Libri - Le ceramiche islamiche della Collezione Laura

Martedì 18 Gennaio 2011 19:14 Giulia Amarisse Arts & Publishing - Arte
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Dopo l’edizione di due volumi dedicati alla vita e alle vicende collezionistiche dei coniugi Luigi Anton e Nera Laura, antiquari ed esperti d’arte decorativa nonché profondi conoscitori delle culture orientali, Umberto Allemandi ha pubblicato nello scorso febbraio il primo catalogo fotografico di ceramiche islamiche della collezione Laura, ad oggi tra i più importanti patrimoni artistici privati d’Europa. Curato da Manuele Scagliola, il catalogo offre un ragguaglio di indiscutibile valore scientifico e divulgativo sul significato e sulle forme di un’arte elitaria, minuziosa e affascinante.

LA CERAMICA E L’ISLAM – Frutto di processi tecnici quanto mai sofisticati e di grande diligenza operativa, fin dalle sue origini e per più di un secolo dalla nascita dell’Islam l’arte della ceramica fu apprezzata unicamente per la sua utilità pratica nei paesi di nascente fede musulmana. Fu nell’ottavo secolo, sotto il governo dei califfi Abbassidi e di pari passo con la diffusione della religione islamica al di fuori dei confini della penisola arabica, che tale forma d’arte cominciò a suscitare interesse estetico fino ad imporsi come principale tecnica decorativa della civiltà islamica. Dall’Africa all’India, l’arte di decorare in ceramica vaste superfici architettoniche o semplici oggetti d’uso quotidiano si arricchì di valenza metaforica e religiosa fino a simboleggiare l’elevazione della materia grezza, plasmata dall’uomo e sublimata dal fuoco che trasforma un semplice impasto di terra e colore in nobile oggetto di lusso. Il repertorio figurativo delle decorazioni, prevalentemente limitato a forme celestiali o astratte e a iscrizioni coraniche, sembra aver recepito la concezione allegorica dell’arte come riproduzione composta dell’ordine cosmico, quasi a domare con purezza esecutiva i confusi dettagli del mondo fenomenico. Forte degli scambi culturali e artistici con le civiltà del Vicino Oriente, della Cina e della Persia, la ceramica islamica attraversò nel tempo fasi di intenso sviluppo tecnico: nel decimo secolo si diffuse la tecnica di incisione e decorazione a sgraffiato, che diede spunto alla pratica dell’intaglio; il dodicesimo secolo vide l’invenzione della “fritta”, composto di argilla bianca e quarzo polverizzato, e della successiva modalità di invetraiatura a silhouette. Nel tredicesimo secolo, la tecnica di pittura sotto invetraiatura alcalina rese possibili creazioni più precise e fantasiose grazie a un fissaggio più stabile dell'ossido di cobalto, tipicamente usato per il disegno. Nel lungo periodo di pace che seguì l’invasione mongola in Asia centrale, nella seconda metà del secolo, la ceramica visse il suo ultimo periodo di splendore creativo, fino ad assumere un ruolo di spicco nel contesto economico persiano e a raggiungere vertici di impareggiabile maestria decorativa su superficie policroma nel quindicesimo secolo.

LA COLLEZIONE LAURA
– Appassionati cultori di una forma d’arte percepita spesso come estranea alla formazione artistica italiana e apprezzata piuttosto dai collezionisti inglesi, i coniugi Luigi Anton e Nera Laura hanno perseguito per anni un prezioso progetto di ricerca e raccolta nel raffinato mondo della ceramica islamica, conosciuto e ammirato nel corso di due avventurosi viaggi, compiuti dalla coppia nel 1967 e nel 1975 attraverso le terre del Vicino e del Medio Oriente. Quasi a celebrare la natura selettiva e aristocratica di un’arte tradizionalmente legata al nucleo familiare e al tramando generazionale, il frutto della dedizione dei Laura è uno straordinario patrimonio antiquario, composto di vasi, anfore, piastrelle e ciotole prevalentemente persiane, acquistato presso il mercato londinese e per decenni custodito dai coniugi nei propri appartamenti privati. Alla morte di Luigi Anton nel 2007, in osservanza dell’atto firmato dalla coppia nel 2005 con “l’augurio che potesse essere utile per le generazioni future dal punto di vista culturale”, Nera Laura ha definitivamente donato al FAI (Fondo Ambiente Italiano) la residenza dei coniugi di Villa San Luca a Ospedaletti, in provincia di Imperia, e la propria collezione di oggetti antichi e ceramiche islamiche. L’apposito catalogo fotografico edito da Umberto Allemandi presenta didascalie e descrizioni tecniche, in italiano e in inglese, dei 58 pezzi della Collezione Laura, composta per lo più di stoviglie in ceramica persiana sgraffiata e comunque ricca di testimonianze dei vari espedienti decorativi e tecnici sviluppatisi nella regione tra il decimo e il quindicesimo secolo. Piuttosto usurata dai segni del tempo, la collezione affascina per la simmetria delle forme e per lo spettro policromo dei suoi pregiati elementi: dati vegetali, forme stellari e figure antropomorfe giocano con la pura astrazione simbolica nell’armonia del chiaroscuro. L’ambivalenza del nero, usato per le decorazioni, sposa il candore del bianco, sinonimo di purezza e di luce solare; la prosperità del verde, sinonimo di vita e abbondanza nell'arsura del deserto, colore legato al nome stesso del Profeta, affianca il simbolismo ultraterreno del blu e delle sue lucenti sfumature turchesi.

 

 

Le ceramiche islamiche della Collezione Laura
a cura di Manuele Scagliola
Umberto Allemandi & C. 2010
pp. 159
euro 40,00

Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Gennaio 2011 23:27

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