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| Marcia – Schwazer terzo a Cheboksary |
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 Schwazer vince il bronzo alla 50km della Coppa del Mondo di marcia in Russia. Male gli altri italiani. La Russia domina, vincendo 20 medaglie su 25 Irene Pasquinucci Alex Schwazer non delude: alle spalle del sorprendente russo Denis Nizhegorodov, che ha chiuso la 50km in soli 3h34’14˝, nuovo record del mondo, e del connazionale Vladimir Kanaykin (3h36’55’’), c’è sempre lui, il giovane altoatesino di Vipiteno. Nizhegorodov, già vice campione olimpico di Atene, ha bissato l’oro della Coppa del Mondo dell’anno scorso. Passato in testa al decimo chilometro, è riuscito a migliorare di 1’33’’ il precedente primato dell`australiano Nathan Deakes (3h35’47’’), stabilito il 2 dicembre 2006. Sulla sua scia, a 2'41’’, l’altro russo Vladmir Kanaykin, che è riuscito a strappare l’argento all’azzurro solo nelle ultime battute, grazie al fantastico supporto del folto pubblico assiepato lungo il circuito (oltre 100.000 persone hanno seguito la prova). Alex Schwazer conferma il terzo posto dei Mondiali di Helsinki del 2005 e di Osaka del 2007 e per Pechino si propone ora molto concretamente come possibile medagliato. Il tecnico di Schwazer, Damilano, è rimasto molto soddisfatto del risultato ottenuto, ben augurante in vista delle prossime Olimpiadi di agosto. Alex si è dovuto trattenere per non affaticarsi troppo e perdere un mese di preparazione. Infatti l’altoatesino è a solo all’80% della condizione.
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| Usa 2008, Clinton conquista la West Virginia |
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 A tempo ormai scaduto, Hillary Clinton coglie nelle primarie della West Virginia il suo successo elettorale più netto. Trascinata dal sostegno di ogni categoria sociale, con l'eccezione dei neri che compongono una parte minima dell'elettorato, la Clinton sfiora il 70% e riesce a conquistare tutte le contee nelle quali si suddivide il piccolo Stato, noto per le sue colline e le miniere di carbone. Obama ignora il risultato, e inizia dal Missouri il suo confronto a distanza con il candidato repubblicano, John McCain, anche se le sue difficoltà con l'elettorato della classe media bianca sono ancora una volta confermate. Andrea Mollica La West Virginia è uno Stato tra i più poveri degli USA, dove prevale una popolazione anziana che vive in aree collinari e rurali e dove il lavoro scarseggia e le difficoltà economiche sono maggiormente avvertite. Uno Stato che rispecchia fedelmente la demografia dell'elettorato pro Hillary Clinton, la quale ottiene una vittoria schiacciante, con un margine di vantaggio di oltre 40 punti percentuali, in un'elezione caratterizzata dal solito alto tasso di partecipazione. La moglie di Bill Clinton ottiene un successo importante, però incapace di cambiare la dinamica della corsa, dato il numero di delegati abbastanza esiguo della West Virgina. Hillary Clinton può però ancora confermare come lei sia la candidata migliore per recuperare al partito democratico il consenso della classe media bianca, il gruppo sociale che ha determinato più di ogni altro il lungo ciclo repubblicano che sembra concludersi nel 2008.
