Videogiochi - Catturati dalla rete

Martedì 07 Giugno 2011 20:37 Daniele Nicolini Arts & Publishing - Cultura
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Nell’era del digitale e del Web 2.0, anche il tempo libero viene sempre più “risucchiato” dalla tecnologia e dalla rete. E le occasioni per lasciarsi trascinare nel vasto mondo dei videogiochi non mancano. Un’industria miliardaria, che si è sviluppata rapidamente nell’arco di poco più di mezzo secolo partendo da una semplice idea in un laboratorio di New York.


L’ALBA DI UN NUOVO MONDO
– È il 1958 quando il fisico William Higinbotham ha l’idea di sfruttare la complessa tecnologia del Brookheaven National Laboratory per realizzare un gioco di tennis per due players. L’immagine è chiaramente molto semplice e viene mostrata su un oscilloscopio, ma la palla già si muove rispettando le leggi di gravità. L’idea del videogioco inizia così a diffondersi, ma rimane comunque ristretta ad un mondo di tecnici e ricercatori ventenni, considerata la diffusione limitata della necessaria tecnologia. Influenzato dalla corsa allo spazio in piena guerra fredda, nel 1961 un ricercatore del MIT, Steve Russel, crea Spacewar!, una sfida interstellare nella quale due astronavi cercano di eliminarsi a vicenda. Lo crea per il nuovo computer dell’epoca, il PDP-1, una sorta di frigorifero da 120.000$, e ciò consente al suo gioco di essere il primo ad godere di una discreta diffusione. Lo sviluppo dei videogiochi corre veloce quanto la crescita tecnologica e solo cinque anni dopo si arriva al primo prototipo di console, che è in grado di portare il dilagante fenomeno di questa nuova forma di intrattenimento nella casa di ogni possessore di televisione. Questo rivoluzionario prodotto si chiama Magnavox Odyssey ed viene creato da Ralph Bear, un ingegnere ebreo tedesco, emigrato negli USA per sfuggire alla persecuzione nazista.

NASCE UN’INDUSTRIA – Sono gli anni Settanta che vedono il mondo dei videogiochi svilupparsi in una vera e propria industria. Sono gli anni in cui iniziano a diffondersi le macchine a gettoni e si intravedono delle possibilità imprenditoriali. Per queste ragioni Nolan Bushnell decide nel 1972 di fondare Atari, prima vera grande azienda di successo del settore. Un risultato legato anche al primo gioco arcade che produce nello stesso anno: il celebre Pong, una sorta di tennis da tavolo stilizzato.  Per molti si tratta dell’anno zero dell’industria videoludica. Un settore che inizia a svilupparsi in modo interessante anche fuori dagli Usa, e in particolare in Giappone. Nel 1978 i nipponici sfondano nel mercato grazie a Space Invaders, un arcade che entrerà per sempre nell’immaginario collettivo. Solo due anni dopo è ancora nel Sol Levante che nasce un’altra icona del mondo videoludico: Pac-Man. Creato da Tohru Iwatani e ispirato ad una pizza senza una fetta, introduce una prima grande innovazione: è fondato su un personaggio, un protagonista che può diventare un’icona. Intanto la Atari crea una console per i suoi giochi, che inizia a diffondersi in modo capillare nelle famiglie. Il mondo dei videogiochi sembra crescere senza sosta.

LA FRENATA E LA NUOVA LINFA – L’inizio degli anni Ottanta invece segnala un brusco crollo delle vendite e molte aziende del settore falliscono rapidamente. La diffusione dei personal computer, così come la concorrenza eccessiva allontanano il pubblico da questa forma di intrattenimento. Del resto molte imprese si erano lanciate nel mercato alla ricerca di soldi facili, generando come effetto collaterale un brusco calo nella qualità dei prodotti. È la discesa in campo della Nintendo a risollevare le sorti di quest’industria. Un ingresso guidato dal più celebre personaggio della casa giapponese, il celebre idraulico Mario attraverso la serie di Donkey Kong. Quest’icona del mondo dei videogiochi viene creata da Shigeru Miyamoto, un artista e non un programmatore. È il segno che lo sviluppo dei videogiochi non è più solo cosa di tecnici, ma inizia a richiedere figure con ben altro percorso professionale. Il mercato prende nuovo slancio e il panorama videoludico diventa sempre più vario: nascono nuovi generi di giochi, si diffondono i primi apparecchi portatili e altri giganti (come SEGA) si lanciano nel settore.

