È possibile che una storia produca un effetto reale tanto inaspettato quanto disastroso? Può davvero un racconto usurpare la realtà al punto da plasmarla a propria immagine e somiglianza, fino a digradare i confini tra realtà e immaginazione? Può, eccome. È lo strano caso di Sam Pulsifer a insegnarcelo; o meglio, a ricordarcelo.
Protagonista del quarto romanzo di Brock Clarke, il giovane Sam ha scontato una pena decennale in carcere per aver incendiato l’antica residenza di Emily Dickinson ad Amherst, nel New England, e per aver ucciso due coniugi nell’incendio. Fiammaiolo doloso? No: piromane e assassino accidentale, poco più che adolescente, suggestionato da inquietanti aneddoti materni che lo avevano spinto ad introdursi, nottetempo, nella casa della venerata poetessa americana. A quindici anni dall’accaduto, Sam è un uomo affrancato e felice: sposato a una donna che non conosce il suo passato, padre di due bambini, è impiegato presso un’azienda di packaging, incarico ottenuto a compimento di studi tecnici intrapresi dopo la rinuncia alla Facoltà di Lettere. Ma proprio mentre tutto sembra andare per il meglio, l’inattesa comparsa di un uomo basta a riavvolgere in pochi giorni il nastro sotterraneo che collega presente e passato, catapultando Sam nel riverbero improvviso del suo peccato originale. Investigatore estemporaneo, meno maldestro del suo giovane collega in tenuta professionale, Sam indaga segretamente sul misterioso susseguirsi di incendi inflitti a case di scrittori del New England, imbattendosi poco a poco nel segreto che innanzitutto ottenebra e sovrasta la storia della sua famiglia: il quadro sfuocato di una coppia genitoriale ancora unita e solidale. Se il filo spinato della verità riuscirà infine a lasciarsi districare, sarà di nuovo l’impostura a condannare Sam al suo immeritato e tragicomico destino.
CLASSICITA’ RIVISITATA E METALETTERATURA - Sulla debole e sommaria impalcatura di un giallo ad enigma che si risolve come mai la storia del genere ci ha insegnato e come mai il lettore potrebbe aspettarsi e desiderare, Case di scrittori del New England: la guida del piromane – prima esperienza di edizione italiana per l’autore statunitense – è un romanzo seducente e singolare, che interseca vette di suggestiva astrazione e potenza visiva a venature di precisione psicologica e disarmante umanità. Conciliatrice di opposti nel cortocircuito tra realtà e invenzione, marchio di colpevolezza e al tempo stesso strumento redentore, l’insegna ekfrastica del fuoco domina e percorre il testo in struttura circolare: è la fiamma che vendica l’ingenuità turbata del protagonista adolescente, innescando il dispiegarsi di eventi che con ritmo narrativo sempre più incalzante volgeranno alla tragica conclusione finale; è infine la fiamma che abbraccia e distrugge l’ultima speranza di salvezza e insieme l’ultima eccedenza di dolore per l’aspirazione a un sogno infranto di felicità domestica. Ma soprattutto, quando arde le case di poeti e romanzieri, il fuoco è la fiamma che ricongiunge il lettore alla Letteratura e ai suoi profeti, suggellando il valore incedibile della memoria – passato che ritorna, finché “nascondersi non ha più senso” – nella vita personale e culturale di ogni uomo e di ogni cittadino. Memoria come tradizione, riserva di racconti eletti a basamento della storia: la letteratura, Storia delle storie, e la bizzarra vicenda di Sam Pulsifer, carnefice e pirandelliana vittima a un tempo della finzione che ne attanaglia la credibilità di uomo e di personaggio. Nient’altro che realtà depotenziata e romanzata, il racconto – leggenda o menzogna – assurge ad arbitro di vita e di scrittura, quasi a lasciar libera la storia – e con essa il libro che leggiamo – di inventarsi e scriversi da sé: e così, magistralmente, di farsi letteratura.
Case di scrittori del New England: la guida del piromane
di Brock Clarke
Einaudi 2010
pp. 349
€ 20,00
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