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| Serie A e dintorni – E’ ancora il campionato più bello del mondo |
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 E’ il penultimo capitolo del libro: l’Inter s’inceppa in casa e la Roma si porta a meno uno. Il Milan scende dal treno Champions e tra Empoli, Catania e Parma solo una resterà nel paradiso della serie A: restano solo 90 minuti al termine. L’ultimo capitolo ad alta tensione Alessandro Marcato C’eravamo cascati anche noi. Eravamo certi che l’Inter avesse in tasca lo scudetto già da febbraio quando la Roma, seconda in classifica, era a -11. Anche la Snai aveva sospeso le giocate sulla vittoria dell'Inter nel campionato. Invece, grazie alle squadre già salve ma non appagate dai risultati raggiunti, che hanno continuato a impegnarsi senza concedersi inermi all’avversario, lo scudetto è ancora in palio all’ultima giornata di campionato. L’Inter, dopo il pareggio casalingo col Siena per 2-2, permette alla Roma di avvicinarsi a un solo punto, grazie al successo sull’Atalanta per 2-1 e ora si deciderà tutto al fotofinish. Come in un film di Dario Argento, il finale negli ultimi minuti sarà di tensione. I nerazzurri giocheranno a Parma mentre la Roma se la vedrà col Catania. L’incrocio è equilibrato, con tutte e quattro le squadre ancora in lotta per il loro obiettivo stagionale. Un incrocio che sembrava ancora più pericoloso e ricco di funesti ricordi per l’Inter, con Hector Cuper questa volta dall’altra parte della barricata nell’ultima giornata di campionato. L’ombra del 5 maggio prendeva sempre più forma sino a quando il Presidente del Parma Ghirardi non ha deciso a sorpresa di sollevare l’allenatore argentino dall’incarico, cercando di dare una disperata scossa all’ambiente. Gli emiliani recuperano Couto in difesa, possono contare sull’esperienza di Lucarelli e Budan in attacco e si presenteranno in formazione tipo. Il loro imperativo è vincere e sperare che la Roma batta il Catania, per centrare l’obiettivo salvezza e per evitare la prima retrocessione in B della storia.
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| Susan Sontag, il tempo, lo spazio e il limite. La letteratura come scelta morale |
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 La televisione e le nuove tecnologie hanno modificato la nostra percezione dello spazio e del tempo dando a luogo a narrazioni decentrate spesso sincopate; Susan Sontag, scrittrice americana, si interroga su questo cambiamento di percezione arrivando a definire la differenza propria della letteratura: di per sé pratica marginale, esterna,spesso scomoda, improntata alla scelta e alla definizione implicita di un sistema valoriale. Laura Alessandra Ghirlandetti Poco prima della morte avvenuta nel dicembre del 2004, Susan Sontag ha pronunciato un discorso a Johannesburg e a Città del Capo in cui esprimeva ciò che per lei significavano concetti come impegno e letteratura, e di come essi si coniugassero nella letteratura vista come impegno. Il testo, poi raccolto e pubblicato nella raccolta di saggi “Allo stesso tempo”, che rappresenta il vero e proprio testamento spirituale della scrittirice ed è stato da poco edito dalla casa editrice Mondadori, si intitola “Nello stesso tempo il romanziere e la riflessione morale”; ed è proprio il “Tempo” la tematica centrale e scottante che nella sua lungimirante analisi la Sontag va a toccare e ad approfondire: la scrittrice nota infatti come la dispersione dei tempi data dai media (televisione e internet in particolare), produca delle storie sovrapposte, anedottiche, interrotte, tanto da arrivare a sostenere che questo tempo espanso ed esploso che produce storie schizofreniche e decentrate sia niente meno che “una lezione di amoralità e distacco antitetica a quella incarnata dal progetto del romanzo” forse perchè va a violare la stessa possibilità di comprensione, e nell'accelerazione violenta che lascia passivi vi è la fonte di un'impotenza sconfortante e di una sconfitta annichilente. Nella trama definita di un romanzo il tempo si produce anziché essere consumato, o annullato, poichè ”i personaggi di un romanzo agiscono in un tempo che è già completo, in cui tutto ciò che vale la pena di essere salvato è stato preservato- “lavato dalle incrostazioni” come scrisse Henry James. (...) I personaggi romanzeschi hanno destini estremamente leggibili.”
