Texas, sangue e kung-fu: il ritorno di Joe Lansdale

Domenica 20 Febbraio 2011 22:31 Massimo Barison Arts & Publishing - Libri
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Con Londra tra le fiamme (Fanucci) torna in libreria uno dei più dissacranti autori contemporanei, molto amato nel Belpaese. Un'occasione per ripercorrere la carriera di uno scrittore borderline, capace di stupire ogni volta. Anche quando sembra raccontare la solita storia...

Ospite di Serena Dandini nel giugno del 2009, durante il tour promozionale di Sotto un cielo cremisi, Joe Lansdale confessò di non avere una vera spiegazione per il successo che i suoi libri riscuotono nel nostro Paese. Nulla, se non un generico: "Agli italiani piacciono le cose strane". E il cosiddetto "genere Lansdale" strano lo è per davvero: un mix particolarissimo di horror, fantascienza, noir, thriller insaporito (come se non bastasse) con abbondanti dosi di sangue ed eros. Non per nulla lo hanno definito Mojo Storyteller, "narratore Mojo", dal titolo di uno dei suoi più famosi romanzi (Mucho Mojo, 1994). Dove per Mojo si intende la magia nera africana, in questo caso accompagnata da fiumi di sesso, umorismo e cazzotti. Lansdale stesso, quando scrive, è un fiume in piena. Le cifre, ma sono in continuo aggiornamento, parlano chiaro: 200 racconti, 20 romanzi, 25 sceneggiature (alcune a fumetti). Se continua così, Philip K. Dick e Simenon non potranno più dormire sonni tranquilli in fatto di prolificità.

LONDRA TRA LE FIAMME -
Ned la foca, scrittore futurista, è sopravvissuto all'attacco subito nella sua ultima avventura e ora, insieme ai colleghi Mark Twain, Jules Verne, H. G. Wells e a personaggi del calibro di Toro Seduto, una scimmia marziana e un robot, deve fronteggiare la minaccia degli alieni che vogliono invadere Londra e poi la Terra. Ovviamente, un viaggiatore del tempo complicherà il tutto. No, non è il delirio di un alcolizzato, e nemmeno il parto di una sofisticato generatore casuale di trame per romanzi di serie B. E' la storia, ridotta all'osso, che potete trovare nelle pagine di Londra tra le fiamme, appena uscito per Fanucci, in cui Lansdale torna a raccontare le avventure dei personaggi introdotti in un precedente romanzo, Fuoco nella polvere. Due avvertenze, nel caso decideste di leggerlo: 1) Lansdale genera dipendenza; 2) Sebbene i due romanzi contengano la giusta dose di surrealismo a cui Lansdale ha abituato i suoi lettori, nell'approfondire la sua bibliografia potreste scoprire che non sono poi così rappresentativi del suo immaginario di narratore. Perché Lansdale è soprattutto figlio del Texas (orientale, per la precisione), e i suoi racconti sono fatti della stessa materia di cui è fatta la sua terra. Villaggi sperduti e cittadine di frontiera, famiglie violente e giovani in cerca di riscatto, un senso dell'onore e del rispetto che, sempre, ignora i principi del politicamente corretto a cui la narrativa più recente sembra averci abituato. Il fantastico, certo, trova il suo giusto spazio, ma non è sempre preponderante come in questi casi.

SUCCESSO DI PUBBLICO E DI CRITICA -
Per vostra fortuna, potrete farvi un'idea accurata di quella che è la concezione "lansdaleiana" di letteratura grazie all'abbondante disponibilità di suoi romanzi sugli scaffali delle librerie italiane. Il catalogo è diviso in maniera tutto sommato equa tra Einaudi e Fanucci. La prima ha puntato molto sul celebre ciclo di Hap e Leonard - investigatori privati sui generis (uno bianco e progressista, l'altro nero, gay e conservatore) che hanno spesso a che fare con belle donne pericolose, gangster spietati e fantasmi del passato - e su quello del Drive In - un folto gruppo di aficionados del genere si ritrova intrappolato in un enorme Drive In: quasi subito, le regole del vivere civile fanno a farsi benedire. La seconda ha in catalogo molti romanzi "one-shot-one-kill", tutti da leggere per il ritmo indiavolato che li percorre, per le ambientazioni vividissime, per i personaggi sopra le righe e per la morale che, se guardate bene, trovate dappertutto: "il mondo è un gran brutto posto dove vivere, ma se siete persone per bene e con gli attributi un modo per cavarvela lo troverete sempre. Mentre i cattivi ci rimetteranno le penne". Qualche titolo? Atto d'amore, che secondo Andrew Vachss "contiene e anticipa tutti i libri e i film che verranno successivamente, pronti a celebrare il fascino dei serial killer contemporanei"; Freddo a luglio, una storia sul rapporto tra padri e figli, sull'amicizia e sul significato della vendetta; Il lato oscuro dell'anima, in cui assistiamo al dispiegarsi insensato della violenza più cieca sulla pacifica esistenza di una giovane coppia; In fondo alla palude (ma nella traduzione recente di Luca Conti, mi raccomando), romanzo di formazione ambientato negli acquitrini del Texas della Grande Depressione.

NON SOLO LA VITA, NEI LIBRI - Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura, Lansdale ha davvero svolto più di ogni altro narratore i mestieri più disparati: raccoglitore di rose (come Hap, con cui condivide anche la passione per le arti marziali), buttafuori, bidello, operaio in fabbrica. I suoi libri sono frutto tanto di questa esperienza di vita quanto della lettura vorace dei suoi autori preferiti: Burroughs e Twain, Bradbury, London e Howard, ciascuno maestro in uno dei generi che convergeranno nel già citato "genere Lansdale". Per il divertimento dei lettori di tutto il mondo, e in special modo di quelli italiani. I quali, se è vero che amano le cose strane, già nei prossimi mesi potranno addentare un nuovo frutto proveniente dal Texas. Negli ambienti, infatti, si sussurra che il nuovo "All the Earth, Thrown to the Sky" apparirà qui da noi in contemporanea con gli USA, se non addirittura in anteprima (e non sarebbe nemmeno la prima volta). Meglio che cominciate a smaltire gli arretrati.

Ultimo aggiornamento Domenica 27 Febbraio 2011 22:52

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