Si legge d'un fiato il recente romanzo di Andrea Camilleri, La moneta di Akragas. A muovere la vicenda una piccola moneta d'oro, unico esemplare al mondo, coniata ai tempi in cui i cartaginesi con un lungo assedio rasero al suolo la città di Akragas, l'antica Agrigento. Sullo sfondo le campagne di Vigata, luogo letterario inventato da Camilleri per ambientare le vicende di Montalbano e di altri suoi romanzi, identificabile con il territorio di Porto Empedocle, tra le colline di Girgenti e il mare. Un giallo storico, con risvolti gialli inaspettati, tragici e divertenti al tempo stesso.
STORIA E MISTERI – Diviso in brevi capitoli, il racconto alterna 3 diversi piani temporali: dal 409 a. C., quando Akragas fu rasa al suolo, si passa al 1908, anno del terremoto di Messina e poi al 1909, periodo in cui si dipana la vicenda. Nel 1908, a quasi 2170 anni dalla fine di Akragas, un'altra città siciliana viene distrutta dalle fondamenta, questa volta per cause naturali. Il sisma (di cui Camilleri fa rivivere i tristi momenti e le operazioni di salvataggio effettuate dalla marina russa) porta alla luce una piccola moneta, forse appartenuta a Kalebas, mercenario al servizio dello spartano Deixippos. Scampato ai Cartaginesi, tenta la fuga dalla città con 38 monete d’oro, compenso di 8 mesi di combattimento tra le fila di Akragas. 'Sono monete appositamente coniate, da un lato c’è un’aquila ad ali aperte e una lepre, dall’altro un granchio e un pesce. Ognuna pesa 1,74 grammi d'oro'. Ma il morso di una vipera interrompe la sua fuga: Kalebas, in fin di vita, sparge lontano le monete. Intorno a lui, la città brucia è iluminata dalle fiamme che divorano il tempio dedicato a Zeus Atabyrios e 'altre altissime fiamme disegnano a valle, poco lontana dal mare, la cintura sacra dei sette grandi templi protettori.' La moneta emersa dal sisma finirà nella collezione numismatica dello Zar. Un anno dopo, seguiamo il medico condotto Stefano Gibilaro, appassionato numismatico, in visita nelle campagne di Vigata. Un giorno, è colto da stupore indescrivibile quando Cosimo Cammarota, un contadino a cui anni prima aveva salvato una gamba, vuole donargli un esemplare dell'antica moneta di Akragas, rinvenuta in una zolla di terra. Per l'emozione Gibilaro cade da cavallo e finisce in ospedale; ma, quando viene dimesso, Cammarota è scomparso nel nulla. Tra congetture e sospetti il mistero s'infittisce. Tra equivoci anagrafici, un impacciato inquirente apre le indagini.
MONETA CON L'ANIMA – La piccola moneta, quasi personificata, conquista il lettore. 'Il dottore (…) ha l'assurda impressione che
la moneta sia come dotata di una sua volontà di scelta. Come se, non trovando una sistemazione di suo gusto, tentasse nuovamente di riscomparire sotto terra (…). Forse è anche per questo che non riesce a sentire la moneta come interamente sua'. Un po' come una figlia, il cui padre sa bene che, pur amandola, non gli apparterrà mai interamente ma sarà solo dell'uomo che amerà. Così la moneta diventa protagonista di eventi che determinano la vita di chi la possiede: facendo del bene e migliorando la vita di chi ha un un'idole buona da un lato, punendo i malvagi dall'altro.
DA UNA CRONACA FAMILIARE – La storia, ha dichiarato lo scrittore siciliano, trae spunto da una storia realmente accaduta che si tramanda nella sua famiglia: un lontano parente, medico e numismatico, ricevette da un contadino un esemplare della rara moneta e ne fece dono a Re Vittorio Emanuele III. Appoggiandosi a questa cronaca, Camilleri crea una storia che parla di coincidenze e di bene e male, avvalendosi della consulenza di storici e numismatici. Sviluppare trame a partire da fatti storici e di cronaca è una particolarità del prolifico scrittore siciliano, per la quale è stato inizialmente incompreso dagli editori, ma che gli è valso l'enorme successo di pubblico. Che ritrova nei suoi libri una serie di tratti distintivi, un universo che gli appartiene: gesti, tic linguistici, abitudini espressive.
SCRITTORE, REGISTA E SCENEGGIATORE – Il padre di Montalbano, nato a Porto Empedocle (Agrigento) nel 1925, oggi vive a Roma. Oltre che scrittore è anche regista e sceneggiatore. Studiò regia presso l’Accademia d'Arte drammatica Silvio d’Amico, dove cominciò a collaborare come regista e sceneggiatore, insegnando dal 1977 regia per 20 anni. Nella classifica del 10 febbraio del Corriere, La moneta di Akragas è tra i primi dieci libri di narrativa italiana più venduti. Tra i più apprezzati e prolifici autori, Camilleri ha pubblicato per Skira La Vucciria, Dossier Renoir e Il cielo rubato; per Sellerio 17 romanzi della serie Montalbano e, per Mondadori, delle raccolte di racconti di Montalbano. Iniziò la sua fortuna nel '94 con La forma dell'acqua (il primo romanzo del commissario), confermata anche sul piccolo schermo a partire dal '99 con Il ladro di merendine (medie di share intorno ai 6 milioni). Le storie di Montalbano sono vendute in ogni parte del mondo, dagli Usa all'Iran. Con Il gioco degli specchi, pubblicato da Sellerio ai primi di giugno, Camilleri è tornato a raccontare le storie del commissario. Mentre a gennaio per Mondadori è uscito Troppu trafficu ppi nenti, versione siciliana, ambientata a Messina, della pièce shakeaspeariana Molto rumore per nulla, scritto in collaborazione con il regista Giuseppe Dipasquale.
COME UN FILM – Con una scrittura leggera e ricca di sfumature, che evoca immagini e atmosfere della Sicilia del primo Novecento, Camilleri tesse un racconto avvincente e imprevedibile, nel quale si avverte l'anima di sceneggiatore e regista. Come quando, ad esempio, assume il punto di vista dei contadini, passando dal registro dell'italiano medio dei personaggi istituzionali, al dialetto siciliano, ricco di gerghi e coloriture. Ma anche nella sua capacità di organizzare e presentare le trame, con frequenti feedback. L'alternarsi di piani temporali e stili linguistici ricorda gli stacchi cinematografici. Romanzo ideale da portare in vacanza.
La piccola moneta di Akragas
di Andrea Camilleri
Skira 2011
pp. 136
€ 15,00
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
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Commenti
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Vorrei scavare
nella sabbia
e trovare tesori
del passato.
E tu mi dici
scoprirai
bianche statue
e pietre
e conchiglie
e le monete d’oro
del soldato greco
in fuga
dalla guerra.
Dove si nascose?
Seguiamo il sentiero
fra boschi di eucalipto
e cespugli
di mirto, ginepro e cisto.
Fermiamoci
dove lui riposò
e una serpe lo morse
al collo.
La sua agonia fu atroce
morì accanto
...
Quest'idea regge tutto. Il resto ha colpi di scena, ma la scrittura è priva di sapore e di fantasia. Non amo la letteratura di Camilleri, non ne capisco il grande successo. È banale.
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