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 Regia: Angelo Orlando Cast: Angelo Orlando, Valentina Carnelutti, Mimosa Campironi Nazione: Italia Anno: 2006 Genere: drammatico Durata: 99 min. Carola Moscatelli Democrito - il filosofo greco che per primo ha formulato una teoria atomistica - sosteneva che due atomi, per creare qualcosa, si dovessero necessariamente scontrare. Senza l’impatto sarebbero rimasti solo qualcosa di possibile ma sostanzialmente inespresso. Questo film parte da una considerazione simile: quante volte le strade, gli alberi, le tazze di caffè d’orzo sono testimoni della potenzialità di due persone che faticano ad incontrarsi perché sono tutti presi dai problemi della loro vita quotidiana? Paolo e Céline, i due protagonisti, vivono nello stesso quartiere di Roma, frequentano lo stesso mondo lavorativo e nonostante gli amici in comune, i locali in comune e le feste in comune ci mettono un bel po’ prima di capire di essere molto compatibili e che il loro incontro potrebbe generare la storia d’amore che entrambi desideravano da tempo. Contro questa storia d’amore potenziale si metteranno la paura di condividere tutto insieme e il passato che ritorna in diverse forme e con diversi volti. La risoluzione sarà in un posto lontano, in una città sognata da entrambi e finalmente raggiunta dove i due amanti, nonostante la loro separazione, continueranno a sfiorarsi senza toccarsi.
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| Usa 2008, Barack verso la nomination democratica |
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 Le primarie democratiche giungono ad uno snodo decisivo. A meno di improbabili e clamorosi eventi, la vittoria di Obama in North Carolina, insieme al quasi pareggio dell'Indiana, consegna al junior senator dell'Illinois la nomination. Hillary Clinton ha promesso di rimanere in corsa fino al 3 giugno, quando giungerà a termine il ciclo delle consultazioni nei 50 Stati statunitensi, e ha rivendicato il valore del suo successo in Indiana, ma lo svantaggio nel calcolo dei delegati è ormai incolmabile e il vertice del partito democratico è sempre più orientato verso Barack Obama. Andrea Mollica Si ferma in Indiana e in North Carolina il recupero di Hillary Clinton. Dopo le infuocate polemiche del caso Wright, il reverendo amico e consigliere di Obama che ha accusato recentemente l'America bianca di aver creato il virus dell'Aids per sterminare gli afro-americani, e le nette vittorie di Ohio e Pennsylvania, Hillary Clinton riesce a vincere con solo 2 punti percentuali di vantaggio in Indiana, perdendo di quasi 14 in North Carolina. Risultati che favoriscono Obama, il quale vede l'aumento del suo vantaggio nel calcolo dei delegati elettivi, così come una sostanziale tenuta del suo elettorato. Il senatore dell'Illinois supera così le difficoltà iniziate due mesi fa con le sconfitte di Texas e Ohio, e si avvicina ulteriormente alla nomination per la Casa Bianca, con l'implicito appoggio dei vertici del Partito Democratico.
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| Kentucky Derby - La triste favola di Eight Belles |
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 Era l'unica capace di battere i maschi: dopo una gara epica giunge seconda ma si frattura le gambe anteriori. Viene abbattuta e gli USA in lacrime la vedono morire in diretta tv Andrea Secco Washington: siamo al Kentucky Derby, la corsa di cavalli più antica e importante d’America, giunta alla 134a edizione. Mancano pochi metri al termine e Eight Belles, l'unica puledra nella corsa, data per favorita alla vigilia assieme al vincitore Big Brown, stava per raggiungere proprio il poderoso Big Brown. Riduce incredibilmente la distanza ma, improvvisamente, in dirittura d'arrivo, rallenta: supera il traguardo e poi si abbatte di colpo a terra. Si è spezzata le gambe anteriori. I 157mila presenti alla gara ammutoliscono, così come i milioni di spettatori davanti alla tv. Il fantino del vincitore Big Brown, Kent Desormeaux, si è voltato, ha lasciato il suo puledro, e si è precipitato al capezzale di Eight Belles. Accorre il veterinario Larry Bramlage, la puledra è accasciata al suolo, la situazione è drammatica. Non c'è niente da fare, impugna la siringa e pone fine alla vita della puledra. E' la triste fine della favola di Eight Belles.
