Elisabetta Zarini
Cosa si cela dietro all’apparente normalità dello scorrere della vita in una grande città? Cosa anima le giornate della gente comune? Cosa provoca nei giovani la mancanza di prospettive per il futuro, l’incertezza dettata dal rapido susseguirsi di cambiamenti che si abbattono sulle tranquilli esistenze di uomini e donne che poi non riescono più a trovare un equilibrio?
Attraverso le pagine di
Cosmo Blues Hotel il giovane autore, Stefano Lorefice, restituisce un quadro molto crudo della realtà metropolitana, dove violenza, droga, sesso, tradimenti sono all’ordine del giorno. Lorefice riproduce l’orrore, le paure, le follie che caratterizzano i nostri giorni trasformandoli in una routine quotidiana sconvolgente.
19 storie di vita, esistenze solitarie che la penna dello scrittore fa incontrare per una serie di coincidenze. Filo conduttore di tutti i racconti è l’instabilità interiore dei personaggi, che li porta ad instaurare relazioni fragili e superficiali, a cercare facili soluzioni per i problemi oppure a perdersi in un vortice di perdizione per dimenticare, temporaneamente, cosa significa vivere.
Una narrazione asciutta, senza complicati giri di parole, veloce, quasi frenetica. Ogni storia si conclude in poche pagine, quasi a voler ricalcare lo stile di vita della società moderna, che corre – ma verso dove non si sa - si affanna, si arrabbia se costretta a fermarsi. Un’esistenza che cerca di rubare tempo al tempo, senza lasciare spazio alla riflessione per il timore di rendersi conto di quanto sia vuota la propria vita: si corre per non impazzire, ma, alla fine, si impazzisce.
Al lettore non resta che un sorriso amaro per una realtà sociale malata per la quale, tuttavia, non si tenta neppure di acciuffare una cura.