Russia - Italia, l'anno della cultura

Lunedì 22 Agosto 2011 00:00 Giulia Amarisse Arts & Publishing - Cultura
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Sull’onda di un sodalizio culturale già ufficialmente in vigore da diversi anni, il Bel Paese è chiamato quest’anno a un incalzante dialogo artistico e didascalico con il gigante russo. L’”Anno Russia-Italia 2011”, pattuito dai governi dei due paesi, annuncia una ricca moltitudine di eventi e progetti congiunti – in parte conclusi, ma soprattutto cospicui nel periodo estivo e autunnale – che avranno toccato, al termine delle attività, i principali poli culturali italiani e trentadue città russe. Tradizione, memoria e innovazione i cardini tematici dell’iniziativa, che offre eccezionali occasioni di approfondimento personale e profondi stimoli alla valorizzazione storica e turistica dei luoghi della cultura, sul brillante esempio della mostra unificata Leopardi-Tolstoj.

A sostegno di un’economia sempre più gemellare sul piano energetico, finanziario e tecnologico, le ormai note “relazioni privilegiate” tra Italia e Russia si avviano a maturare sul piano culturale. A tale scopo è ufficialmente in corso, dal febbraio 2011, l’Anno della cultura e della lingua russa in Italia e della cultura e della lingua italiana in Russia, una ricca iniziativa di sistema che coinvolge le massime istituzioni pubbliche e private italiane e russe nella realizzazione di più di mille complessive attività, tra grandi e piccoli eventi culturali volti ad approfondire la conoscenza e il reciproco scambio del patrimonio artistico e linguistico dei due paesi. Sulla base dell’accordo di collaborazione culturale e didattica formalmente istituito il 10 febbraio 1998 e in vigore dal principio del nuovo millennio, il progetto intende offrire un impulso a lungo termine al consolidamento su suolo civile dell’autorevole posizione che il nostro Paese ha recentemente assunto all’interno della Federazione Russa, dando seguito a quanto già predisposto, nel settore dell’istruzione, con l’inserimento nel 2007 della lingua italiana tra le materie d’insegnamento ammesse dai programmi ufficiali del sistema scolastico russo. Ispirato al Memorandum d’intenti firmato nel maggio 2010 tra il ministro italiano dei Beni e delle Attività culturali Sandro Bondi e il ministro russo della Cultura Alexandr Avdeev, l’Anno "Russia-Italia 2011” presenta così al pubblico italiano un denso calendario estivo e autunnale di percorsi letterari, teatrali, cinematografici, pittorici, musicali, sportivi e spirituali in cui e le affinità e le diversità di due paesi in costante dialogo sapranno incrociarsi e integrarsi, in virtù di quell’attento connubio di apprendimento e diletto che sempre si rivela tra i più solidi fondamenti del mutuo interesse e dell’intesa tra i popoli.

PITTURA, CINEMA, TEATRO E NON SOLO - Inaugurato a febbraio da una mostra dedicata al pittore sovietico Alexandr Deineka presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma, l’Anno italo-russo continua a battere la strada dell’esposizione artistica con la rassegna I tesori dello zar, i cui pezzi, provenienti dalla collezione dell’Armeria del Cremlino, saranno visibili fino ad ottobre nelle sale di Palazzo Pitti a Firenze, già sede in primavera della mostra dedicata ai capolavori dell’arte russa provenienti dal Museo Russo di San Pietroburgo, mentre il pubblico moscovita ha potuto ammirare I tesori dei Medici al Cremlino. Negli affollati Uffizi fiorentini stazionerà da ottobre a dicembre la Madonna con Bambino del toscano Coppo di Marcovaldo, in prestito dal Museo Puskin di Mosca, dove sono già stati esposti capolavori rinascimentali degli illustri Raffaello Sanzio e Sandro Botticelli. Protagonisti dello scambio pittorico saranno, in mostra al Puskin, anche Antonello da Messina e Caravaggio, quest’ultimo in esposizione sino al febbraio 2012. La sezione cinematografica ha promosso una rassegna della documentaristica russa nell’ambito del festival cinematografico di Pesaro, nonché il festival dedicato alle registe russe Sguardo di donna, ospitato a Como e Lecco nel mese di maggio. Un cenno alle novità e alle risorse future proviene dai due appuntamenti in programma per il mese di dicembre a Roma e a Bari, che ospiteranno rispettivamente il festival del cinema russo Padri e figli. Contrapposizione di due generazioni e il festival Giovane cinema russo. In risposta, una selezione di pellicole italiane è stata presentata a Mosca dalla Biennale di Venezia e dalla NICE Film Festival, mentre non si è ancora concluso il progetto Il cinema italiano tra memoria e futuro, in corso a Mosca e in altre città russe. Le principali iniziative teatrali si concentrano, sul versante italiano, al Teatro Valle di Roma e ai milanesi Piccolo e Franco Parenti, dove nei prossimi mesi si svolgerà la tournée del Teatro Maly di San Pietroburgo con la rappresentazione degli spettacoli Fratelli e sorelle, Il signore delle mosche, Zio Vanya, Tre sorelle, Vita a destino. Per parte russa, la tradizione teatrale italiana – incarnata dall’Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni, dalle maschere della commedia dell’arte e dal teatro di marionette – sarà ospite nei primi mesi autunnali in numerose città della Federazione, tra cui le principali Mosca e San Pietroburgo. Anche il teatro promuove la giovane regia con il progetto On-Theatre. Milano, in svolgimento nel capoluogo lombardo e a San Pietroburgo fino a settembre. Non meno rilevanti gli spettacoli di musica e danza, che chiuderanno solennemente l’Anno con l’esibizione a Mosca del Requiem di Verdi e del Balletto del Teatro della Scala. Notevoli infine le iniziative interdisciplinari, tra cui il festival della cultura russa Russia-Italia attraverso i secoli, prevista per il dicembre romano e organizzata congiuntamente dalla Fondazione Archivi del Novecento per parte italiana e dalla Direzione dei programmi internazionali del MAE per parte russa. Una nota di umorismo sarà infine elargita dalla mostra Satira in Russia, dedicata all’arte della caricatura, che fino all’inizio di ottobre esporrà i disegni dei migliori autori russi dagli anni Settanta ad oggi presso il Museo della Satira e della Caricatura della provincia toscana di Forte dei Marmi.

