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Speciale 7 novembre

7 novembre alla Cattolica - I retroscena di una giornata extraordinaria
 Arte Libri Culture
Un’idea. Un progetto. Una conferenza. Un percorso iniziato con una telefonata e culminato tra le rovine di un’antica ghiacciaia. Nei giorni della protesta studentesca l’Università Cattolica e la Provincia di Milano collaborano con gli studenti. Il valore sociale dell’informazione contro la corruzione e il malaffare. L’organizzazione, i retroscena e le emozioni di una giornata extraordinaria.

Giorgio Uberti

MILANO - Una telefonata. E’ Antonio Alizzi, il direttore del settimanale FusiOrari.org, rispondo: «Ciao Antonio, dimmi». «Abbiamo una conferenza da organizzare». Una telefonata arrivata inaspettata in concomitanza con l’arrivo dell’autunno. Nel periodo in cui la natura si avvia silenziosamente al letargo ecco l’occasione per svegliare l’Associazione FusiOrari.org e presentarla al mondo accademico. Il resto della telefonata affiora nella mia mente solo attraverso dei nomi: Borsellino, De Magistris, Colombo, Consolo e Mirone. Ricordo anche una data: 7 novembre. «Ma è tra quaranta giorni! Dobbiamo fare in fretta». Questo è stato l’inizio di un lungo lavoro di squadra. Poche ore più tardi, una serie di email, volte a stabilire i ruoli e le responsabilità, suggellavano l’inizio dei lavori.


Da quel momento ognuno di noi si sarebbe occupato di un aspetto preciso di questa conferenza. Il giorno successivo ero già a passeggio per i chiostri dell’Università Cattolica distribuendo volantini agli studenti di passaggio. Mentre le lezioni e gli incontri politici in università si susseguivano come sempre la macchina organizzativa si stava mettendo in moto. Nei giorni successivi mi sono occupato personalmente di raccogliere tutti i contatti necessari della stampa locale e nazionale. I giornali e le radio erano stati avvisati, sui muri del Chiostro Pio XI erano state affisse le locandine e in ogni aula studentesca erano stati sistemati blocchetti di volantini. La data si avvicinava rapidamente e nella mia casella di posta elettronica giungevano sempre più spesso messaggi di prenotazioni posti. Avevo un nuovo incarico: responsabile dell’aula. A poche ore dall’inizio dell’incontro avevo sulla scrivania una trentina di foglietti recanti la scritta “RISERVATO” con relativo nome e cognome.

Tutto è pronto. Una mattina fresca, ventilata; un pallido sole e niente più. Venerdì 7 Novembre. Giacca e cravatta. Arrivo di corsa un’ora prima dell’inizio dell’incontro nell’aula Bontadini, l’aula ghiacciaia. Antonio Alizzi si sta occupando della sistemazione della cattedra. Estraggo i miei tesserini “RISERVATO” e inizio a disporli ordinatamente. Le ultime tre file sono riservate a una scolaresca di Legnano. Nel frattempo iniziano ad arrivare delle persone: «Avete prenotato?». «No!». «I posti liberi sono dalla fila quattro alla file otto». Altre ancora: «Avete prenotato?». «Si!». «A quale Nome? – proseguo dopo aver ricevuto i nominativi - I vostri posti sono all’inizio della seconda fila». Gestisco l’arrivo degli uditori finché l’aula non è piena. Ognuno ha ottenuto il suo posto perfettamente in tempo per l’arrivo degli ospiti. Altra gente ora affolla le scale, i posti sono esauriti e così gli studenti si siedono a ridosso delle pareti tutti pronti per ascoltare le parole dei relatori.

Rita Borsellino, costretta a casa da un infortunio, fa sembrare umano persino il suono metallico del vivavoce con il quale comunica con noi. Parla di Paolo, il fratello ucciso dalla mafia, e dell’importanza della lotta. Scatta l’applauso. Parole piene di coraggio quelle di De Magistris che sceglie di non raccontare la sua vicenda personale fino alla chiusura degli atti. Brillante come sempre Fausto Colombo che attrae il pubblico con il suo carisma. Di rilevanza lo spessore politico mostrato da Alberto Mattioli. Vincenzo Consolo e Luciano Mirone si dimostrano molto preparati e raccontano vicende personali intrecciate alla dura lotta contro l’omertà mafiosa. Lo spazio per gli interventi arriva puntuale. Fiumi di mani si alzano, come mai si era visto in una conferenza universitaria, ognuno desidera intervenire, ognuno vuole partecipare; l’argomento stimola e il pubblico risponde. Nei giorni della protesta studentesca eccola l’altra Cattolica, quella che vuole conoscere e partecipare. Ecco le mani alzate e gli interventi che si susseguono uno dopo l’altro.

Al termine della conferenza mi faccio largo tra gli applausi. Il mio obiettivo è Alberto Mattioli, il vicepresidente della Provincia di Milano. Devo intervistarlo. Simone Scafidi, il regista dell’evento mi segue. Lo bracchiamo, dopo qualche parola di presentazione allestiamo il set per la videointervista. Due poltroncine rosse una speculare all’altra. Partono le domande: Provincia di Monza e Brianza, Crisi Finanziaria e Interventi Antimafia. Rapide le risposte, il clima è colloquiale, sullo sfondo la ghiacciaia dei monaci benedettini. Ringraziamo il vicepresidente della Provincia di Milano per il tempo concessoci e raggiungiamo gli altri componenti dell’organizzazione nell’ufficio del Professor Colombo. Con noi anche Luciano Mirone e Vincenzo Conosolo. Si alzano i bicchieri al cielo, girano pasticcini, l’aria è piena di nuove emozioni. Poi il pranzo al ristorante di Via Necchi. Orecchiette alle cime di rapa, nasello alla milanese e catalogna al vapore. Il resto è storia.



 
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