Dal 9 giugno al 15 settembre 2011, all'Hangar Bicocca di Milano è in scena l'installazione site specific di Surasi Kusolwong, alla sua prima personale italiana. L'artista thailandese ha esposto in importanti luoghi dell'arte contemporanea, come la Tate Modern di Londra e il Palais de Tokio di Parigi.
L'ex fabbrica Pirelli, riconvertita in contenitore d'arte, accoglie il visitatore con un'aria suggestiva, di echi lontani, data dall'incontro tra i vastissimi spazi industriali con l'indefinitezza e l'impalpabilità del messaggio artistico. E ospita, nella parte iniziale (nelle navate è in corso, fino al 17 luglio, Terre Vulnerabili), l'insolita installazione di Surasi Kusolwong. 5 tavoli da ping - pong, alcuni di vetro e specchi, altri bucati, invitano il visitatore a giocare. Muovendosi tra oggetti di ogni tipo e d'uso quotidiano (ma dalla valenza metaforica), anche fragili, come le uova (che sembrano palline). Che il giocatore può salvare o distruggere. Intorno, specchi, sculture di luce appese al soffitto, strane tende da campeggio e luminosi vulcani di sale. Per riflettere su disastri ambientali, estinzione di specie animali e conflitti religiosi.
MARKET - PERFORMANCE - Kusolwong trae ispirazione dalla cultura e dal popolo asiatico e fa riferimento, nei suoi lavori, alla
società consumistica. Le sue installazioni e performances pongono domande sugli attuali cambiamenti socio - culturali ed economici, coinvolgendo la partecipazione del pubblico. Nel 1996 realizzò il suo primo market - performance, a cui ne seguirono ben 40. Come quello del 2002 quando, nell'International Artist - In - Residence, per il suo progetto ArtPace, con il Minimal Factory ($1 Market)/Red Bull Party (with D.J.), ricostruì un tipico mercato thailandese, in cui i visitatori interagivano, scambiando cultura invece che denaro. Sul sottofondo di una musica thai un megafono incoraggiava i visitatori ad acquistare, per $ 1 ciascuno, chincaglieria personale dell'artista ed oggetti made in Thailandia, legati ad arte, storia, cultura popolare dello Stato del Texas. Un mercato di strada contrapposto ironicamente alla nozione di mercato dell'arte. In cui l'artista si divertiva ad osservare i 'clienti' occidentali che appagavano il desiderio di esotismo, acquistando frettolosamente oggetti importati e poco costosi, totalmente estranei ai loro gusti estetici e stili di vita. E lo spettatore stesso si trasformava in spettacolo. Mentre, in un angolo della galleria allestito in stile bar, un barista serviva la Red Bull, popolare bevanda energetica made in Thailandia, mescolata con una bevanda alcolica a scelta. Per evidenziare il melting - pot e l'interazione quotidiana tra persone di culture ed esperienze diverse, nei mercati, bar, feste e luoghi di lavoro. Il caos dell'accumulo degli oggetti lasciava posto, alla fine della vendita, ad una estetica e minimalistica tranquillità della galleria quasi vuota. Un'arte, quella di Kusolwong, davvero interattiva, basata su performances e installazioni. Classe 1965, ha esposto i suoi lavori in importanti luoghi d'arte internazionali come la Tate Modern a Londra, il Palais de Tokio a Parigi (del quale è co - fondatore), The Rose Art Museum a Boston, le Biennali di Istanbul e Venezia (2003), di Berlino (2001) e di Taiwan (2000).
ATTENTI ALLE UOVA - Ping - Pong è composta da 5 tavoli da gioco che invitano ad iniziare una partita. Ma bisognerà muoversi con attenzione tra diversi oggetti d'uso quotidiano. Dai piccoli animali in gesso coperti da conchiglie, intagliati in legno, a quelli caratteristici di altre culture, collezionati o realizzati da Kusolwong. Fino alle uova, simbolo di vita. Senza lasciarsi distrarre dai messaggi scritti sulla superficie dei tavoli. Fanno parte dell'installazione specchi e forme ritagliate, che richiamano l'Arte Povera di Alighiero Boetti (rappresentante del movimento nato tra Roma e Torino nella metà degli anni '60). E una serie di sculture, da quella a forma di cubo (metafora del mondo secondo Kusolwong, che si rifà allo Zen e al platonismo) fatto di alluminio collegata a una macchina del fumo, al vulcano di sale con al centro una lampada, alle sculture-tenda realizzate in marmo, ferro, legno e specchi. Ce n'è anche una realizzata con le pagine del libro Living in the End Times di Slavoj Zizek (filosofo e psicanalista sloveno di scuola marxista, studioso della crisi economico - sociale contemporanea). E un'altra fatta di spugne rettangolari con su la scritta: 'Prenditi del tempo per sederti e pensare'. Delle lampade pendenti esposte, ce n'è una, posta a terra, sulla quale campeggia un testo, dipinto a mano, dello scultore giapponese Isamu Noguchi.
COMUNICARE AL RIMBALZO - Un'opera - gioco, che invita a riflettere sullo stato attuale del mondo attuale. Metafora della
costruzione complessa e a volte contraddittoria della comunicazione nella società contemporanea, in cui ai visitatori è chiesto di intervenire. Una comunicazione in cui, spesso, domande e risposte, come nel ping-pong, si creano giocando al rimbalzo: in un continuo rimando di domande e risposte. A proposito del suo lavoro, Kusolwong ha dichiarato: 'Ping - Pong è al tempo stesso un classico gioco popolare e un atto politico della diplomazia internazionale. Tutti partecipiamo oggi, chi più e chi meno, ai giochi della complessità e della contraddizione della vita quotidiana. Le nostre azioni in ogni tipo di attività riguardano, sia consciamente che inconsciamente, ogni altro aspetto della nostra vita, come disastri naturali, cambiamenti climatici, estinzione di specie animali, conflitti religiosi e libertà di espressione. Con parole, materiali, media, immagini e codici sociali, suggerisco esperienze estetiche di crescita e attività fatte dalle persone per le persone, per riflettere sul mondo attuale. Faccio P - Art. Sono per l'Arte delle Persone'. Appuntamento all'Hangar, dunque, per giocare la propria partita, senza lasciarsi distrarre. Scegliendo se distruggere o salvare.
Ping - Pong, Panda, Povera, Pop - Punk, Planet, Politics and P - Art
di Surasi Kusolwong
10 giugno - 15 settembre 2011
HangarBicocca,
Via Chiese 2 (traversa V.le Sarca)
tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00,
giovedì dalle 14.30 fino alle 22.00,
lunedì chiuso
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro
www.hangarbicocca.it
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