
Si è da poco conclusa la Social Media Week (SMW), il festival della rete che si è svolto contemporaneamente in dodici metropoli internazionali (da Beirut a Los Angeles), e già si pensa a quello di febbraio 2012.
L’EVENTO – Nata nel 2009 a New York e ormai alla sua terza edizione, la SMW ha visto tra le protagoniste anche Milano, che dal 19 al 23 settembre ha ospitato una serie di incontri stimolanti e creativi, con l’obiettivo di divulgare il concetto di “Democratizing Technology” e diffondere una cultura digitale costruttiva, ma ha certamente rappresentato un’opportunità per le imprese, che hanno cercato di capire in che modo sfruttare al meglio la comunicazione digitale come canale per fidelizzare e attrarre nuovi clienti, suscitando molto interesse principalmente tra i giovani. Grande attenzione soprattutto ai social network (tra cui Facebook, Twitter, LinkedIn e Viadeo) e all’impatto che possono avere sulla società e sul mondo dell’impiego. All’Università Cattolica, partendo da un sondaggio realizzato dal gruppo LinkedIn – Il mercato italiano del lavoro, si è discusso dell’aspetto social del lavoro e di come utilizzare efficacemente la piattaforma internet per candidarsi a determinate posizioni, altrettanto utile per le aziende sia per cercare candidati sia per valorizzare il personale interno. Interessante il gruppo LinkedIn – Alumni dell’Università Cattolica, come luogo virtuale di incontro tra le esigenze dei neolaureati e quelle delle imprese. Altri eventi si sono susseguiti prevalentemente nei Chiostri Cinquecenteschi dell’Umanitaria, che ha rappresentato l’headquarters dell’e-festival, una manifestazione legata dal fil rouge della condivisione di conoscenza, sempre più aperta e libera nel web. Ampio spazio è stato dedicato alle start up, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi sui temi dei new media e l’occasione per “fare rete”.
SPAZIO ALLE START UP – Ampio spazio è stato dedicato alle start up, che hanno avuto la possibilità di confrontarsi sui temi dei new media e l’occasione per “fare rete”. Roberto Bonzio, fondatore di Italiani di frontiera parla di una vera e propria “rivoluzione culturale ormai indispensabile per salvare questo Paese”, che deve avvenire attraverso il web e i new media. Lo vedi armeggiare con fili e cavi insieme allo staff, per la preparazione del workshop e subito dopo moderare l’incontro da abile comunicatore. Si presenta come una sorta di Steve Jobs di casa nostra, uno open mind, che invita a ragionare “out of the box” (fuori dagli schemi), adottando un pensiero innovativo e più orientato al futuro, e non manca di criticare, viceversa, un certo malcostume italiano fatto di diffidenza e rassegnazione, che spesso blocca sul nascere lo sviluppo delle idee più originali. Bisogna andare a scoprire il resto del mondo e tornare carichi, ci dice, ed è carico lui, dopo un viaggio di sei mesi alla Silicon Valley, dove ha potuto riscontrare la straordinaria presenza di talenti italiani, che lì trovano terreno fertile per realizzare le loro idee e che in Italia sono troppo spesso ignorati. Vincente il binomio innovazione-territorialità a cui si ispira Fior di Risorse, il social business network nato nel 2008 su LinkedIn con l’intento di aggregare il middle e top management del Centro Italia, favorendo la cooperazione tra le imprese del territorio, con un’attenzione all’etica e alla responsabilità sociale. Tra i suoi partner: Fondazione Mayer e Emergency. Il fondatore del gruppo Osvaldo Danzi, toscano doc, è stato uno dei primi ad intuire le potenzialità del web per le risorse umane, che ha rivoluzionato il modo di aggregare le persone e di condividere la conoscenza. E dalla piattaforma web virtuale si passa ai luoghi reali di incontro, in cui si ha la possibilità di conoscersi direttamente, scambiarsi informazioni e condividere opportunità lavorative.
WEB 2.0, PARLANO LE DONNE – In aumento anche il fenomeno delle wwworkers al femminile, capaci di reinventarsi sul web, soprattutto dopo il periodo di gravidanza, per il reinserimento al lavoro o per trovare nuove strade. E la rivoluzione del 2.0 supera i limiti organizzativi delle imprese e della struttura sociale, che certamente svantaggia la posizione della donna lavoratrice-mamma. Secondo una ricerca del CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato) effettuata su un campione di 101 piccole e medie imprese italiane, ben il 54% delle intervistate ha creato da zero una nuova impresa, mentre il 63% non ha utilizzato alcuno strumento di analisi di mercato, quindi le aziende al femminile contano spesso solo sulle proprie risorse e includono familiari nella costruzione del progetto. Un fenomeno in notevole crescita, ma che ancora non è diffusissimo in Italia.
UNO SGUARDO AL FUTURO – Dopo il rapido successo della Social Media Week di settembre, il prossimo appuntamento sarà il 13-17 febbraio, questa volta a Roma e contemporaneamente a New York, San Francisco, Washington DC, Miami, Toronto, Londra, Parigi, Hong Kong, Tokyo, Singapore e San Paolo; e promette di essere ancora più grande di quello appena passato. Si calcola infatti che ci saranno oltre 40.000 presenze e mezzo milione di connessioni on-line, che riporteranno l’evento in streaming, così ha detto Toby Daniels, fondatore e CEO di Social Media Week. E allora, nel frattempo, non ci resta che essere social!
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