A ridosso delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità nazionale, l'autore di Romanzo criminale torna in libreria per raccontare la storia di chi ha fatto l'Italia. Tra personaggi reali ed eroi di fantasia, ripercorriamo un'epopea fatta di coraggio e tradimento, passione e calcolo, speranze e disillusioni.
Sebbene i personaggi dei suoi precedenti libri abbiano ormai guadagnato un posto di rilievo al cinema e alla tv - si è da poco conclusa la seconda serie tratta da Romanzo criminale e già a febbraio uscirà Il padre e lo straniero, pellicola diretta da Ricky Tognazzi - Giancarlo De Cataldo non abbandona la sua (seconda) vita da romanziere.
Ma questa volta, invece di indagare i torbidi retroscena degli ultimi quarant’anni di storia patria, il giudice-scrittore punta la propria attenzione su ciò che, nel bene e nel male, quegli anni li ha resi possibili. I traditori, uscito per Einaudi sul finire del 2010, è la storia di un pugno di personaggi (assai numeroso, com'è abitudine di De Cataldo) che lega la propria esistenza - reale o fittizia che sia - all'avventura dell’Unità d’Italia. Così, sul palcoscenico del racconto salgono di volta in volta avventurieri e spie, passionarie, prostitute e infermiere, nobili, briganti e mafiosi, in una sarabanda che è anche la cifra emblematica di un popolo che ancora oggi non sembra aver capito cosa significhi restare unito, nè pare avere la voglia e la pazienza di imparare a farlo.
DAL FILM AL ROMANZO - Il viaggio nel tempo di De Cataldo aveva anche una motivazione "cinematografica": sua, infatti, è la sceneggiatura - scritta a quattro mani con il regista Mario Martone - del film "Noi credevamo", passato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia e protagonista di una buona performance al botteghino nonostante una distribuzione a dir poco avara. Il materiale raccolto da De Cataldo doveva essere davvero enorme se, oltre al copione del film pubblicato da Bompiani in un volume di quasi 400 pagine, al nostro è rimasto nella penna quel tanto che bastava per riempirne altre 600. Del resto, è De Cataldo stesso a confessare, nell'intervista rilasciata a Curzio Maltese, di essersi "innamorato del Risorgimento perché è una storia di ragazzi, di avventura e passioni". Tutti elementi che fanno capolino già sulla copertina del libro: la ragazza dai capelli rosso fuoco sembra fissare sprezzante un futuro sul punto di arrivare, mentre i soldati in camicia rossa si battono perché lo stesso futuro non tardi a farsi avanti. Le premesse per una storia che lasci il segno ci sono già tutte.
PREGI E DIFETTI - Quando si parla di Giancarlo De Cataldo è impossibile non fare paragoni con il suo più grande successo. Del resto, la stessa impaginazione del volume, con quell'elenco di personaggi (e rispettivi ruoli) ad occupare entrambi i risguardi rimanda direttamente a Romanzo Criminale, così come questo è l'unico romanzo citato nella breve nota sull'autore in quarta di copertina. Inevitabilmente, I Traditori possiede tutti i pregi e i difetti della produzione dell'autore: la coralità della storia, il ritmo del racconto, l'abilità nell'intrecciare i piani e nel catturare l'attenzione del lettore. Ma anche una certa monotonia nello stile, qualche virtuosismo un po' fuori misura, lo stile eccessivamente sincopato che stride con i tempi lunghi propri dell'epica.
I Traditori
di Giancarlo De Cataldo
Einaudi 2010
pp. 582
€ 21,00
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