Con Tecniche di resurrezione, secondo capitolo delle avventure dei gemelli de Valmont pubblicate per i tipi di Gargoyle Books, Gianfranco Manfredi torna a raccontarci una storia che non è solo d'orrore, ma rappresenta una profonda riflessione sui limiti della scienza e sulle origini del mondo moderno.
A differenza di molti suoi personaggi, Gianfranco Manfredi non ha dovuto attendere il morso di un vampiro per iniziare la sua seconda vita. E nemmeno la terza, la quarta o la quinta. Marchigiano trapiantato a Milano - e poi sfuggito alla metropoli per la tranquillità della Valchiavenna -, una laurea in filosofia, cantautore impegnato nei ’70 e oltre, sul finire degli ’80 Manfredi si avvicina al mondo del fumetto. Crea per l’Editoriale Dardo il personaggio di Gordon Link (un detective dell’orrore con qualche peculiarità che lo distingueva dal più celebre Dylan Dog) e passa poi a scrivere, per Sergio Bonelli Editore, proprio le avventure dell’Indagatore dell’Incubo e quelle del poliziotto Nick Raider. Nel 1997, sempre per Bonelli, esce il primo numero della sua serie più famosa - e probabilmente più riuscita - quel Magico Vento che, dopo 130 numeri, ha chiuso proprio nel settembre del 2010. Più o meno negli stessi giorni in cui, sugli scaffali delle librerie italiane, faceva la sua comparsa Tecniche di resurrezione di un certo Gianfranco Manfredi. Nessun caso di omonimia: il nostro, oltre che sceneggiatore cinematografico e televisivo, è anche romanziere. Per giunta, tra i più originali della scena italiana (non solo horror).
LA SAGA DEI VALMONT - Avendo a che fare con un autore così abituato alla serialità - televisiva o fumettistica che sia - non ci stupiamo nello scoprire che Tecniche di resurrezione è il “secondo episodio” del ciclo di Aline e Valcour de Valmont, i “gemelli scienziati” - lui medico, lei ricercatrice ante litteram - già protagonisti del precedente Ho Freddo, romanzo del 2008 che inaugurava la collaborazione tra Manfredi e l’editore romano Gargoyle. Ma non temano i lettori di trovarsi nel bel mezzo di una storia già cominciata: Tecniche di resurrezione, è vero, inizia dove Ho freddo terminava, e in più di un’occasione fa riferimento a ciò che avvenne in quelle pagine. Ma il cambio di ambientazione - dal New England di fine Settecento alla vecchia Europa di inizio Ottocento - oltre ad essere una scelta obbligata per i protagonisti che cercano di lasciarsi alle spalle gli orrori incontrati nel Nuovo Mondo, rappresenta anche per Manfredi un’ottima occasione per raccontare un’avventura nuova di zecca. Ai paesaggi agresti del Nordest statunitense, e agli animi superstiziosi dei suoi abitanti alle prese con l’orrore inspiegabile dei vampiri (o presunti tali), si sostituisce il formicolio della vita cittadina tra Londra (dove Valcour tenta di esercitare la propria professione) e Parigi (dove Aline cerca di ricomporre il patrimonio di famiglia dopo gli stravolgimenti portati dalla Rivoluzione Francese).
ROMANZO DI IDEE - Ma quello di Manfredi è anche, o forse soprattutto, un grande romanzo di idee. Il panorama “intellettuale” che lo scrittore delinea così abilmente è, in Inghilterra, quello delle prime dissezioni dei cadaveri, degli esperimenti galvanici condotti in nome di una scienza che mirava ad abbattere le barriere tra la vita e la morte; in Francia, quello del mesmerismo, ma anche dello studio del passato, dell’Egittologia nascente sulla scia delle campagne napoleoniche. Aline e Valcour, inconsapevolmente, si troveranno invischiati in un’avventura parallela, truculenta e pericolosissima. Una corsa contro il tempo per sventare, a Londra, la minaccia di un misterioso assassino “scientifico” - Doctor Ending, che nelle sue scorribande notturne prefigura la minaccia di Jack lo Squartatore - e per svelare, a Parigi, i misteri di una cultura antichissima e sconosciuta come quella egizia, che con il mondo dei morti sembra avere un'inquietante confidenza.
TECNICHE DI... COMPOSIZIONE - Come già in altri suoi lavori, e ci piace citare il bel romanzo del 2001 Il piccolo diavolo nero, Manfredi mostra un’assoluta padronanza dei tempi e dei luoghi dell’azione. Il “montaggio alternato” delle vicende londinesi e parigine, per non parlare dei frequenti excursus temporali nel passato vicino e remoto, fa da sfondo alle vicissitudini di un cast numerosissimo, in cui anche i personaggi minori hanno una caratterizzazione e un ruolo ben definito. In questo, probabilmente, Manfredi ha riversato l’esperienza accumulata nella scrittura di una serie corale come Magico Vento. Ma, ancora una volta, l’arma segreta dello scrittore è la sua quasi sconfinata curiosità, che in questo caso lo porta ad appassionarsi alle vicende di personaggi oscuri eppure, nel loro piccolo, protagonisti dei passaggi più significativi nella storia delle idee e della civiltà occidentale (ma non solo).
Recentemente gli scrittori italiani hanno saputo riadattare alla realtà del nostro Paese un genere letterario così intrinsecamente nordamericano come il noir: ora sembra essere giunto il turno della narrativa horror. Ma siccome Manfredi, da vero precursore, percorre questa strada da diversi anni, non poteva accontentarsi di sfornare una “semplice” storia dell’orrore. In possesso di un piacere di raccontare - non solo per dialoghi - quasi unico nel panorama della narrativa nostrana, l'autore, come altre volte in passato, ci regala un romanzo che è, in realtà, tanti romanzi: giallo per le indagini appassionanti, gotico per gli episodi soprannaturali, storico per i personaggi realmente esistiti, filosofico per lo scontro di idee che mette in scena. Se vi sembra poco...
Tecniche di resurrezione
di Gianfranco Manfredi
Gargoyle Books 2010
489 pp.
€ 18,00
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
| Il Sole 24 ORE - Finanza e Mercati - Azioni |
Commenti
RSS feed dei commenti di questo post.