
"Non c'è fine al mio stupore. / Ascolta / come mi batte forte il tuo cuore". Batte forte il cuore quando ci si imbatte nei versi di Wislawa Szymborska, poetessa polacca recentemente venuta a mancare. Vogliamo ricordarla attraverso le sue parole, ma anche attraverso quelle di altri grandi uomini di cultura che, come lei, hanno saputo costruire interi mondi semplicemente attraverso le parole, regalandoci materiale per un emozionante viaggio poetico-letterario.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Febbraio 2012 21:47

Al centro dei Social Media ci sono le persone: Internet e il Web 2.0 non sono mai stati una mera questione di tecnologia, sebbene il Web si sia popolato, almeno in un primo periodo, quasi esclusivamente di esperti di informatica. La Rete non connette (soltanto) computer, ma anche persone: ogni attività che avviene on-line, e più nello specifico all’interno dell’universo dei Social Media, deve inevitabilmente tenere conto di un simile assunto.

Un vecchio proverbio recita: «Abbiamo due orecchie e una sola bocca per ascoltare almeno il doppio di quanto parliamo». Saper ascoltare oggi – in un ambiente così aperto, dinamico, complesso e a tratti dispersivo, come la Rete – significa imparare a capire come affrontare, in modo proattivo e non meramente reattivo, l’attuale quadro economico, segnato non soltanto dalla massiccia diffusione del web 2.0 e del social networking, ma anche da una profonda crisi a livello mondiale e dall’emergere di nuove modalità contrattuali.
Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 21:34
Consumi negativi, imprese che chiudono, lavoratori in cassa integrazione: la crisi è tutt’altro che superata, e mette in scena un copione ormai noto. Un mondo sottosopra, insomma: piaccia o meno, questa è la realtà ultima del 2011. Uno scenario peggiorato di mese in mese con l’avvitarsi della crisi europea dei deficit pubblici, che (ovviamente) sta tutta nei numeri della finanza. Le Borse, i titoli di stato, le materie prime: tutti gli asset, fortemente correlati fra loro, popolano il calderone di un anno che il mondo economico-finanziario ha vissuto pericolosamente. E non solo lui.
Ultimo aggiornamento Martedì 17 Gennaio 2012 19:15

“Quando hai paura è segno che la vita comincia a darti del tu.”
E’ su queste parole che si apre Cose che nessuno sa, il secondo romanzo di Alessandro D’Avenia, appassionato professore di lettere di un liceo di Milano, divenuto famoso per la sua prima fatica Bianca come il latte, rossa come il sangue.
Ultimo aggiornamento Lunedì 26 Dicembre 2011 14:26
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Seconda parte: posizioni dalla 5 alla 1. Nella nostra classifica (già condivisa on-line sul blog “Le dieci”) le prime due posizioni se le prende lo stesso regista: sarà un caso, non saprei, di sicuro da lui ripartiremo con il nuovo anno. Un augurio speciale dal vostro inviato, su lavoro e cinema, Pat Longoni: buon Natale, felice anno nuovo e buona fortuna; buona lettura, buona visione e buona creatività!
Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 20:41
Una storia deve presentare dei personaggi che riescano a catturare, una serie di eventi che sappiano coinvolgere, e una trama, quindi un inizio e possibilmente un finale. In verità, però, una storia bella non dovrebbe finire mai. Ecco perché scegliamo di chiudere quest’anno (tanto fantastico nella sua drammaticità) offrendo a Voi – cari lettori che ci leggete e seguite i nostri “bizzarri” interventi – una bellissima lista di film “cattura-attenzione”: pellicole che è un vero dispiacere aver “finito” di vedere perché, come le si guarda la prima volta, non le si guarderà mai più; film “di talento”, ricchi di colpi di scena clamorosi, posizionati proprio nel finale; un insieme di sequenze in grado di far crescere interesse e attenzione lungo tutto lo svolgimento, per poi – solo poi – sconvolgerci con l’inaspettato.
Ultimo aggiornamento Sabato 24 Dicembre 2011 20:43

La lungimiranza serve ad estendere nel tempo la valutazione e il calcolo delle conseguenze sulle azioni di cui siamo responsabili: non valutiamo quindi le conseguenze delle nostre decisioni solo a breve, ma teniamo inevitabilmente conto, in tutto ciò che facciamo, di un medio-lungo periodo – non meglio precisato, purtroppo – capace di sottrarre dal vincolo della “trimestrale” la valutazione relativa alla bontà di una scelta fatta. La lungimiranza, oltretutto, amplia la cerchia di coloro nei confronti dei quali siamo responsabili: quanto più siamo lungimiranti, tanto più si affolla la platea delle persone con cui entriamo in comunicazione.

L’esperienza è la conoscenza acquisita attraverso il contatto diretto con la realtà. Come si usa dire in queste occasioni: “per conoscere il mondo bisogna andare in terra straniera, e varcare i confini a proprio rischio e pericolo”. Possiamo allora immaginare i confini esattamente come quello che le storie esplorano all’interno di un’organizzazione: dobbiamo provarci fin dall’interno dei nostri piccoli mondi – per quanto insignificanti possano sembrare – sapendo che l’esperienza che facciamo inevitabilmente ci muta e ci spinge al cambiamento. E questo non può che essere un bene: tutto quello che abbiamo sedimentato e consolidato è una parte; ciò che andremo sperimentando sarà il resto della storia.

Crediamo che una buona storia valga più di innumerevoli teorie, purché tale storia sia credibile: una storia deve presentare dei personaggi che riescano a catturare, una serie di eventi che sappiano coinvolgere, e una trama, quindi un inizio e possibilmente un finale – anche se, in verità, una storia bella non dovrebbe finire mai.
Ultimo aggiornamento Giovedì 22 Dicembre 2011 20:10
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