Nel 2001 nasceva in USA l'avventura dei libri viaggiatori.
Cifre, storie, numeri e celebrazioni di un'iniziativa che ha conquistato il mondo.
Ron Allen Hornbaker e sua moglie Kaori ebbero l’idea nel marzo del 2001. L’allora quarantenne programmatore del Kansas e la sua compagna, probabilmente, cercavano solo un modo per trasmettere a parenti, amici e conoscenti il loro amore per la lettura, per gli scrittori e per i libri. Qualcosa che rispondesse al bisogno quasi fisiologico di suscitare negli altri le stesse emozioni con cui una pagina, un racconto o un romanzo li avevano irrimediabilmente conquistati. Le cifre dei primi dieci anni di vita del fenomeno a cui i due hanno dato vita, il bookcrossing, dimostrano che molti avvertivano la stessa esigenza.
LE CIFRE - Mentre scriviamo, le statistiche del sito ufficiale (www.bookcrossing.com, online dal 21 aprile di dieci anni fa) parlano di 915.435 bookcrossers e di 7.852.021 libri in viaggio attraverso 132 Paesi. In testa alla classifica delle nazioni più coinvolte ci sono gli USA, ma il primato non è più schiacciante: quattro anni fa quasi la metà degli iscritti risiedeva negli Stati Uniti, oggi sono solo il 29%. È cresciuto il peso dell'Europa, con la Germania che ha superato il Regno Unito (16% contro 13%), mentre il primo Paese extraeuropeo è l’Australia con il 5% del totale degli iscritti. L’Italia non è nella top ten, ma si difende bene: qui da noi il bookcrossing è arrivato alla fine del 2002, diffondendosi dapprima nelle grandi città e poi rapidamente ovunque. Attualmente, sempre secondo bookcrossing.com, gli iscritti italiani sono più di 20 mila. Mica male, per una società in cui, si dice, i lettori "forti" sono pochi.
LIBERAZIONI - L’immagine simbolo del bookcrossing è quella di un libro giallo, con le braccia e le gambe, che va a spasso per il mondo. È l’immagine che compare sulle etichette che i bookcrossers (in italiano, bookcorsari) utilizzano per rendere riconoscibili i loro "pargoli". Ogni libro che decidono di affidare alla strada porterà impresso questo marchio: suo il compito di allontanare i malintenzionati e, al tempo stesso, stimolare la curiosità dei lettori di buona volontà. Ma come funziona esattamente la “liberazione”?
Il procedimento è semplice: iscrivetevi al sito e - una volta scelto il libro da liberare, che può essere di qualunque genere, aspetto e formato - procedete alla sua registrazione. Al libro viene assegnato un codice specifico (in gergo, BCID) che lo accompagnerà nelle sue peregrinazioni – si spera lunghe e fortunate. A questo punto, il libro, opportunamente tappezzato di etichette, può essere liberato in the wild. Verrà, cioè, lasciato su una panchina, sul sedile dell’autobus, in cima a un albero o in qualsiasi luogo la vostra fantasia di bookcrosser potrà immaginare. Il volume ha cominciato il suo viaggio e a voi non resta che attendere. Chiunque lo ritrovi, se dotato di un minimo di interesse e curiosità, difficilmente resisterà al fascino del gioco: seguendo le istruzioni riportate sull’etichetta non dovrà far altro che comunicarne il ritrovamento sul sito, inserendo il BCID. Dopo averlo letto e magari anche commentato, il passo successivo sarà quello di rilasciare nuovamente il volume, perché l'avventura continui.
LE ALTERNATIVE AL RILASCIO “SELVAGGIO” - Purtroppo, la percentuale di libri che seguono questo percorso non è altissima. Per uno Stevenson che da Roma arriva in Slovacchia, un Baricco toscano in trasferta a New York o un Garcia Marquez che sverna in Brasile, tanti, troppi sono i libri che svaniscono nel nulla. Ma questo non sembra aver scoraggiato gli appassionati che, con il tempo e l’esperienza, hanno escogitato trucchi e tecniche adatte al diffondersi di un gioco così stimolante. Per esempio, sono state create le Official Crossing Zone che, distribuite nelle principali città (ma non solo) e opportunamente segnalate sul sito, rappresentano una sorta di rete speciale di biblioteche-punti di raccolta. Ad esse si può fare riferimento per un rilascio “protetto”. Oppure, partecipando ai forum di discussione, è possibile iscriversi ai bookring o ai bookray, vere e proprie forme di circolazione alternativa che passa da utente a utente.
LE COMUNITÀ - Iniziative di questo tipo richiedono ovviamente organizzazione. Per questo, anche in Italia è nata una vera e propria comunità che si raccoglie attorno al sito bookcrossing-italy.com (contenente le istruzioni per l’uso e il kit del perfetto bookcorsaro) e al forum di discussione. Ma il rapporto tra bookcrosser va al di là della rete. Da diversi anni, ormai, nelle città più grandi si tengono incontri ufficiali, solitamente il secondo martedì di ogni mese: sono occasioni in cui è possibile dare un volto ai nomi conosciuti solo sullo schermo del computer o sulle etichette dei libri e che portano tanti nuovi adepti. E, soprattutto, in cui si possono trovare molti libri. Iniziative del genere sembrano fare bene sia agli organizzatori che alla cultura in generale: i bookcrosser, infatti, dichiarano quasi all’unanimità di aver ampliato i propri interessi e le proprie letture nel corso di questa esperienza. E con gli interessi, si sa, spesso aumentano anche gli acquisti.
LE CELEBRAZIONI - Ma come verrà festeggiato il primo decennio di vita di uno dei più significativi fenomeni culturali del terzo millennio? L'appuntamento principale è con la convention annuale che, dopo l'edizione neozelandese del 2009 e quella olandese del 2010, quest'anno torna negli Stati Uniti. La data è fissata per il fine settimana del 15-17 aprile, a Washington (sito di riferimento: BC in DC), con tantissimi incontri, conferenze, visite ai musei e, ovviamente, tanti libri in attesa che qualcuno li raccolga e decida di fare un pezzo del viaggio insieme a loro. Ma se l'America è troppo lontana, e voi volete comunque capire le regole del gioco e conoscere i volti e le storie dei giocatori, anche in Italia è previsto un incontro di tutto rispetto. Si terrà a settembre, a Perugia (qui più informazioni), e sarà un'ottima occasione per fare un bilancio di dieci anni vissuti "librescamente".
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