Arcimboldo, il grande pittore rinascimentale che lavorò alla corte degli Asburgo per circa 25 anni, nato a Milano nel 1527, torna con i suoi capolavori nel capoluogo lombardo. I suoi ritratti e le sue grottesche "Teste Composte", realizzate assemblando materiali naturali e forme viventi come pesci, fiori, frutta, ortaggi: in apparenza puri giochi formali ma, in realtà, allegorie umane.
Un artista che, prendendo le mosse dalla scuola di Leonardo, seppe sviluppare uno stile personalissimo. Palazzo Reale gli dedica una ricchissima mostra, con l'obiettivo di far rivivere la sua arte nell'atmosfera della Milano cinquecentesca, importante centro di produzione di stoffe pregiate, arazzi, oggetti ammirati nelle più importanti corti del Rinascimento europeo.
COLOSSALE WINTER - Il percorso espositivo è diviso in nove sezioni introdotte da una monumentale scultura in fibra di vetro pigmentata e dipinta, posta nello spazio antistante Palazzo Reale, ispirata all'opera Inverno di Arcimboldo. Alta più di 4 metri, Winter è stata realizzata da Philip Haas, artista e film-maker americano. Un ritratto umano (risultato di un intreccio visivo di elementi naturali come muschio, funghi, rami, cortecce, ramoscelli, edera, agrumi, tralicci di vite), omaggio ai grandiosi apparati scenografici pensati per le corti rinascimentali di Vienna e Praga.
DA LEONARDO A CARAVAGGIO - Nelle sale di Palazzo Reale sono più di 300 le opere in mostra, tra disegni, dipinti e oggetti
preziosi, esotici e stupefacenti per l'epoca. L'esposizione intende contestualizzare l'opera di Arcimboldo nella Milano dell'epoca, conoscere le ragioni del suo successo e approfondire il ruolo dell'artista nello sviluppo dei generi "natura morta" e "pitture ridicole". Le nove sale conducono il visitatore in un viaggio attraverso i due riferimenti della cultura artistica milanese del '500: Leonardo e le grandi officine artistiche milanesi con i preziosi oggetti dell'arte suntuaria. Con la sezione "Arcimboldo a Milano" si entra nel vivo della mostra, con le opere giovanili di Arcimboldo e quelle dei suoi maestri, per ammirare successivamente i disegni dedicati all'illustrazione naturalistica in Italia e in Lombardia. Esposte anche piante e animali rari ed esotici, come coralli, corna di rinoceronte, nautilius, uova di struzzo, difese di narvalo (il leggendario corno dell'unicorno), che, con la scoperta dell'America, furono importati in Europa. Questi oggetti, che costituivano il cuore delle collezioni di naturalia e artificilia presso le corti, saranno, insieme ai disegni naturalistici dell'Arcimboldo e di altri, un impulso per le nuove scoperte scientifiche. Con le "Teste Composte" ("Stagioni ed Elementi") si entra nel cuore della mostra; si prosegue con la sezione sulla "pittura ridicola", in cui si ammirano singolari disegni di figure grottesche. Nella settima sezione si entra nel mondo sfavillante delle feste di corte, in cui sono raccolti 50 bellissimi disegni di Arcimboldo conservati agli Uffizi. Nelle ultime due sono esposti i lavori del periodo in cui l'artista rientrò definitivamente a Milano (tra le opere il celeberrimo Vertumno): la mostra si chiude con la sezione sulle teste reversibili e la natura morta, la Testa reversibile con canestro di frutta che ispirerà in seguito la Canestra di frutta di Caravaggio.
TESTE GROTTESCHE E ALLEGORICHE - Giuseppe Arcimboldi, detto Arcimboldo, conteso dalle più importanti corti europee del '500 e testimone della creatività milanese (ancora oggi punto di riferimento in tutto il mondo) seppe coniugare la tradizione lombarda con la vocazione internazionale. Celebrato come artista di corte, la sua opera fu presto dimenticata e identificata esclusivamente come "scuola di Leonardo". Dopo secoli di oblio le sue "Teste Composte", nucleo del percorso espositivo di Palazzo Reale, furono riscoperte dalle avanguardie del Novecento, ispirando più di tutti i Surrealisti, che riconobbero il linguaggio composito e complesso su cui si basa la sua opera, capace di unire il registro popolare e carnascialesco con quello allegorico, rappresentante di un'arte anticlassica, attratta da ciò che è irregolare, apparentemente un esercizio fine a se stesso, fino al capovolgimento nel burlesco. Dice il filosofo Roland Barthes che "fabbricare immagini reversibili è una moda dell'epoca: capovolto, il papa diventa un capro, Calvino un giullare; simili giochi erano usati come caricatura dai fautori o dagli avversari della Riforma (...). Tutto significa, eppure tutto è sorprendente. Arcimboldo estrae il fantastico dal noto".
RITORNO A MILANO - Arcimboldo vive in anni di vivace fermento culturale e di grande splendore artistico, soprattutto italiano: Niccolò Machiavelli si interroga sull'essenza del potere con il Principe nel 1513, tra il 1516 e il 1532 Ludovico Ariosto compone l'Orlando Furioso, nel 1575 Torquato Tasso scrive la Gerusalemme Liberata, nel 1564 nasce Shakespeare in Inghilterra. L'autore delle bizzarre e originalissime "Teste" viene al mondo a Milano nel 1527. Dopo i primi anni trascorsi alla scuola di Leonardo e a fianco del padre e del fratello, con i quali realizza i disegni preparatori delle vetrate del Duomo di Milano, del grande arazzo Il Transito della Vergine del Duomo di Como e l'affresco in San Giovanni Battista a Monza, si trasferisce nel 1562 alla corte imperiale di Praga su richiesta di Massimilano d'Asburgo. Qui e in seguito presso la corte di Parigi, lavora al servizio degli Asburgo, realizzando capolavori come la serie delle Quattro stagioni di Vienna, di Denver e di Parigi, la serie dei Quattro elementi di Vienna, il Giurista e disegni naturalistici, organizza tornei e festeggiamenti (per i quali disegna anche costumi, ornamenti e apparati scenici) a Praga e a Vienna in occasione di fidanzamenti e nozze imperiali. Nel 1587 torna definitivamente a Milano da dove continua a lavorare per gli Asburgo, realizzando alcune tra le sue opere più belle: la Flora e il Vertumno (antica divintà di origine etrusca che presiedeva ai mutamenti e alla maturazione dei frutti, allegoria del buon governo imperiale). Muore nel 1593 in una Milano che oggi, a oltre quattro secoli di distanza, ne riscopre l'inimitabile talento.
Arcimboldo - Artista milanese tra Leonardo e Caravaggio
10 febbraio - 22 maggio 2011
Palazzo Reale - Piazza del Duomo, 12 - Milano
Orari: 9.30-19.30 (tutti i giorni), 14.30-19.30 (lunedì), 9.30-22.30 (giovedì)
Ingresso: €9,00 intero - €7,50 ridotto
Informazioni: 02/92800375
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