Giugno 2011: due personaggi storici del fumetto italiano, Zagor e Nathan Never, compiono rispettivamente 50 e 20 anni. Chi sono, cosa significano e come vengono festeggiati i personaggi simbolo di una Casa Editrice, la Sergio Bonelli Editore, che pur guardando al futuro non rinuncia a celebrare i propri traguardi.
Per una casa editrice dalla storia così lunga, i decennali non sono certo una novità. Delle sei testate mensili che, attualmente, la Sergio Bonelli Editore manda in edicola, non ce n’è una che abbia meno di due lustri: la più “giovane” è
Dampyr, il cui primo numero ha visto la luce nel 2000;
Tex ha toccato i sessanta nel 2008,
Dylan Dog ne compie quest’anno 25 e
Julia di Giancarlo Berardi è a quota 13, come anche
Brendon - che però è bimestrale.
Martin Mystère, che bimestrale lo è diventato nel 2005, compirà 30 anni nel 2012, con tutte le conseguenze possibili su una testata dedicata agli enigmi del passato. Eppure, questo giugno 2011 sarà un mese da ricordare per tutti gli
aficionados di Via Buonarroti (sede storica della Bonelli), perché ben due gloriosi personaggi come
Zagor e
Nathan Never spegneranno, rispettivamente, 50 e 20 candeline. Tanti quanti sono gli anni che ognuno di loro ha trascorso al servizio dell’Avventura.
LO SPIRITO CON LA SCURE - Il suo vero nome è Patrick Wilding, ma i pellerossa del nord-est degli Stati Uniti lo chiamano Za-Gor-Te-Nay, lo Spirito con la Scure. Perché si muove silenzioso come un fantasma, è apparentemente ubiquo e invulnerabile e per fare giustizia dei propri nemici usa una pesante quanto rapida ascia fatta di legno e pietra. L’epoca in cui si muove è quella attorno al 1830, quando le 13 Colonie si erano rese indipendenti da un tempo relativamente breve e la grande corsa all’Ovest era ancora all’inizio; il suo regno è Darkwood, curiosa foresta tropicale “situata nella Vecchia Frontiera americana, vicino ai Grandi Laghi e al Canada”, secondo il sito della Casa Editrice. Ovviamente, si tratta di un luogo che, in origine, esisteva solo nella fantasia del suo creatore, quel Sergio Bonelli che, conducendo parallelamente l’attività di editore, nel 1961 creò il personaggio e il suo mondo con lo pseudonimo di Guido Nolitta. Per “capire se il lavoro degli sceneggiatori valeva tutti i soldi che gli davo”, confessa lui stesso a Giuliano Zincone di
Sette. Evidentemente l’autore ci prese gusto, e infilò nella serie le s

ue passioni letterarie e cinematografiche, rendendola una
summa di tutti i generi dell’avventura classica. Sulle sue pagine hanno trovato spazio, oltre ai pionieri americani e ai pellerossa, pirati e scienziati pazzi, vampiri e druidi, alieni, mummie e samurai.
MISSIONE IMPOSSIBILE... O QUASI - Ovviamente, non si contano le occasioni in cui il nostro eroe ha salvato il mondo da una fine certa. Da solo o in compagnia, perchè Zagor ha molti alleati che hanno compreso l’importanza della sua missione: dal fedele Tonka, capo della tribù dei Mohawk al Colonnello dell’Esercito Norman Perry; dai cacciatori di pellicce Doc Lester e Pablo Rochas al Capitano Fishleg, che con la ciurma della
Golden Baby è sempre presente quando i guai arrivano dal mare; da Guitar Jim, pistolero canterino un po’ truffatore e un po’ eroe, al tenebroso Andrew Cain, inesorabile cacciatore di streghe e di demoni che tanto deve al personaggio di
Solomon Kane creato da Robert E. Howard (il papà di
Conan il Barbaro). Tutti loro si aggiungono all’inseparabile Cico, la spalla comica che nonostante la considerevole circonferenza (gli indiani lo chiamano “Piccolo Uomo dal Grande Ventre”) non rinuncia quasi mai ad accompagnare il Nostro in ogni avventura. Proprio Cico, con le gag di cui soprattutto all’inizio della serie era protagonista, rappresenta uno dei principali motivi di dissidio tra Sergio Bonelli e il padre Gianluigi, creatore di
Tex. Quest’ultimo, infatti, tollerava poco gli incipit farseschi che spesso il figlio forniva alle avventure dello Spirito con la Scure, e considerava Cico un personaggio sostanzialmente inutile: infatti, sono poche le storie che il patriarca della Casa Editrice (e, probabilmente, del fumetto italiano)

ha scritto per la creatura del figlio. Ma questo, in fin dei conti, non si è rivelato un gran problema: oltre ad aver creato, tra la fine degli Anni ’60 e la fine dei ’70, uno dei cicli più felici dell’intera produzione a fumetti del nostro Paese, Sergio Bonelli ha messo alla prova su Zagor alcuni dei più importanti autori dell’ultimo trentennio.
In primis, quell’Alfredo Castelli e quel Tiziano Sclavi che, di lì a poco, avrebbero dato vita ai loro personaggi più famosi. Stiamo parlando di
Martin Mystère e di
Dylan Dog, che dunque devono qualcosa alla testata dello Spirito con la Scure. Oggi, Sergio Bonelli fa l’editore (quasi) a tempo pieno, dedicandosi di tanto in tanto alla stesura di qualche soggetto per Tex, e le redini della testata sono in mano a Moreno Burattini, un ex lettore passato “dall’altra parte della tavola”, per così dire, e a un pugno di validi scrittori. La bandiera della tradizione è tenuta alta da Gallieno Ferri (nell'immagine a sinistra, con lo stesso Bonelli), creatore grafico del personaggio, autore del primo numero, di innumerevoli avventure e di tutte le copertina della serie. Nell’attesa che Zagor compisse 50 anni, il 21 marzo scorso Ferri è arrivato a quota 82: decidete voi chi è il vero eroe.
(1 - continua)