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| Serie A e dintorni – Un rebus chiamato salvezza |
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 La lotta nei bassifondi della classifica si fa sempre più aspra. Vincono Torino, Parma e Cagliari mentre affonda il Catania nello scontro diretto con la Reggina. Quasi spacciati Livorno ed Empoli. Nei prossimi 180’ ci si gioca la stagione Alessandro Marcato Sette squadre per quattro posti. La lotta per non retrocedere del campionato 2007-2008 si preannuncia combattuta fino all’ultimo minuto. Non ci sono esclusioni di colpi e chi sbaglia, a pochi minuti dal termine del campionato, pagherà cara la disattenzione. Ne sa qualcosa il portiere empolese Balli, che nella partita contro l’Udinese si è fatto segnare in maniera ingenua, facendosi passare sotto le gambe un tiro scagliato da Quagliarella da circa trenta metri. Pesa inoltre l’errore dal dischetto di Giovinco. La settimana prossima la squadra di Cagni affronterà la Reggina per giocarsi le residue chances per restare in A. I calabresi, dopo aver battuto per 2-1 in trasferta il Catania, vedono materializzarsi una miracolosa salvezza in caso di vittoria contro i toscani. L’allenatore amaranto Orlandi, subentrato a Ulivieri, ha rivitalizzato la squadra, dopo averla ereditata in condizioni disperate e in una partita delicatissima ottiene la prima vittoria in trasferta della stagione, grazie alla doppietta di Amoruso. Il Catania, dopo questa sconfitta, ha la strada tremendamente in salita: nelle ultime due partite dovrà affrontare Juventus e Roma per cercare i punti per restare in A.
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 Regia: Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero Distribuizione: Lumière & Co. Nazione: Italia Anno: 2008 Genere: Documentario Durata: 73 min. Data di uscita: 7 marzo 2008 Giorgio Uberti Rifiuti tossici abbandonati ai bordi delle strade, in campagna e nei fossi. Cumuli di immondizia accatastati lungo i sentieri che bruciando sollevano fumo tossico. Pecore che si accasciano al suolo e muoiono misteriosamente. Sono questi gli scenari che si materializzano nella nostra mente quando immaginiamo il terzo mondo. In alcuni casi il terzo mondo è in condizioni migliori: a pensarci meglio questa potrebbe essere la scenografia di un romanzo di Stephen King. Eppure questi scenari sono molto più vicini di quello che crediamo. Li troviamo in Campania, non lontano da Napoli, nel cuore della nostra “bella” Italia. Biutiful Cauntri racconta tutto questo. Racconta del dramma degli allevatori locali che vedono prima morire la loro unica fonte di reddito e poi i loro familiari. Racconta con rabbia l’opulenza dell’amministrazione locale che guadagna con l’immondizia e con la morte. Racconta tutto quello che non leggiamo sui giornali; con qualche colpo di scena. Un dramma che non tocca solo la Campania ma l’Italia intera.
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| Piccolo Teatro Studio - Aldo Moro, una tragedia italiana |
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 Di Corrado Augias e Vladimiro Polchi con Paolo Bonacelli e Lorenzo Amato regia Giorgio Ferrara scene Gianni Silvestri e Alessandra Giuri musica Marcello Panni Teatro Stabile della Sardegna – OTE Teatro Eliseo
dal 29 aprile all'11 maggio 2008Cristina Gadaleta MILANO – In una sala gremita, sopratutto di giovani, debutta a Milano “Aldo Moro. Una tragedia italiana”, spettacolo scritto da Corrado Augias e Vladimiro Polchi. Sul palcoscenico, separato dalla platea da un velo, si alternano suoni e immagini d'epoca, film ispirati alla vicenda, l'Aldo Moro teatrale (Bonacelli) e la voce narrante (Amato), che accompagna lo spettatore nella ricostruzione di quei cinquantacinque giorni che hanno sconvolto la democrazia italiana. Tutto ha inizio con l'edizione straordinaria delle 9,58 del 16 marzo 1978, con un giovane Bruno Vespa che dà la notizia del sequestro dell'onorevole e dell'uccisione della sua scorta. Da lì in poi è un escalation di dubbi, paure e debolezza che trapelano sempre più dalle righe scritte da Aldo Moro a Zaccagnini, a Cossiga, al Papa e alla famiglia. Un climax ascendente che trova il suo apice nella lettera alla “dolcissima Agnese” (figlia del presidente della Dc) ed è arricchito dall'analisi a “caldo” di Leonardo Sciascia, che scrisse il saggio letterario L'affaire Moro nell'estate del 1978, e delle cui pagine si riempie la sala durante lo spettacolo. Un vicenda che si trasforma in tragedia perché vede lo scontro di due concezioni opposte, come in una tragedia greca: la Polis contro la Pietas. I difensori del valore della vita umana contro i difensori della ragione di Stato.
