista dell'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro per le elezioni di giugno che rinnoveranno la composizione del Parlamento Europeo – ha preferito non dire della propria esperienza personale: parlerà pubblicamente solo quando le inchieste saranno chiuse. In compenso ha insistito sul ruolo fondante della cultura nella società, partendo dalle Università, dove può avvenire quella rivoluzione che porterebbe alla concreta affermazione del diritto e della giustizia. Pertanto ha spiegato De Magistris, è deprecabile come oggi i mezzi di comunicazione non si attengano a tale regola di principio e sottovalutino il potere della mafia. I mass media, inoltre, devono evitare che i poteri forti riescano a raggiungere i loro obiettivi strumentalizzando l’informazione. "Bisogna parlare della mafia che ha abbandonato la strategia militare, ma che proprio in virtù della sua nuova strategia, paradossalmente, è ancora più potente e perciò più influente, in quanto affligge dall'interno le istituzioni". Dalla mafia il discorso si è spostato sull'amministrazione della giustizia. Al riguardo, De Magistris ha posto l’accento sull’uso improprio della giustizia che preferisce la linea forte, volta a placare l’ansia sociale: "la giustizia non deve essere dura, ma giusta verso tutti. Il rigore deve essere indirizzato verso chi delinque senza provenire da ambienti socialmente disagiati. Dato tale contesto oggi è possibile addirittura abrogare norme recanti principi costituzionali (come l’art. 21 e l’art. 101) mediante tecniche di legislazione ordinaria". Riferendosi all’art. 101, riguardante l’autonomia della magistratura dal potere politico, De Magistris ha caldamente sottolineato come l’indipendenza della magistratura sia un valore assoluto per il singolo cittadino, senza discriminazione e ha insistito che è un dovere ineludibile proprio di ogni cittadino "quello di praticare la vigilanza democratica", di lottare contro il potere occulto, di combattere la corruzione, un fenomeno prettamente culturale, specie in Italia. D’altra parte, la magistratura non deve essere corporativa e autoreferenziale, deve invece contribuire a creare - una corretta informazione. Alla domanda circa il concetto di corruzione il magistrato ha sintetizzato che si hanno gli estremi del reato di corruzione (ex art. 319 c.p.) quando persone preposte a servizi pubblici vendono il proprio servizio in cambio di denaro o di altre utilità. LUCIANO MIRONE - Per combattere tale fenomeno culturale Luciano Mirone ha messo in risalto la funzione dei giornalisti, leggendo al pubblico presente una famosa frase di Giuseppe Fava: "un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza e la criminalità, impone ai politici il buongoverno. Un giornalista incapace per vigliaccheria o per calcolo, si porta sulla coscienza tutti i dolori umani che avrebbe potuto evitare, e le sofferenze, le sopraffazioni, le corruzioni, e le violenze che non è stato mai capace di combattere". E proprio dall’uccisione di Fava è nata l’idea de "Gli insabbiati - Storie di otto giornalisti uccisi dalla mafia e sepolti dall'indifferenza", per dare un contributo alla verità e alla giustizia in favore degli otto giornalisti uccisi in Sicilia dal potere mafioso, da Cosimo Cristina a Beppe Alfano. Mirone, profondo conoscitore delle dinamiche mafiose, ha voluto spiegare il cambiamento in atto negli ambienti mafiosi: "oggi la mafia agisce sotto traccia, ha cambiato pelle". E ricollegandosi a quanto detto da De Magistris ha sottolineato il cambiamento di strategia, da quella militare ad una più imprenditoriale, benché la regione Sicilia non tragga frutti da siffatte attività economiche. ALBERTO MATTIOLI - Secondo Alberto Mattioli per avere un’ informazione che avversi la corruzione è necessaria una battaglia etica, civile e culturale che si afferma nella quotidianità e che riguarda ogni cittadino, dal momento che si tratta di una consuetudine non soltanto politica, ma anche tipica di un marcio sottobosco culturale. In quanto Vice Presidente della Provincia di Milano ha sottolineato il ruolo che la politica deve rivestire per debellare la corruzione. Tra le tante responsabilità politiche che non si possono eludere, secondo Mattioli, vi è l’esigenza di redarre bilanci trasparenti di vigilare costantemente su quelle zone d’ombra che si vengono a creare tra i commi e le virgole delle leggi. L’informazione, però, precisa Mattioli non deve essere deresponsabilizzata: "oggi è il tempo della verità, perché il Paese non si può più permettere la non verità". Alla domanda su quale ruolo debbano assumere i cattolici nella politica, il Vice Presidente della Provincia risponde che il fatto di essere credenti, e cioè appartenenti a due "mondi", dà più libertà di coscienza. A volte il ruolo dei cattolici rischia di essere confinato all’ambito antropologico ed etico, mentre i cattolici dovrebbero cercare di essere sulla scena politica a tutto tondo, su tutti i temi che investono la quotidianità. PARTECIPAZIONE - Al di là della portata dei temi affrontati, importante è stato l’intervento e la partecipazione del pubblico, sempre attento e puntuale nelle domande poste ai relatori. Domande attinenti e stimolanti per il dibattito stesso e per eventuali future iniziative. Da segnalare la nutrita presenza degli alunni dell’Itis di Legnano, partecipi e molto coinvolti dall’iniziativa. ATTI E DVD - E' in lavorazione per Fusi Orari un dvd che raccoglierà le immagini e i momenti salienti della conferenza. Gli atti dell'incontro verranno inoltre pubblicati e donati all'Università Cattolica a futura memoria.
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