GLI SPAZI LETTERARI - Fiore all’occhiello di un’iniziativa che concede ampio spazio agli eventi d’istruzione, dialogo e ricerca finalizzati alla promozione dello scambio universitario e linguistico tra Italia e Russia, la sezione letteraria propone vivaci eventi bilaterali rivolti tanto a lettori appassionati, russofili o italofili, quanto a semplici cittadini italiani e russi che scelgano di scoprire un patrimonio affine di stili e pensiero, rimarcando nondimeno i propri specifici caratteri identitari di appartenenza storica, geografica e culturale. Accanto a progetti di sostegno alle reciproche traduzioni di brani letterari e alla pubblicazione di numeri speciali nelle riviste artistiche e letterarie nazionali, un pregevole spazio espressivo sarà dedicato alla poesia, che in lingua italiana allieterà fino a settembre l’elegante metropolitana di Mosca secondo l’originale progetto Poesia in metro. Se il 26 maggio si è svolto presso l'Ambasciata Italiana a Mosca il quinto incontro con il terzo ciclo di letture classiche promosse dalla Fondazione De Sanctis, il settembre russo accoglierà un nuovo rilevante appuntamento per la letteratura nostrana, che parteciperà, sul versante contemporaneo, alla Fiera Internazionale del Libro della metropoli moscovita. La via ferroviaria della Transiberiana ospiterà incontri e soggiorni letterari all’insegna del ragguaglio diretto con gli artisti italiani, conformemente a una modalità divulgativa che mira al cuore della tradizione letteraria dei due paesi fino a comparare i nomi di Giacomo Leopardi e di Lev Tolstoj. Ha infatti preso avvio ad inizio luglio, per protrarsi alla fine di novembre, l’importante progetto Leopardi-Tolstoj: i grandi parchi letterari europei, dal Colle dell’Infinito ad Jasnaja Poljana, con l’intento di valorizzare il rapporto tra produzione letteraria e territorio di riferimento alla luce di due percorsi complementari di vita e scrittura. Al progetto afferisce la suggestiva mostra congiunta Leopardi-Tolstoj. Il respiro dell’anima, visitabile fino al 21 agosto nei locali delle Cantine Storiche di Palazzo Leopardi a Recanati e dal 1° ottobre in Russia, nella Tenuta-Museo di Jasnaja Poljana dove nacque e visse a lungo l’autore di Guerra e Pace. Promossa dalla Regione Marche e dalla Fondazione Tolstoj, con il patrocinio del Ministero della Cultura della Federazione Russa e in stretta collaborazione con il Centro Nazionale di Studi Leopardiani e il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura “G. Leopardi”, la mostra offre un inedito e accurato percorso iconografico tra oggetti quotidiani, fotografie, ritratti, manoscritti, memorie e documenti familiari dei due geni posti a confronto, illustrandone i parallelismi cronologici e le rispettive evoluzioni intellettuali e artistiche, maturate dal comune punto di partenza delle possenti biblioteche di famiglia. Il tema della scrittura, approdo condiviso da personalità solidali e antitetiche – comunque unite da snodi morali e dal medesimo rapporto irrequieto e viscerale con la realtà esterna –, spazia dalle sudate carte leopardiane agli scritti di Tolstoj, dedito fino alle ultime settimane di vita alla fervorosa attività redazionale nell’assistita e oppressa intimità del suo studio a Jasnaja Poljana, per ripercorrere le tortuose tracce della composizione creativa dei due autori. Sullo sfondo materiale e simbolico del raffronto, ma sempre nitidi e decisivi tra l’odio e l’amore, emergono i due rispettivi luoghi natali, destinati oggi a incontrarsi nella rete internazionale dei parchi letterari grazie alla premurosa amministrazione dei discendenti Leopardi e Tolstoj: il «natio borgo selvaggio» del conte Giacomo, che non amò la sua bigotta patria recanatese da cui tentò la fuga senza successo prima di allontanarsene per sempre alla volta dell’ultimo soggiorno napoletano, e la villa di Jasnaja Poljana cara a Lev Tolstoj, che pure la abbandonò, anch’egli fuggiasco, a una decina di giorni appena dal decesso, a suggello di una crisi familiare che ne affliggeva la libertà di slancio intellettuale e la pace interiore; quello che anche per Leopardi fu “il respiro dell’anima”.

Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Agosto 2011 08:48

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