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| di Fausto Colombo Docente Università Cattolica - Milano Comunicare, nel 2008: cioè fare i conti con le grandi trasformazioni della nostra era. Comunicare con gli altri, innanzitutto. Anzi, con gli Altri. Altri da noi, diversi per culture, religione, usi e costumi, livelli di sviluppo. Se la globalizzazione è un fenomeno che di tanto in tanto ha attraversato la storia, mai come ora le sue conseguenze, moltiplicate dai media universali, si fanno sentire nella vita quotidiana. Gli Altri ci sfidano con la loro forza economica (Cina e India) con il rigore religioso (l’Islam), con il vigore dei problemi irrisolti (l’Africa). E sono fra noi, e noi siamo fra loro. In una città come Londra, New York, Parigi o Milano le etnie e le culture vivono affiancate, a volte persino integrate. La sfida è comunicare o combattere. E la prima opzione è migliore non solo sotto il profilo morale, ma persino sotto quello strategico, perché una guerra di tutti contro tutti su tutto il territorio del mondo, fin dentro il territorio di ogni singola nazione, non può vedere vincitori, ma solo sconfitti. Gli altri siamo anche noi. Nel senso che le nostre famiglie e la nostra società sono attraversate da quello che viene definito divario generazionale. I padri hanno avuto sogni, speranze, certezze sul futuro. Quando il futuro è arrivato ai figli sono toccati incubi, paure, incertezze. Nei paesi occidentali la famiglia ha fatto da amortizzatore di tensioni. I figli sono stati tenuti all’interno del nucleo più a lungo. Le risorse economiche sono state distribuite in modo nuovo. Ma il divario è rimasto, perché queste attitudini rendono gli adulti genitori per sempre e i figli figli per sempre. Così comunicare oggi è anche cercare un dialogo fra generazioni, imparando a cogliere i dubbi e le certezze come due facce della stessa medaglia, che bisogna abituarsi a guardare con crescente attenzione. Comunicare. Comunicare attraverso le tecnologie, anche. Che sono profondamente cambiate dalle vecchie tecnologie analogiche, attraversate come sono dalla sfida digitale. Le nuove ICT (Information and Communication Technologies) sono più paritarie, interattive, globali, e hanno fatto via via impallidire i media tradizionali come la televisione generalista. L’informazione è più rapida, ubiqua, cumulativa. Lo spettacolo prende il sopravvento sulla realtà attraverso le merci e la loro rappresentazione. Le reti personali si avvalgono di strumenti fino a ieri impensabili, dai cellulari a messenger, e le antiche compagnie vengono ricostruite e ri-mediate dal peer-to-peer. La politica internazionale spesso tende a trattare questo problema come un’esigenza di diffusione: di apparecchiature, di competenze, di software. Mentre più probabilmente bisognerebbe guardare alle nuove esigenze di comunicazione come al tentativo di riempire un altro vuoto, su cui vale la pena di spendere ora qualche ultima parola. Comunicare. Che cosa? Perché qui è la grande questione. La nascita dei media ha democratizzato l’accesso alla cultura, ma ha anche trasformato i contenuti culturali in oggetti più semplici, meno governati dalle élites, in qualche caso più banali. La tradizione è sembrata per un breve momento scomparire. Ma invece è stata reinventata: rinascono così, al tempo della globalizzazione, identità locali a volte del tutto immaginarie (come la nostra Padania), che non ha in realtà un percorso comune, ma di cui si può immaginare una storia perché almeno questo consente di sentirsi un popolo: un contenuto, appunto, apparentemente solido proprio nella sua concezione fantastica. Quindi la sfida di cosa comunicare è aperta, oggi come non mai. Cosa vale la pena che comunichiamo? Senza retorica, tocca ai giovani scoprirlo. Quello che gli lasciamo non ci rende poi così degni di dire una parola in proposito.
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