La città del Palladio ospita, fino al 21 novembre, la mostra Respiro (Breath), che esplora con artisti internazionali i profondi significati di un atto semplice quanto fondamentale. Curata da Adelina von Fürstenberg, la rassegna propone video e audio installazioni esposte in quattro distinte location cittadine. L'evento, promosso dalla Fondazione Zoé (responsabile della divulgazione del gruppo farmaceutico Zambon) intende favorire il dialogo tra arte e salute. In mostra opere di autori come Nikos Navridis, Sheba Chhachhi, i Masbedo, Farid Rahimi e Vito Acconci. In esposizione anche dieci billboards (cartelloni artistici), installati presso la Loggia del Capitaniato e il Teatro Nuovo, realizzati da artisti internazionali.
Nel respiro c'è il soffio della vita: gli antichi greci lo chiamavano “pneuma”, indicando anche l'anima. È la base della buona salute ma, secondo la dottrina dello yoga, il suo controllo può dare accesso ad una nuova dimensione dell'esistenza. Benessere, vitalità, energia, ritmo, apnea, rumore, anima, spirito vitale, silenzio, nascita, trasformazione: le suggestioni evocate sono infinite. Per riproporre il dialogo tra arte e salute, iniziato nel 1998 per il 50° anniversario dell’OMS con la mostra itinerante The Edge of Awareness, la Zambon, importante casa farmaceutica di origini vicentine, ha chiesto a diversi artisti internazionali di riflettere sul tema. Hanno così preso forma una serie di opere multimediali, audio e video, il cui filo conduttore è, appunto, “il respiro”. A fare da sfondo la città di Vicenza, lungo un itinerario scandito in quattro tappe: dal settecentesco Palazzo Bissari (sede della Fondazione Zoé), alla Loggia del Capitaniato, dal foyer del Teatro Comunale allo Spazio Monotono. Le opere sono emozionanti, talvolta capaci di turbare, anche se il percorso per arrivare da uno spazio espositivo all'altro permette solo in parte di apprezzare la bellezza del centro storico.
STANZA CHE RESPIRA - Colpisce, per semplicità e potenza, la video installazione del greco Nikos Navridis, che ha ripreso con una videocamera alcuni suoi allievi a cui ha chiesto di trasmettere le emozioni legate ad un momento particolare della propria vita attraverso il respiro. Sembra così di entrare in una stanza che respira a ritmo cadenzato, in cui l'aria attraversa i corpi dilatandoli e svuotandoli, i rumori sono amplificati: difficilmente si rimane indifferenti. Presso la Loggia del Capitaniato e al Teatro Nuovo,
infine, si possono ammirare dieci billboards, (da segnalare, tra gli altri, quelli di Alfredo Jaar, Matt Mullican, Robert Rauschenberg e Miguel Angel Rios). Si tratta di grandi opere in vinile (3.5 x 2.5 metri), simili a cartelloni pubblicitari, realizzate in occasione della mostra The Edge of Awareness (1998-1999) su inquinamento e degrado ambientale, droga, AIDS, follia e invecchiamento.
IMMAGINI FLUTTUANTI (A DUE PASSI DA CENTRAL PARK) PER RIPRENDERE FIATO L'immagine, suggestiva e fluttuante, di un elefante in apnea sott'acqua, che si scompone e ricompone in infinite cellule, è il protagonista del video The Water Diviner (2008) dell'artista indiano Sheba Chhachhi. I Masbedo (Jacopo Bedogni e Nicolò Massazza) raccontando il dramma di un sommozzatore suggeriscono una riflessione sul rapporto tra la vita e la morte nel cortometraggio Distante un padre (parte del film collettivo Then and Now Beyond Borders and Differencesì). Il video Untitled Movie (2001-2009), dell'artista Farid Rahimi, mostra una serie di paesaggi montani ripresi attraverso una telecamera che ondeggia al ritmo del respiro: l'orizzonte esterno instabile diventa metafora artistica dell'orizzonte interiore continuamente mutevole e dello spostamento di prospettiva. Passi, parole e fiato registrati durante una corsa a Central Park sono il soggetto dell'installazione sonora Running Tape, lavoro storico di Vito Acconci, realizzato
nel 1969 a New York. Perché una mostra su questo argomento? Perché il respiro non è solo riflesso incondizionato comune a tutti gli esseri viventi, ma anche un atto che dice molto su ciascuno di noi. "Il modo in cui respiriamo è estremamente personale, proprio come le nostre impronte digitali. Il carattere di una persona si può capire da come inspira ed espira", ha dichiarato Navridis. Riflettere sul respiro vuol dire riflettere, oltre che sulla vita e la morte, anche sull'unicità e sulla libertà di ognuno. Un'occasione per dimenticare la frenesia quotidiana e “riprendere fiato”, immersi nelle suggestioni dell'arte contemporanea.
MOSTRA “RESPIRO”
Vicenza, 10 ottobre – 21 novembre 1010
Fondazione Zoé – Palazzo Bissari
Loggia del Capitaniato
Spazio Monotono
Teatro Comunale di Vicenza
Orari: 9.00 – 18.30
Ingresso: libero
per informazioni:
Fondazione Zoé
0444/325064
www.fondazionezoe.it
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