SVILUPPI RECENTI – Dal 1985 il settore videoludico ha ricominciato a crescere e a svilupparsi ad una velocità impressionante. Le nuove possibilità tecnologiche permettono inoltre una svolta a favore del realismo. Se infatti ,in precedenza, i protagonisti avevano tratti da cartone animato, o erano inseriti in contesti fiabeschi, i produttori dei videogiochi iniziano dagli anni ’90 una corsa verso la realtà. Sfumando il confine con il mondo virtuale si innescano però anche molteplici polemiche sul ruolo potenzialmente diseducativo e alienante che possono avere sui giovani. Una polemica che il senatore democratico Joseph Lieberman solleva persino nelle udienze congressuali. Nella convinzione che il settore non si può autoregolamentare nasce dunque l’ERSB Rating System, una commissione che definisce l’età minima adeguata per un videogioco. Una misura che viene replicata in forme analoghe anche nelle altre aree geografiche.

MONDI PARALLELI – Al giorno d’oggi, il mondo dei videogiochi ha assunto proporzioni indescrivibili. Al mondo gaming attraverso console, in cui si sono inseriti colossi come Sony e Microsoft, si è accostata la diffusione attraverso PC e apparecchi portatili, come anche gli Smartphones.  Delle molte innovazioni che hanno stravolto questa particolare industria una delle più rilevanti è sicuramente la diffusione capillare di Internet. Non solo il gioco era entrato nelle case di tutti, ma ora dal proprio salotto si può sfidare in tempo reale una persona dall’altra parte del pianeta. Una novità che non poteva non modificare il modo con cui venivano concepiti i videogiochi. L’evoluzione forse più interessante fu la nascita di un genere innovativo: i MMORPG (Massive Multiplayer Online Role-Playing Game). Il filone ha il primo grande successo con Ultima Online, gioco creato nel 1997, nel quale il mondo in cui ci si immergeva era popolato – quasi – esclusivamente dagli avatar degli altri giocatori in carne ed ossa. Si generava così qualcosa di molto simile ad una realtà virtuale vera e propria. Un fenomeno che negli anni assume delle proporzioni sorprendenti, come nel caso di una delle sue incarnazioni più recenti, World of Warcraft, che supera i dieci milioni di giocatori iscritti.

ALLA PORTATA DI TUTTI – Ma nell’immenso mondo della rete non mancano “fenomeni”, spesso più di nicchia e gratuiti, sviluppati con mezzi assai più ridotti dei budget milionari delle grandi case di produzione. Computer di una certa potenza sono ormai alla portata di tutti e internet permette di connettere facilmente gli users con un click, così oggi ogni appassionato può cimentarsi nella creazione del proprio videogioco. È in questo modo che si sono sviluppati molti dei cosiddetti browser games, ovvero giochi fruibili semplicemente tramite il browser del nostro computer. Un panorama che ha come unico limite la fantasia e l’ingegno dei nuovi “Higinbotham”. Si va dai giochi strategici(Travian, Ogame) alle avventure fantastiche(Minecraft), dai “simulatori di fattoria”(Farmville) alla gestione di una squadra di calcio (Hattrick). Di questa vasta realtà una delle forme più interessanti e che raccoglie sempre più affezionati è quello dei giochi di ingegno, nei quali l’obbiettivo è testare il proprio QI. Una branca che assume declinazioni differenti, di cui una delle più curiose è quella dei riddle-game. Tra i molti disponibili gratuitamente in rete possiamo citare Notpron, Fuga da Mindskell o Enigmi.net. L’utente è qui invitato ad affrontare una serie di enigmi, di taglio informatico o scientifico, per poter proseguire nella storia. Insomma, il mondo dei videogiochi si è evoluto in un modo che difficilmente avrebbe potuto immaginare quel fisico del Brookheaven National Laboratory mezzo secolo fa, quando si dilettava con un semplice gioco di tennis su di un oscilloscopio.

Ultimo aggiornamento Mercoledì 08 Giugno 2011 07:18

Commenti  

 
0 # irene 2011-06-09 17:03
Bell'articolo :)
E comunque e' impressionante pensare all'inizio dei videogiochi e vedere cosa stanno facendo adesso..... sono rimasta piuttosto affascinata dall'ultima feature dell'xbox: sensore di gesti: devi solo metterti davanti alla tv e muoverti e cosi' il tuo avatar si muove come te... il telecomandino della wii e' gia' superato!
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