Servizio a cura di Elisabetta Ranieri.
Capita delle volte, poche a dire il vero, che un suono sia capace di estendersi per km e km ricoprendo un intera nazione. Capita delle volte che un colore sia in grado di toccare i confini più lontani facendoli sentire vicini e non distanti. E domenica scorsa l'Italia intera si è svegliata al grido di "Se non ora quando? Adesso!" ed il colore, quello bianco, è riuscito a rivestire l'intero Stivale dalla Sicilia, al Piemonte, alla Lombardia, alla Sardegna.
La donna è scesa in piazza per difendere i propri diritti. Gli stessi diritti offesi dalle immagini televisive delle varie schedine, veline, paperine per finire all'ultima categoria, quella nata dal sex-gate di "Ruby rubacuori", ovvero le "orgettine", le varie ed eventuali inquiline del residence Olgettina di Milano 2.
In cento mila erano a Milano e così in tutte la altre città dell nostro bel Paese guidato dal papi premier, Silvio Berlusconi. Non erano solo donne quelle urlavano "adesso basta". C'erano anche uomini, mariti, figli, compagni. Perchè la dignità è una questione prima di tutto civile e morale non politica. Dovrebbe essere il frutto sano del seme della democrazia, ma, evidentemente, in Italia tanto sano questo seme non è. Basta a cosa? Verrebbe da chiedersi. E la risposta poi arriva spontanea: basta a questa politica devota al sesso e agli scandali, basta a questa immagine oscena che il nostro Paese sta dando. L'Italia non è quella delle stanze del bunga bunga, l'Italia non è fatta da persone che hanno processi alle spalle ed accuse di istigazione alla prostituzione minorile, è solo governata da soggetti del genere e questo è, evidentemente, diventato un problema. per la maggioranza di italiani normali. Perchè proprio di persone normali si è trattato domenica pomeriggo. In piazza è scesa la pensionata guidata dalla nipote, la casalinga della periferia, l'insegnante precaria, l'operaia in cassa integrazione, la liceale e la studentessa universitaria. C'erano tutti, insieme. E poco importa se le televisioni non ne hanno parlato, se il ministro Gelmini le ha definite radical chic, se il premier ha detto che tutto ciò non è stato rilevante...poco importa. Chi c'era in piazza ha visto con i suoi occhi ed ha sentito scandire all'unisono la parola basta.
Milano è stata invasa. Da piazza Castello la gente arrivava fino in Duomo. I più giovani si arrampicavano sulle statue per riuscire a vedere, anche da lontano, il piccolo palco situato alla spalle delle fontana del Castello Sforzesco, da dove un esuberante Teresa Mannino invitava i vari ospiti a prendere parola. Da Gad Lerner a Dario Fo, da Franca Rame ad Ottavia Piccolo e poi ancora Massimo Cirri, Maddalena Crippa, Licia Maglietta..e molti altri, erano davvero tanti sul quel palco.
Noi in piazza c'eravamo e questa è una sintesi degli interventi seguiti da Piazza Castello.