Galleria Benassati - Spazi virtuali per meditazioni d’autore

Mercoledì 05 Gennaio 2011 13:44 Angela Azzarone Arts & Publishing - Arte
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Sindhu Lamu L’arte esplora nuove modalità di fruizione attraverso il web con la Galleria Benassati, che inaugura uno spazio espositivo virtuale proponendo gli scatti del monaco tibetano Sindhu Lamu. Un’online gallery aperta 24 ore su 24, in cui è anche possibile acquistare ciò che viene esposto. La mostra, divisa in due sezioni, presenta volti, paesaggi e immagini visti attraverso l’obiettivo della macchina fotografica che Sindhu impugna per meditare sull’universo. Ma quanto trasmette un’opera d’arte attraverso lo schermo di un computer?

Quanti, appassionati d'arte, hanno percorso chilometri per visitare la mostra tanto desiderata e sono rimasti delusi per le file davanti ai quadri, tra visitatori chiassosi e poco attenti, in attesa di fermarsi, anche solo pochi secondi, di fronte a quella tela che incuriosiva e affascinava, per cercare di coglierne il messaggio segreto? Rendere fruibile le opere d’arte in una dimensione più intima e personale è quindi l’obiettivo della Galleria Benassati, la prima on line gallery, inaugurata nel gennaio del 2010 a Milano. La fondatrice ricorda la sua esperienza davanti ai raffinati scatti di Diane Arbus, per la quale nutriva una vera e propria ossessione che l’ha portata, coi primi guadagni, all’Alan Koppel Gallery di Chicago. Ma davanti a quelle foto non scattò nessuna rivelazione. Perché, capirà negli anni, “nelle gallerie si è distratti dall’ambiente e dalle persone. L’elemento mondano predomina, ruba l’attenzione, oscura il fascino. Con l’opera devi starci a tu per tu”.

SCATTI DI UN MONACO TIBETANO - E se l’arte parla nel raccoglimento, gli scatti di Sindhu Lamu, che hanno inaugurato la galleria, appaiono come un manifesto Scatti di Sinhu Lamuprogrammatico. Artista e monaco tibetano, Sindhu Lamu interpreta la vita di meditazione attraverso l'obbiettivo raccontando una terra dalla storia e dall’identità millennaria, che ha le radici nella lingua sanscrita, idioma in cui Sindhu pensa e prega. Sindhu è nato il 22 febbraio 1975, in uno sperduto villaggio della regione indiana del Ladakh, tra le catene montuose del Karakorum e dell'Himalaya, dove giungono persone in cerca di spiritualità e ricercatori. Uno di questi dimentica nel monastero la macchina fotografica, che per Sindhu, diverrà strumento di meditazione. La mostra è divisa in due sezioni, Meditazione e Il Viaggio. In Mediazione, ogni scatto (caratterizzato da semplicità formale e profonda portata mistica) segue Sindhu nel processo meditativo, alla ricerca della perfezione interiore e dell’armonia col mondo. Oggetti, volti e paesaggi sono colti come riproduzione dei suoi vissuti e stati d'animo, “così ciò che appare può esser veramente esistito oppure può essere semplicemente stato frutto della meditazione di Sindhu Lamu.“ Ad un certo punto Sindhu sente di aver esplorato ogni angolo del Ladakh: lo sguardo si inaridisce e non si posa più su nessun oggetto. L’animo non mette più a fuoco nessun pensiero e anche pregare diventa difficile. La mente è distratta e inquieta: va continuamente alla vita fuori dal monastero, preclusa e ignota. Su consiglio del monaco anziano, Sindhu parte verso l’Uttarpradesh, dove s’immerge in un brulicare di umanità e nel  frastuono del mondo. E’ Il Viaggio. “Sindhu non si perde, non si fa travolgere”. Ma le sue foto diventano un’esplosione di forme e di colori. “In ogni via, in ogni angolo, in ogni strada, Sindhu cerca un segno, un volto, un suono, che gli ricorda la vita che ha lasciato; con la macchina fotografica ricerca i sapori nascosti tra le vie di Varanasi, immersa nel caos urbano. Ogni scatto è un ricordo di ciò che era per lui l’universo, un malinconico sospirare dell’incontro con l’ignoto”.


MA E' VERO DIALOGO? - Galleria Benassati Dipinti, foto, video, musica e design sono presentati attraverso una comunicazione semplice. La Galleria è aperta anche al contributo di giovani artisti emergenti. Ogni opera è in vendita e può essere acquistata online. Galleria Benassati esplora con questa idea le nuove frontiere e le ancora sconosciute potenzialità del web, non soltanto commerciali. Configurandosi come uno spazio espositivo virtuale in cui dialogare con l'arte, in linea con gli stili di vita contemporanei, esplora una diversa possibilità di fruizione dell’esperienza artistica. Ma forse anche i limiti.
Sul web possiamo assaporare ogni immmagine con la calma necessaria, e le foto di Sindhu Lamu le immagini trasmettono un senso di grande pace ed energia, ma, viene da chiedersi, quanto perde un’opera d’arte dietro ad uno schermo? quanto emozionerebbe dal vivo?

Ultimo aggiornamento Lunedì 10 Gennaio 2011 09:37

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