Torna in libreria un romanzo del regista Neil Jordan, grande creatore di immagini che non disdegna il racconto per parole. In una Repubblica d'Irlanda non ancora pacificata, il rapporto tra un padre e un figlio (inevitabilmente, c'è di mezzo una donna) diventa una grande parabola sul tradimento.
Come molti personaggi che hanno popolato i suoi film, anche Neil Jordan - già regista, tra l’altro, de La moglie del soldato, Intervista col vampiro, Breakfast on Pluto - ha una doppia vita. E anche se il lavoro dietro la cinepresa gli ha consentito di diventare uno degli autori più riconoscibili e amati del cinema contemporaneo, l’autore di Sligo non ha mai abbandonato definitivamente il primo amore - la scrittura - che, proprio grazie ai racconti e ai romanzi di fine anni ’70, gli ha meritato riconoscimenti prestigiosi come il Guardian Fiction Prize. Prima del recente Ombre - datato 2005 - l’ultima fatica letteraria di Jordan era stata Aurora con mostro marino, pubblicato in patria nel 1994 e riproposto ora in Italia da Cavallo di ferro.
DALL’IRLANDA ALLA SPAGNA (E RITORNO) - Irlanda, anni ’30: il giovane Donal Gore è figlio di un politico coinvolto nelle lotte di potere che infiammano la neonata Repubblica. Quando la madre di Donal muore, ancora giovane, il suo rapporto con il padre precipita inesorabilmente e l’arrivo della bella Rose, insegnante di pianoforte, non migliora la situazione. Dapprima coinvolta in una relazione con il figlio, Rose accetta poi la proposta di matrimonio del padre, determinando così la rottura definitiva tra i due. Donal decide di partire per la Spagna, dove prenderà parte alla Guerra Civile. Catturato, mentre attende la liberazione o la morte, Donal ricostruisce il percorso che lo ha condotto fin lì; e quando riacquista la libertà, inevitabilmente, la sua strada lo riporta a casa, tra intrighi politici e drammi familiari, sulla lunga pista del tradimento verso tutto e tutti.
NOSTALGIA CANAGLIA - Come molti emigranti dell’Isola di Smeraldo, Neil Jordan - che pure vive a Dublino e se ne allontana quasi solo per motivi di lavoro - fatica a dimenticare la propria terra d’origine persino quando viaggia con l’immaginazione. Quasi tutti i personaggi che crea hanno le sue stesse radici e sono immersi nel tormentato rapporto che lega ogni irlandese alla patria. Questo romanzo non fa eccezione: Aurora con mostro marino (il titolo viene da un quadro di Turner) è ambientato negli anni che seguono l’indipendenza della Repubblica d’Irlanda - ottenuta proprio da quel Michael Collins, statista e patriota, che Jordan ha immortalato in un suo film del ’96. Il romanzo è diviso, abbastanza nettamente, in due parti: la prima, che vede Donal prigioniero, è raccontata con un bell’uso del montaggio alternato: il passaggio dall’infanzia all’età adulta, con il fardello di dolori e difficoltà che inevitabilmente lo accompagna, viene scandito dal procedere di una cerimonia religiosa che è anche, spesso, cifra emblematica del raccontare di Jordan. La seconda, che comprende il viaggio verso casa e il ritorno in Irlanda, oscilla un po’ indecisa tra la dimensione politica (tutto sommato trascurabile) e quella familiare: la “resa dei conti” con il padre (le virgolette sono d’obbligo) è, naturalmente, l’apice del racconto, e riscatta - soprattutto con un finale visionario, in cui il mare assurge ad assoluto protagonista e spiega il perché del titolo - pagine e pagine in cui il ritmo rallenta e il racconto si fa decisamente meno interessante.
LA FRASE - “Dovrebbe essere possibile scegliere il passato di quelli che ci circondano”.
Aurora con mostro marino
di Neil Jordan
Cavallo di ferro, 2010
190 pp.
€ 16,00
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