Una sola cosa impressiona più del fatto che Daryl Gregory, giovane promessa del fantastico americano, abbia coraggiosamente scomodato per il proprio primo romanzo addirittura il “sire“ Philip K. Dick: rilevare come la sua scommessa, lungi dal diventare reato di lesa maestà, sia stata sostanzialmente vinta.
L'editore Fanucci, forse senza saperlo, aveva un problema: come placare la “fame di Dick” che avrebbe assalito i lettori una volta esaurita (quasi) del tutto la pubblicazione delle opere dello scrittore di Chicago? Semplice (si fa per dire): pubblicando un romanzo che avesse tra i propri protagonisti - e chiaramente tra i propri ispiratori - giusto l’autore de La svastica sul sole e di Ma gli androidi sognano pecore elettriche?.
TRA CORAGGIO E INCOSCIENZA - Ad avere un'idea così brillante e, occorre dirlo, un po' incosciente è stato Daryl Gregory, giovane romanziere specializzatosi in racconti (uno di questi, Second Person, premiato nel 2005 con l'Asimov's Readers') che con Pandemonium imbastisce una storia al tempo stesso fantastica ed estremamente documentata. In un mondo identico al nostro, l'opinione pubblica è scossa dalla misteriosa minaccia di entità soprannaturali che, emergendo dall'inconscio individuale e dalla cultura pop, a partire dagli Anni '50 hanno dato il via a numerose quanto violente possessioni ai danni di persone apparentemente comuni. Le cui vite, inutile dirlo, non sono più state le stesse. Il protagonista di Pandemonium è il giovane Del Pierce: vittima da bambino della possessione di Hellion, uno dei "demoni" più pericolosi, ha subito nel tempo diverse ricadute. Ora, anche se lui ne farebbe volentieri a meno, pare che proprio nella sua esperienza si celi un segreto destinato a spiegare una volta per tutte - e forse a debellare - il misterioso fenomeno. Nel suo viaggio verso la verità, Del incontrerà le entità più potenti ed inquietanti, come il Capitano, il Piccolo Angelo, Madre Mariette. E, soprattutto, Valis, l'entità che si è impadronita di Philip K. Dick.
MODELLI ILLUSTRI - Proprio in questi giorni Fanucci rimanda in libreria la trilogia di Valis, che raccoglie gli ultimi tre libri scritti da Dick e in cui trova spazio la più approfondita riflessione mistico-religiosa formulata dall'autore. Non stupisce dunque che Gregory prenda in prestito il nome dell'Intelligenza aliena (che dà anche il nome al primo libro della trilogia) per battezzare una delle creature attorno a cui ruota il complesso disegno di Pandemonium. Eppure, i riferimenti agli autori classici della fantascienza si sprecano: da Van Vogt a Sturgeon passando per Ron Hubbard, ma anche George R.R. Martin - che, con i suoi sodali, nel ciclo di Wild Cards porta avanti un discorso per certi versi simile - e Michael Chabon - per lo sguardo affettuoso ai comics americani, e soprattutto a quelli supereroistici. Oltreché, va da sè, a Carl Gustav Jung: quando si parla di Archetipi, e i demoni di Gregory sono sostanzialmente questo, il suo nome non può mancare.
Nel 2009, con il suo secondo romanzo, Devil's Alphabet, il nostro è arrivato tra i finalisti del Premio Philip K. Dick ma la vittoria è andata alla scrittrice C.L. Anderson con Bitter Angels. Chissà che il devoto omaggio tributato al titolare del premio non gli valga, la prossima volta, un aiuto dalle stelle.
Pandemonium
di Daryl Gregory
Fanucci 2010
336 pp.
€ 17,00
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