Un professore e un giornalista ci accompagnano, con occhio disincantato e innamorato, alla scoperta di una metropoli che è stata accampamento romano e poi capitale di un Impero. E che oggi, insieme a New York, rappresenta forse l'ultima carta dell'Occidente nella corsa verso una "buona" globalizzazione.
«Quando aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di marzo […] la gente è allora presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio»: parola di Geoffrey Chaucer. E se lo dice lui – che è il padre della letteratura inglese con i suoi Canterbury Tales – c’è davvero da credere che l’inizio della primavera sia il momento migliore dell’anno per visitare Londra. Certo, alla fine del ‘300 era piuttosto difficile immaginare l’attesa e la confusione che nel 2011 avrebbero caratterizzato le ormai imminenti nozze reali di William e Kate. E allora, se avete in programma una visita alla Capitale britannica ma preferite attendere che passi il grande evento, due volumi usciti da poco vi aiuteranno ad ingannare l’attesa e a preparare il viaggio familiarizzando con la città: parliamo di Londra Babilonia di Enrico Franceschini e di Londra. Ritratto di una città di Mario Maffi.
DUE AUTORI, DUE LIBRI, UNA CITTÀ – Enrico Franceschini, bolognese classe 1956, è corrispondente per La Repubblica da Londra, dove è arrivato nel 2003 dopo aver coperto le sedi di New York, Washington, Mosca e Gerusalemme; Mario Maffi è, invece, professore straordinario di Cultura anglo-americana all'Università di Milano, nonché autore - tra l'altro - di saggi su New York e sulla cultura del Mississippi. Due autori molto diversi, dunque, per formazione, attività e interessi. E, inevitabilmente, questo si riflette sui rispettivi lavori. Che nascono, per giunta, in due periodi molto lontani tra loro: il libro di Maffi, che Odoya ripubblica in questo inizio di 2011, risale alla fine degli anni ’90: si ferma, dunque, agli albori della Cool Britannia di Blair e dei laburisti, e non reca quasi traccia nè degli illustri e discussi “monumenti” dell’ultimo decennio (la ruota panoramica, tanto per fare un esempio) né degli avvenimenti sanguinosi che hanno segnato l’inizio degli Anni Duemila (gli attentati del 2005). Il libro di Franceschini, invece, è nuovo di zecca. E infatti, con l’ausilio di una struttura fatta di capitoli brevi e sintetici, è estremamente concentrato sull’attualità. Due libri complementari, dunque, e uniti da una profonda conoscenza e da un profondo amore per la Capitale che raccontano.
LONDRA BABILONIA, GUIDA PER ORIENTARSI NEL MOSAICO DEL PRESENTE - Il libro di Franceschini potrebbe essere adottato dall'ufficio del turismo britannico. Tutto, nelle sue pagine, sembra dire al lettore: "Sbrigati, cosa aspetti a lasciare tutto per trasferirti qui?". Ma il tono è così grazioso, e gli argomenti così forti, che all'autore si perdona volentieri una certa parzialità. Forse dovuta anche al fatto che la sua professione lo porta spesso a contatto con i protagonisti del bel mondo della Capitale: non mancano, infatti, i ricevimenti di corte con cui la Regina incontra i giornalisti stranieri, o le chiacchierate con i signori accigliati che popolano i club per gentiluomi del West End, ricordando le glorie passate di un Impero che non c'è più (e poco importa se la loro carta d'identità dice che non hanno potuto conoscerlo davvero). Certo, qualche riga viene dedicata anche al grigiore delle periferie, ai violenti delitti che vi si consumano, a una pacifica convivenza che, in certe zone della città (ancora troppo ampie), sembra sempre sul punto di crollare. Ma i motivi di attrazione della metropoli, il suo primeggiare nell'offerta culturale e nell'efficienza dei trasporti, nelle possibilità lavorative, nel tasso di criminalità contenuto, nella varietà delle lingue parlate (300!) ci suggeriscono che non solo aveva ragione Samuel Johnson a dire che "Chi è stanco di Londra è stanco della vita", ma che chiunque viva altrova, in fondo, forse sta solo scherzando.
LONDRA. RITRATTO DI UNA CITTÀ, OVVERO UN TRATTATO DI PSICO-GEOGRAFIA - Il libro di Franceschini è, insomma, una perfetta introduzione alla città come è oggi, l'ideale per chi si accinge a visitarla per la prima volta. Se invece siete amanti di lungo corso, o semplicemente conoscete già le immagini simbolo della Capitale, probabilmente il volume di Maffi è quello che fa per voi. Costruito sulle osservazioni di un trentennio, il saggio affronta la metropoli da tutti i punti di vista possibili. Quelli "materiali" (i palazzi, le strade, i fiumi ma anche le stazioni dei treni e dell'inevitabile metropolitana) come quelli "immateriali" (i suoni, le voci, le pagine dei libri, le canzoni popolari), fino a costruire un ritratto della città che è fatto soprattutto delle storie di chi l'ha abitata e degli avvenimenti che l'hanno forgiata. Ci sono i personaggi storici e quelli di fantasia, ci sono i guerrieri, i rivoluzionari, i banditi e gli aguzzini. Ci sono Jack lo Squartatore e Sherlock Holmes, Charles Dickens (colui che, forse, ha inventato l'immagine che il mondo ha di Londra) e William Shakespeare, Samuel Pepys, Daniel Defoe, i già citati Dottor Johnson e Geoffrey Chaucer. C'è la solitudine delle periferie, il grigiore di certe domeniche, la disperazione dell'East End, ma anche la semplice felicità di certi quartieri (come Lambeth, così vicino al centro eppure, fino a pochi decenni fa, ancora racchiuso in un'atmosfera strapaesana che diede tra l'altro i natali a Charlie Chaplin). Ci sono le tranquille vie di Islington, i movimentati mercatini, i pub dove gustare una birra amara e qualche piatto di un cucina tipica che, incredibile a dirsi, nonostante tutto esiste davvero. E poi i musei, le gallerie, le biblioteche, dove Maffi si insinua per compulsare le mappe delle epoche più diverse che restituiscono ognuna un'immagine diversa della città. Il merito dell'autore è quello di consegnarcene uno in più, se non totalmente nuovo senz'altro riccamente dettagliato. A ben vedere, Ritratto di una città si ferma quasi dove Londra Babilonia inizia. E allora, in attesa che il grande evento del 29 aprile passi, potete affidare a entrambi il compito di guidarvi nel viaggio che verrà: si tratti del primo incontro o di un ritorno di fiamma, potete stare certi che non sarà l'ultimo.

Londra Babilonia
di Enrico Franceschini
Laterza 2011
pp.164
€ 15,00

Londra. ritratto di una città
di Mario Maffi
Odoya 2011
pp.304
€ 18,00
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