Ancora pochi giorni per assistere alla mostra di Christian Boltanski Personnes, realizzata a Milano con "Monumenta 2010", un evento annuale del Ministère de la culture et communication di Parigi. Un primo significativo appuntamento che segna l'inizio della collaborazione di tre grandi spazi dell'arte contemporanea mondiale: il Grand Palais a Parigi, l’Armory a New York e l’HangarBicocca a Milano. Dopo Parigi, l'iniziativa si è adattata ai grandi spazi di New York e di Milano. L'ex edificio industriale milanese, dalle caratteristiche navate blu, ha riaperto al pubblico in seguito a una lunga ristrutturazione. Che lo ha reso più accogliente, dotandolo anche di caffetteria, libreria e giardino, luogo irrinunciabile per gli appassionati d'arte contemporanea di tutto il mondo.

Christian Boltanski (artista, fotografo e scultore francese) ha adattato ai vasti spazi dell'Hangar la sua installazione, un'intensa esperienza multisensoriale che vuol sollecitare una riflessione sull'esperienza umana e il suo trascorrere, sul rapporto vita e morte, esistenza individuale e collettiva, passato e presente, ricordo e oblio. Il visitatore si trova davanti a un grande “Cubo” di vestiti colorati spostati da una gru in maniera ossessiva e casuale. Mentre il ritmo incessante di battiti cardiaci, registrati dall'artista dal 2008 per il suo ambizioso progetto Les Archives du coeur (già trentamila!), ne scandisce i passi. Ognuno potrà contribuire a questo immenso archivio, finanziato da una fondazione giapponese, registrando le proprie pulsazioni su un CD in un apposito spazio. L'intento di Boltanski – che insegna alla Scuola Nazionale Superiore di Belle Arti di Parigi - è quello di raccogliere e custodire i battiti dell'umanità. Insieme alla moglie Annette Messager, è considerato tra i maggiori artisti contemporanei del panorama francese. Nato da padre ucraino di origini ebraiche, ha mantenuto vivo il ricordo della Shoah: per questo la sua ricerca si è concentrata sui temi della morte e del ricordo e ha realizzato numerosi memoriali di persone scomparse. Caratteristica della sua produzione è il particolare impiego di materiali come cartone, plastilina, candele, lampade e vecchie fotografie. Oggetti carichi di un forte potere evocativo, che aiutano a immaginare e ricreare la vita di chi li ha posseduti. Fa pensare a Ogni cosa è illuminata (di Liev Schreiber, Usa 2005), bellissimo film sulla memoria, che si apre con la parete tappezzata di oggetti catalogati e conservati da Jonathan, giovane ebreo statunitense alla ricerca delle sue origini. Oggetti che illuminano il passato.
ENSEMBLE ITINERANTE - Quasi a epilogo della mostra, giovedì 23 settembre 2010 alle 21.00, le note di Polvere (b), di Franck Krawczyk, per violoncello solista, quartetto d’archi e nove violoncelli (del Progetto Violoncello Bologna). Il concerto è presentato dall'HangarBicocca insieme con l'Associazione Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, il Museo per la Memoria di Ustica (quest'anno ricorrono i trent'anni dalla mai chiarita tragedia) e il MAMbo. Giovani musicisti del Conservatorio Nazionale Superiore di Musica di Lione e del Conservatorio G.B. Martini di Bologna, accompagneranno Sonia Wieder-Atherton, celebre violoncellista, nell'esecuzione di brani di compositori francesi all’interno dell’installazione di Christian Boltanski, in collaborazione con due importanti musei. Il 25 settembre infatti, l'ensemble italo – francese, dopo aver già eseguito Polvere a Parigi (Monumenta/ Grand Palais) e Alba a New York (Park Avenue Armory), si sposterà a Bologna presso il Museo per la Memoria di Ustica, per il concerto intitolato Fuga. Si potrà assistere all'evento di Milano con un biglietto unico che consentirà anche l'ingresso alla mostra di Boltanski.
DISPERSIONE DELL'OPERA - Infine, con il proposito di coinvolgere i visitatori in questo grande progetto di conservazione della memoria, Boltanski ha previsto che, durante l'ultimo week end della mostra (sabato 25 e domenica 26 settembre), ognuno potrà portar via qualche indumento per farlo ri-vivere, acquistando grandi sacchetti di carta. I vestiti alludono da un lato alla morte e vogliono provocare una riflessione sulla fragilità umana e sullo scorrere implacabile del tempo. Dall'altro alla vita, perché hanno in sé l’impronta del corpo e dell’anima di coloro che li hanno indossati. Boltanski, in questo modo, restituisce dignità ad ogni essere umano, salvandone l’essenza (racchiusa nei vestiti ma anche nel battito del cuore, che identifica ogni persona). La montagna di vestiti che diminuirà fino a scomparire, verrà sottratta così all’insondabile azione del tempo.
Christian Boltanski Personnes
Dal 25/6 al 26/9/2010
HangarBicocca, Via Chiese 2 (traversa V.le Sarca)
Orario: tutti i giorni dalle 11.00 alle 19.00
giovedì dalle 14.30 alle 22.00, lunedì chiuso
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro
Informazioni:
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www.hangarbicocca.it
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