
“Quando hai paura è segno che la vita comincia a darti del tu.”
E’ su queste parole che si apre Cose che nessuno sa, il secondo romanzo di Alessandro D’Avenia, appassionato professore di lettere di un liceo di Milano, divenuto famoso per la sua prima fatica Bianca come il latte, rossa come il sangue.
PAURA - Ed è proprio la paura che accomuna i personaggi di questa delicatissima storia. Che si dipana avendo sullo sfondo il rumore costante della risacca del mare, le infinite sfumature del cielo che si specchia nell’acqua e il profumo remoto di fiori e piante della Sicilia, patria dell'autore. Ha paura la protagonista, Margherita, una ragazzina di quattordici anni che ha appena iniziato il liceo quando viene travolta da un messaggio in segreteria telefonica del padre che annuncia che non tornerà più a casa. Ha paura Giulio, un ragazzo che la società bollerebbe con l'aggettivo “difficile”, ma che in realtà indossa una corazza di impudenza e sprezzo delle regole per nascondere quella rabbia nei confronti della vita, delle sue ingiustizie e della sua apparente mancanza di senso, che solo gli animi sensibili possono cogliere. Ha paura il giovane professore di italiano e latino di Margherita, che si rifugia nella letteratura per non affrontare quella cosa meravigliosa, ma rischiosissima che si chiama amore, un amore racchiuso negli occhi e nelle parole di Stella, che un giorno, ferma e sicura di fronte a lui, gli chiede di essere amata per sempre.
Circondata dalla disarmante schiettezza di Andrea, il fratellino di appena cinque anni, dalla sapiente dolcezza di nonna Teresa e dal sostegno, a volte dirompente, a volte silenzioso, dell'amica Marta, Margherita è consumata da un dolore che ha cominciato a chiuderla al mondo. Si lascia così avvincere dal racconto dell’Odissea e si immedesima nel personaggio di Telemaco, che affronta le proprie paure e si mette in mare alla ricerca del padre lontano. Sarà un attimo, una delle geometrie perfette del destino, a far poi incontrare gli occhi verdi di Margherita, 'ferite verdi e malinconiche', con quelli azzurri di Giulio, 'stelle di una galassia perduta', e a far sì che i due si leggano dentro, scoprendo l’uno nell’altra il porto sicuro in cui trovare protezione e risposte ai perché della vita. Margherita e Giulio si mettono allora in viaggio per cercare il padre della ragazza e insieme vivono un'avventura che li farà crescere, l’una scoprendosi pian piano donna, l'altro realizzando la bellezza del prendersi cura e proteggere ciò che si ama. Anche il professore, messo con le spalle al muro dalla vita reale, che chiede di essere assaporata senza ritrosia, proverà a vincere le sue paure e a dare sostanza e significato a tutto ciò che, fino ad allora, aveva vissuto solo in parte attraverso le parole dei grandi poeti.
VITA - Citando Tolstoj, nei ringraziamenti finali D’Avenia confessa il proprio amore per la vita e svela che la ragione per cui scrive è far innamorare della vita (o far innamorare di più) i propri lettori: ebbene, le pagine di “Cose che nessuno sa” respirano di vita dalla prima all'ultima. Abbracciano con delicato e sapiente realismo tutte le fasi dell’esistenza umana, da quella tenera e inconsapevolmente saggia dell’infanzia a quella arrabbiata ed enigmatica dell'adolescenza, da quella disincantata e incatenata alla routine dell'età adulta a quella affascinante della vecchiaia, fatta di ricordi e legata da un filo misterioso all'infanzia.
Il romanzo esplora e valorizza ogni sentimento che compone la vita dell'uomo, trattando con la stessa considerazione dolore, paura, errore, amore e bellezza. Estremamente eloquente la metafora della perla, significato del nome Margherita, che è creata dalla carne dell'ostrica come misura di protezione dagli agenti esterni, dal pericolo: la bellezza che nasce dal dolore, la bellezza del dolore in quanto capitolo essenziale dell'esistenza.
La vita sgorga dal romanzo anche attraverso le poetiche e commoventi descrizioni della natura che accompagna i protagonisti, offrendo di volta in volta lo scenario perfetto da amalgamare alle loro emozioni, in un unico vitale respiro. C'è il rumore del mare, luogo dell’infinito, che porta Telemaco dal padre e ricorda ad Ulisse, prigioniero di Calipso, la via che porta ad Itaca dalla sua Penelope; ci sono i profumi delle piante e dei fiori della Sicilia, terra di nonna Teresa e scrigno che custodisce geloso il ricordo del nonno Pietro e del loro grandissimo amore. Ci sono le mani di Giulio e Margherita che cingono in un abbraccio il tronco ruvido di un albero; ma anche i colori del tramonto che il piccolo Andrea cerca di catturare nei suoi disegni, conscio che le sfumature non sono abbastanza.
Ricchezza lessicale e sensibilità, accanto all'amore strabordante e pervasivo per la vita, fanno di Cose che nessuno sa un capolavoro che riempie il cuore.
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